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Cannizzaro si ‘presenta’ alla città: ‘Fare il sindaco era il mio sogno da bambino. La musica cambierà’

Il candidato del cdx detta le regole: incarichi a tempo pieno per assessori, stop alle commissioni online e stretta anche sulle circoscrizioni

cannizzaro candidato sindaco

Nel giorno di San Francesco di Paola, patrono della Calabria, Francesco Cannizzaro sceglie un passaggio denso di simboli e significati per presentarsi per la prima volta alla città da candidato sindaco. Dopo l’annuncio arrivato via social da Roma, il deputato del centrodestra si mostra ufficialmente a Reggio e lo fa con un messaggio chiaro, quasi un giuramento politico: questa, assicura, sarà la campagna elettorale “più entusiasmante e più bella” della sua vita.

La sala è quella delle occasioni. Accanto a lui numerosi giovani e poi Giusi Princi, Denis Nesci, consiglieri regionali, l’assessore Micheli, il presidente Cirillo. La fotografia di un blocco politico che si compatta e si mette in marcia con un obiettivo dichiarato: la riconquista di Palazzo San Giorgio e della Metro City.

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Cannizzaro parte dal piano personale:

“Sarà una campagna elettorale fatta di dibattiti sui quali ci consumeremo. Ho fatto questa scelta con tutto il cuore, con la testa perché non sono uno sprovveduto”, dice. Poi aggiunge un passaggio che suona come una chiamata alla mobilitazione: “Vorrei trasmettere a tutti i reggini l’entusiasmo e l’adrenalina che in questi giorni mi scorre dentro”.

Il candidato del centrodestra insiste sul momento che sta vivendo e lo carica di significato politico e umano. A chi lo ha raggiunto in questi giorni, racconta, tra cui leader nazionale, ha confidato che, nonostante i suoi 43 anni di cui 20 di politica, quasi sempre “da vincitore e mai da vinto”, questa sfida ha un sapore diverso.

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“Nonostante siano passati pochi giorni, questa sarà la campagna più entusiasmante e più bella della mia vita”, afferma. E subito dopo lancia il ponte verso la città: “Vorrei che questo sentimento potesse contagiare la stragrande maggioranza dei cittadini”.

Ma il cuore politico dell’intervento arriva quando Cannizzaro prova a dare forma alla sua idea di governo.

Non parla solo da candidato. Parla già da possibile sindaco e detta da subito le sue regole di ingaggio.

Il primo bersaglio è il modello amministrativo degli ultimi anni, che definisce senza mezzi termini un “fallimento di 12 anni del centrosinistra”. Però avverte anche i suoi: l’entusiasmo, da solo, non basta.

“Le elezioni non si vincono con l’entusiasmo, le elezioni si vincono all’interno delle urne, se riusciremo a spiegare ad ogni singolo cittadino qual è la nostra visione di città”.

Quella che descrive è una coalizione che, a suo dire, ha già dimostrato di saper incidere ai vari livelli istituzionali.

“Una squadra in campo per la riconquista di Palazzo San Giorgio e della Metro City. Una squadra ben rodata già alla Regione, che funziona perché abbiamo un grande presidente, il migliore della storia del regionalismo calabrese”, dice, rivendicando un asse politico che “parte da Bruxelles, passa per il Parlamento, la Regione” e che ora, secondo lui, attende solo “il tassello della grande squadra del centrodestra alla guida della città”.

Nel suo intervento c’è un punto che più di altri segna il perimetro del metodo che intende imporre. Ed è un messaggio netto rivolto a chi immagina incarichi politici compatibili con la propria attività professionale. Cannizzaro chiude la porta in modo drastico:

“Gli assessori che io chiamerò a far parte della futura giunta, anche coloro i quali saranno designati dai partiti, saranno messi davanti ad una scelta”. La linea è perentoria: chi entrerà nell’esecutivo dovrà dedicarsi totalmente al Comune. “Se ci sarà il dentista, l’avvocato, chi fa una professione, dovrà rinunciare per dedicarsi all’attività di assessore. Un principio al quale non posso rinunciare”.

Lo stesso principio, annuncia, varrà anche per i consiglieri comunali e per chi sarà chiamato a guidare le commissioni. Qui il tono si fa ancora più duro, quasi ultimativo. Cannizzaro dice di aver apprezzato il lavoro dei consiglieri, ma chiarisce che con lui cambierà il modo di esercitare il ruolo.

“Il primo atto sarà il cambiamento del regolamento, perché le commissioni si fanno a Palazzo San Giorgio e non online. Chi pensa di esercitare il ruolo fino ad oggi, si candidi da un’altra parte”.

È uno dei passaggi più forti della conferenza. Non solo perché segna una distanza netta rispetto al passato, ma perché manda un messaggio interno alla coalizione prima ancora che agli avversari: nessuno pensi a ruoli leggeri, simbolici o part-time. La parola che ritorna più spesso è una sola: responsabilità.

Lo stesso schema verrà applicato alle circoscrizioni, altro tema che Cannizzaro considera centrale. Rivendica con forza il ritorno al voto dopo oltre vent’anni e parla di un passaggio “storico”. Ma anche qui pone condizioni rigide. Per il candidato del centrodestra, i presidenti delle circoscrizioni dovranno essere “piccoli sindaci”, punti di riferimento veri nei territori, con gli stessi criteri di dedizione esclusiva. E annuncia già un altro intervento:

“Come primo atto del primo consiglio comunale cambieremo il regolamento delle circoscrizioni per cancellare il listone”.

Nella conferenza c’è poi un altro fronte che Cannizzaro prova ad aprire con decisione: quello del ricambio. Da una parte ringrazia chi ha già dato un contributo, dall’altra alza il sipario su una linea politica che punta dichiaratamente sui giovani.

“Mi sento in dovere di formare la nuova classe dirigente”, afferma, spiegando che nelle liste del centrodestra ci sarà spazio per energie nuove, per ragazzi che si sono formati, che sono rimasti e anche per chi sta tornando.

È un passaggio strategico, perché intreccia la corsa a sindaco con la costruzione di un gruppo dirigente destinato a durare nel tempo. Cannizzaro lo lega apertamente anche al suo ruolo politico in Forza Italia, ricordando di essere segretario regionale e di avere davanti altri cinque anni di guida del partito. Da qui la promessa: “Dobbiamo far crescere la classe dirigente di domani”.

E sabato, annuncia, arriverà anche il lancio del simbolo della lista del sindaco.

Il finale è quello di una candidatura che vuole mostrarsi come rottura, ma anche come investitura totale.

“Io questa città la cambierò e la cambierò con una squadra di primo livello e di giovani. Questa scommessa noi la vinceremo”, dice. Poi l’ultima frase, destinata a restare come marchio della giornata: “Io non lascio Roma per venire a Reggio a pettinare bambole”.

La campagna elettorale a Reggio Calabria, entra finalmente nel vivo. Cannizzaro si presenta alla città rivendicando entusiasmo, disciplina e spirito di battaglia. E lancia una promessa che è anche una sfida aperta agli avversari e ai suoi stessi alleati: con lui, dice, la musica cambierà.

Infine la confessione:

“Fare il sindaco della mia città, la città più bella del mondo, era il mio sogno da bambino”.

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