Assistenza agli alunni con disabilità, Nucera: ‘Bene l’avvio dal 1° giorno, ma non è la prima volta’
"La storia amministrativa va rispettata. Già nel 2017 e nel 2018 il servizio partì il primo giorno" la replica dell'ex Assessore alle Politiche sociali e al Welfare del Comune
11 Settembre 2026 - 10:26 | Comunicato stampa

«Accolgo con soddisfazione la notizia che il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità sarà garantito fin dal primo giorno di scuola. Quando si parla dei diritti dei bambini e delle loro famiglie, ogni risultato positivo deve essere accolto come un risultato della città.
È però necessario ristabilire, con serenità e senza alcuna volontà polemica, la verità dei fatti».
Così Lucia Anita Nucera, già assessore alle Politiche sociali e al Welfare del Comune di Reggio Calabria, interviene dopo le dichiarazioni con le quali l’avvio del servizio dalla prima campanella è stato presentato come un risultato che si verificherebbe «per la prima volta nella storia della città».
«Non è così. E non lo dico per rivendicare meriti personali: lo dicono gli atti, le date e la stampa dell’epoca.
Già nel 2017 il servizio di assistenza agli alunni con disabilità partì dal primo giorno di scuola, interessando 277 ragazzi in venti istituti cittadini, con un investimento che aveva superato il milione di euro.
Nel 2018 il risultato fu nuovamente raggiunto: gli alunni interessati erano nel frattempo saliti a 336 e lo stanziamento aveva raggiunto circa 1,3 milioni di euro.
Sono fatti documentati e appartengono alla storia amministrativa di Reggio Calabria».
Le ragioni delle scelte organizzative
Nucera chiarisce anche un altro aspetto.
«Negli anni in cui si ritenne più opportuno avviare il servizio successivamente alla prima campanella, quella scelta fu legata anche alla necessità di avere un quadro effettivo e aggiornato delle esigenze degli alunni.
Nelle prime settimane dell’anno scolastico, infatti, il sistema è spesso ancora in assestamento: vi possono essere docenti di sostegno non ancora nominati o successive rinunce, congedi e sostituzioni; allo stesso tempo possono esserci bambini per i quali l’iter di certificazione e la conseguente definizione del fabbisogno assistenziale non sono ancora completati.
Si trattava, dunque, di valutazioni organizzative finalizzate a costruire il servizio sulla base dei bisogni reali, non certo di una minore attenzione verso la disabilità.
Ed è bene ricordare che assistente all’autonomia e alla comunicazione e docente di sostegno sono figure diverse, con competenze differenti ma complementari nel percorso di inclusione dell’alunno».
Un servizio costruito e rafforzato negli anni
«Quando iniziammo questo percorso – prosegue Nucera – il servizio disponeva di circa 500 mila euro e coinvolgeva una settantina di operatori. Negli anni siamo arrivati a investimenti nell’ordine di milioni di euro e a oltre 250 professionisti coinvolti.
Non fu il risultato di un giorno, ma di anni di lavoro con gli uffici, le scuole, gli operatori, le organizzazioni sindacali e soprattutto con le famiglie».
Il passaggio decisivo arrivò nel 2024, quando la precedente Amministrazione costruì la programmazione pluriennale del servizio attraverso un bando di oltre 12 milioni di euro per tre anni, articolato in quattro lotti.
«Quella scelta aveva un obiettivo preciso: superare progressivamente la precarietà della programmazione annuale e dare al servizio maggiore stabilità e continuità.
Se oggi quella programmazione consente all’Amministrazione di organizzare tempestivamente il servizio, ne sono felice. Significa che il lavoro costruito negli anni continua a produrre risultati».
«Non servono medaglie, serve memoria istituzionale»
«Non mi interessa intestarmi una medaglia. Quando si parla di disabilità, le medaglie non servono.
Dietro questi servizi ci sono bambini, genitori e famiglie che chiedono alle istituzioni una cosa molto semplice: poter esercitare pienamente i propri diritti.
Proprio per questo, però, sarebbe sbagliato trasformare un risultato positivo in una narrazione che cancella quanto è stato fatto prima.
Nel 2017 il servizio partì dal primo giorno. Nel 2018 accadde nuovamente. Negli anni successivi il sistema è cresciuto per risorse, numero di operatori e capacità organizzativa. Nel 2024 abbiamo lasciato una programmazione pluriennale superiore a 12 milioni di euro.
Questi sono i fatti.
Chi amministra oggi ha tutto il diritto – e soprattutto il dovere – di migliorare ciò che ha ricevuto. Se riuscirà a farlo, sarò la prima ad esserne soddisfatta.
Ma la buona amministrazione è anche continuità. Migliorare ciò che si eredita è un merito; riconoscere ciò che si è ereditato è correttezza istituzionale.
La disabilità non appartiene a una maggioranza o a un’opposizione. E soprattutto non dovrebbe mai diventare terreno di propaganda.
Per questo accolgo positivamente l’avvio del servizio e rivolgo un augurio sincero a chi oggi ha la responsabilità di portarlo avanti.
Ma quando si afferma che qualcosa accade “per la prima volta nella storia della città”, la storia va prima conosciuta e poi raccontata.
E la storia documentata di Reggio Calabria dice che questo percorso era cominciato molti anni prima.
I diritti dei bambini non iniziano con un’Amministrazione e non finiscono con quella precedente. Sono un patrimonio della città. Ed è questo l’unico primato che dovrebbe interessarci difendere».
Lucia Anita Nucera
già Assessore alle Politiche sociali e al Welfare del Comune di Reggio Calabria
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