A Tabularasa il rock alternativo di Alessio Calivi
Sonorità dark e testi graffianti in piazza Italia: Alessio Calivi presenta dal vivo il suo secondo disco nella serata di Tabularasa
29 Luglio 2015 - 17:11 | di Vincenzo Comi

Sonorità dark nel salotto buono della città come ricerca di nuove forme di comunicazione intergenerazionale
Piazza Italia a Reggio Calabria è passata dalla balera sensuale dei “tanghèri” Tanya Schaap e Sandor Kem al palco rock contestatore e graffiante di Alessio Calivi che in una calda serata di fine luglio ha proposto al pubblico alcuni brani del suo secondo disco dal titolo “Sirene, vetri, urla e paperelle”.
Il format Tabularasa tra salotto e rock
Il format ‘Tabularasa’ promosso da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti si conferma con l’appuntamento di ieri sera come prospettiva culturale multiforme e variegata capace di parlare alla testa e alla pancia delle persone. Dagli ormai familiari divani bianchi condivisi con intellettuali, scrittori e giornalisti, al rock urlato dei giovani trentenni calabresi d’esportazione per trascorrere due ore decisamente alternative.
Generi diversi e discordanti per incontrare la società reggina in tutte le sue componenti. Calivi e gli altri musicisti (Fabrizio Murdolo al basso, Fabio Carimati alla batteria) provengono tutti dalla provincia di Reggio Calabria ma, come tanti coetanei inquieti e determinati, hanno deciso di spostarsi a Milano per inseguire i loro sogni polifonici. Anche lì la realtà è dura e segnata dalla precarietà ma questo costituisce uno stimolo creativo ulteriore per il giovane compositore marcandone vistosamente le canzoni dell’album segnate da rabbia e passione. Nel capoluogo lombardo Calivi ha conseguito il diploma all’Accademia del suono e si è specializzato nel campo del “sound engeneering”. Fra un lavoro saltuario e l’altro, una registrazione e un service musicale oggi continua a scrivere e a comporre come quando di anni ne aveva 14 e abbozzava le sue prime canzoni su un quadernone di appunti insieme alla sua prima band: i “Black Side” passando poi da un genere musicale all’altro fino all’attuale rock alternativo. Da allora di tempo ne è passato tanto e le incisioni hanno lasciato il posto alle registrazioni e le sperimentazioni sonore si sono susseguite senza soluzione di continuità. Adesso è la volta dei “ragazzacci” di Tabularasa con cui si era già incontrato l’anno scorso ravvivando un legame fra i due estremi d’Italia che non si è mai interrotto ma che anzi ha fornito ulteriori spunti creativi al musicista.
Il concerto: ribellione sociale e atmosfere gotiche
Sulla scena di piazza Vittorio Emanuele II ai piedi di un’altera statua all’Italia che sembrava quasi voler prendere le distanze dalle sonorità esplosive dei giovani musicisti, è andata in scena la ribellione sociale di Calivi che si è espressa attraverso percussioni dure, ritmi sincopati e testi graffianti. Atmosfere gotiche e tonalità pesanti per urlare istinti, desideri e angosce di un’intera generazione in una ricerca musicale continua.
Il prossimo appuntamento sarà il 30 luglio al Castello svevo di Cosenza ma l’estate è ancora lunga e tante suggestive location calabresi faranno da cornice alle esibizioni sonore di Calivi e dei suoi accompagnatori.
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