Alta Velocità, Falcomatà: ‘Servono tempi di percorrenza competitivi e certezza sulle risorse’
Il consigliere regionale a Napoli con la Fondazione Merita: "L'opera va progettata nella sua interezza, come motore per lo sviluppo del Mezzogiorno"
27 Gennaio 2026 - 10:31 | Comunicato Stampa

“Porto a questo tavolo la voce di Reggio Calabria e di un territorio che guarda con attenzione cruciale alla realizzazione della linea Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria come motore di sviluppo per tutto il Mezzogiorno. I timori che la nostra area metropolitana potesse rimanere tagliata fuori sono stati fugati: i dati confermano il nostro pieno inserimento nel corridoio scandinavo-mediterraneo e noi vigileremo attentamente sulle evoluzioni progettuali affinché si tenga conto della centralità di Reggio Calabria come punto di arrivo di questa infrastruttura. Tuttavia, il punto centrale non è solo “esserci”, ma capire quale tipo di Alta Velocità arriverà fino allo Stretto”.
È quanto ha dichiarato il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, intervenendo a Napoli, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, al convegno “Connettere il futuro. L’alta velocità Salerno-Reggio Calabria unisce il Mezzogiorno”, promosso dalla Fondazione Merita e da Ferrovie dello Stato Italiane.
Nel corso del dibattito hanno partecipato, tra gli altri:
- l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Stefano Donnarumma
- l’ex Ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti
- il Commissario straordinario per il potenziamento AV Salerno-Reggio Calabria Lucio Menta
- il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi
- in collegamento il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi
Tempi di percorrenza e vera competitività dell’Alta Velocità

Nel suo intervento, Falcomatà ha posto l’accento sulla competitività economica dell’infrastruttura:
“Studi autorevoli condotti a livello accademico dimostrano che il PIL delle città connesse dall’AV cresce significativamente solo quando si crea una vera conurbazione, ovvero quando i tempi di collegamento scendono sotto le tre ore. Se per raggiungere Roma da Reggio Calabria dovessimo rimanere sopra le quattro ore, faticheremmo a definirla una vera Alta Velocità capace di cambiare il volto economico del territorio. Su questo aspetto è necessario effettuare modifiche di percorso con l’obiettivo di abbassare i tempi di percorrenza”.
Logistica, merci e il ruolo del Porto di Gioia Tauro

Il sindaco ha poi toccato il tema strategico della logistica e del Porto di Gioia Tauro, evidenziando come l’AV debba incidere anche su ciò che ruota attorno all’infrastruttura:
“L’AV non serve solo ai passeggeri, ma deve essere leva di sviluppo per ciò che le sta attorno. Penso al porto di Gioia Tauro e al retroporto: oggi il trasporto merci su ferro deve diventare economicamente conveniente rispetto alla gomma, riducendo l’impatto ambientale e potenziando la catena logistica”.
Gap infrastrutturale, lavori in corso e nodo risorse fino allo Stretto
Guardando alle tempistiche e allo stato attuale della rete, Falcomatà ha evidenziato il gap infrastrutturale esistente:
“Mentre discutiamo di futuro, dobbiamo ricordare che gran parte dell’area metropolitana reggina non ha ancora binari elettrificati e soffre la presenza del binario unico. E nel frattempo partono i lavori su dei tratti ferroviari che da Battipaglia si muovono verso nord-est e difficilmente possono essere presentati come parte di un’Alta Velocità che punta a Sud, sulla quale al momento non vi sono certezze”.
Infine, un passaggio cruciale sul rapporto tra l’Alta Velocità e il Ponte sullo Stretto, e sul nodo risorse:
“Sarebbe assurdo pensare che l’ultimo lotto, quello che da Gioia Tauro porta a Reggio, debba attendere la concomitanza con i lavori del Ponte. Non si può attendere un progetto così pieno di ostacoli e lacune per programmare l’alta velocità fino a Reggio Calabria. Sulle risorse infine – ha concluso Falcomatà – serve più chiarezza. Non possiamo rischiare che l’Alta Velocità si fermi a Praia a Mare. Ad oggi non ci sono stanziamenti per i tratti calabresi ed è assurdo non poter pensare a una progettazione unica, che giunga fino a Reggio. È necessario arrivare a una progettazione cantierabile per l’intera tratta, così da poter intercettare i fondi necessari passo dopo passo, ma con una visione unitaria e garantita fino allo Stretto“.
