Il fascino dei Bronzi di Riace arriva al Salone del Libro di Torino
Riccardo Partinico presenta il libro “Anatomia Archeostatuaria dei Bronzi di Riace: Pericle e Temistocle”
18 Maggio 2026 - 08:21 | Comunicato Stampa

Il fascino senza tempo dei due Guerrieri greci torna protagonista al Salone Internazionale del Libro di Torino grazie al nuovo volume di Riccardo Partinico, “Anatomia Archeostatuaria dei Bronzi di Riace: Pericle e Temistocle”.
Un’opera che offre al dibattito scientifico il contributo delle Scienze Motorie e Sportive, con una lettura inedita delle due celebri statue bronzee custodite presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Il libro, pubblicato da Publigrafic dell’editore calabrese Gianni De Simone, approfondisce gli studi anatomici condotti da Partinico sulla postura, sulla gestualità e sull’ipertrofia muscolare dei due guerrieri greci rinvenuti nel 1972 a Riace Marina e che, dopo oltre cinquant’anni dalla loro scoperta, sono ancora alla ricerca della loro identità.
L’autore dopo la presentazione del libro è stato intervistato da Rai Radio Due, in presenza di autorevoli esponenti della Cultura, quali Roberto Vecchioni, Massimo Cacciari, Gianrico Carofiglio e di esponenti politici calabresi, quali il dott. Filippo Mancuso, vicepresidente giunta regionale Calabria, la dott.ssa Eulalia Micheli, assessore all’Istruzione Regione Calabria e la dott.ssa Annalisa Spinelli, assessore alla Cultura città di Lamezia Terme.
Partinico ha affermato che i Bronzi di Riace non possono rappresentare personaggi mitologici perché sui loro corpi si rilevano dismorfismi scheletrici (scoliosi, iperlordosi, progenismo mandibolare, V dito varo dei piedi, verticalizzazione cervicale e cranio dolicocefalo) alterazioni scheletriche che non potevano essere conosciute dagli artisti se non le avessero copiate da modelli (atleti lottatori) che hanno posato per raffigurare Pericle e Temistocle, figure centrali della storia politica e militare ateniese del V secolo a.C.
Partinico ha anche chiarito al numeroso pubblico presente che le due statue non possono far parte della stessa scena artistica, ovvero non possono essere “i fratricidi Eteocle e Polinice” e neanche “Anfiarao e Tideo” personaggi mitologici de “I Sette di Tebe”, perché il Cedad di Unisalento ed il Ministero della Cultura hanno ormai accertato che le due opere sono state realizzate a trent’anni di distanza l’una dall’altra, con materiali provenienti da siti geologici diversi e in stili artistici differenti: 460 a.C. statua A (Argolide) stile Severo, 430 a.C. statua B (Attica) stile Classico.
Le ultime scoperte di Partinico sui Bronzi di Riace sono state presentate lo scorso aprile a Roma presso l’Accademia d’Armi Musumeci Greco 1878 riunendo studiosi, archeologi e personalità del mondo della cultura e dello sport, tra cui l’archeologo Pier Giovanni Guzzo, il prof. Marco Bussagli dell’Accademia delle Belle Arti di Roma e Novella Calligaris Olimpionica di nuoto, e saranno riproposte il prossimo settembre ad Atene, luogo di “partenza” delle due statue e a Reggio Calabria, organizzato dal Rhegium Julii, il 29 maggio alle ore 17:30, presso il Circolo Tennis “Rocco Polimeni”.
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