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Aeroporto di Reggio, 254 metri di pista sacrificati per una costruzione abusiva: ora sarà demolita

Aeroporto di Reggio, il Consiglio di Stato conferma la demolizione del torrino abusivo di via Gebbione

Pista di atterraggio dell'Aeroporto dello Stretto Tito Minniti con le montagne sullo sfondo

Una piccola costruzione bianca e rossa, ma un ostacolo che da anni pesa sull’operatività dell’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria. Adesso, dopo una lunga battaglia giudiziaria, arriva la svolta: il torrino di via Gebbione dovrà essere demolito. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Reggio Calabria, respingendo l’appello presentato da un privato cittadino e confermando la legittimità dell’ordinanza di demolizione emessa nel 2024.

Una decisione importante per il futuro dello scalo reggino, alle prese da tempo con limitazioni operative legate anche alla presenza di edifici e manufatti nelle vicinanze delle piste.

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La vicenda riguarda il caratteristico torrino bianco e rosso di via Gebbione, situato in prossimità della pista 15/33 dell’aeroporto dello Stretto e segnalato da ENAC e SACAL per la sua posizione potenzialmente pericolosa per la navigazione aerea.

Secondo quanto evidenziato, la presenza del manufatto contribuirebbe a limitare l’utilizzo della pista per 254 metri, oltre a rappresentare un ostacolo alle procedure di avvicinamento e atterraggio degli aeromobili.

Il Comune di Reggio Calabria aveva disposto la demolizione delle opere abusive con un’ordinanza del febbraio 2024. Il proprietario dell’immobile aveva però impugnato il provvedimento davanti al Tar Calabria, che aveva respinto il ricorso.

La controversia era quindi approdata al Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi sulla legittimità dell’ordinanza comunale.

Con la sentenza numero 7381/2026, pubblicata il 7 ottobre, i giudici amministrativi hanno respinto l’appello, confermando la validità del provvedimento di demolizione. La decisione riguarda anche altri manufatti abusivi appartenenti allo stesso complesso edilizio.

Demolizione del torrino, ora si passa alla fase operativa

La sentenza apre adesso la strada all’esecuzione dell’ordinanza comunale. Non soltanto il torrino, dunque, ma anche gli altri corpi di fabbrica abusivi interessati dal provvedimento dovranno essere rimossi.

Nei prossimi 30 giorni è prevista l’attivazione della procedura comunale per l’abbattimento, un passaggio atteso da tempo e che potrebbe contribuire a eliminare uno degli ostacoli presenti nelle immediate vicinanze dello scalo.

Resta tuttavia necessario distinguere la rimozione del manufatto dall’eventuale recupero della piena operatività della pista: saranno le verifiche tecniche degli enti aeroportuali competenti a stabilire gli effetti concreti della demolizione sulle procedure di volo.

Il futuro del Tito Minniti e le limitazioni della pista

La vicenda del torrino si inserisce in un quadro più ampio, quello degli ostacoli che condizionano l’operatività dell’aeroporto di Reggio Calabria, uno scalo storicamente caratterizzato da particolari procedure di avvicinamento e da restrizioni che ne hanno limitato le possibilità di sviluppo.

Il tema degli edifici prossimi alle piste è da tempo al centro dell’attenzione di ENAC e SACAL, soprattutto in relazione alla necessità di migliorare le condizioni operative dello scalo e superare, dove tecnicamente possibile, le attuali limitazioni.

La rimozione del manufatto di via Gebbione rappresenta quindi un passaggio significativo, anche alla luce del piano di investimenti da 64 milioni di euro annunciato per il Tito Minniti, che comprende interventi infrastrutturali, riqualificazione delle aree aeroportuali e demolizione di manufatti pericolosi.

La decisione del Consiglio di Stato chiude il contenzioso amministrativo sulla legittimità della demolizione. Adesso l’attenzione si sposta sui tempi dell’intervento.

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