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Elezioni, Cannizzaro da Piazza De Nava assicura: ‘Martedi sarò sindaco di Reggio’

Dalla piena Piazza De Nava il messaggio è stato netto: Reggio, per il candidato del centrodestra, deve scegliere tra continuità e cambio di passo. 'Trasformare la rassegnazione attuale in speranza'

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Nessun ministro sul palco. Nessun deputato a fargli da spalla. Nemmeno il governatore Occhiuto o il vice premier Tajani. Solo lui, davanti alla piazza, con alle spalle diversi giovani candidati al Consiglio comunale. Una scelta precisa: trasformare l’ultimo comizio prima del voto in un vero “one man show” politico, nel giorno che precede il silenzio elettorale.

Il candidato sindaco del centrodestra Francesco Cannizzaro saluta la campagna elettorale da Piazza de Nava, stessa location da dove era partito il viaggio che accompagna alle elezioni del 24 e 25 maggio.

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Cannizzaro ha ribadito le sue idee per rilanciare la sua idea di città. Ma anche per marcare, con toni netti, la distanza dagli ultimi dodici anni di amministrazione. Il filo conduttore del suo intervento è stato chiaro: “noi” contro “loro”. Da una parte, secondo Cannizzaro, i risultati ottenuti e i progetti già avviati. Dall’altra, l’immobilismo che il centrodestra attribuisce all’amministrazione uscente.

Nella parte introduttiva del suo intervento, Cannizzaro ha raccontato la campagna elettorale come un viaggio dentro la città. Non solo comizi e appuntamenti pubblici, ma incontri nei quartieri, nelle periferie, tra famiglie, anziani, giovani e bambini. Un racconto usato per descrivere la Reggio che il candidato dice di aver visto da vicino.

“Nonostante le mie tantissime campagne elettorali, a qualsiasi livello, questa per me, comunque vada, è stata la campagna elettorale più bella della mia vita. Ho girato in lungo e in largo la città, è stato bellissimo e straordinario incontrare donne, uomini, anziani, bambini, con i quali ho dialogato.

Ho potuto constatare l’eredità che ci accingiamo ad assumere, e qui subentra la parte dolorosa. Io ero e continuo ad essere consapevole di quanti danni siano stati fatti in questi anni, ma io vi posso certificare che non potete nemmeno immaginare il degrado in cui versa la città, da Catona a Bocale. In alcuni casi in condizioni da terzo mondo. Ho riscontrato rabbia, delusione e incazzatura, in alcuni casi anche rassegnata.

Tanta gente è rimasta inascoltata, talmente tanto che mi hanno detto: ‘non crediamo più a nessuno, neanche a voi’. Ho trovato una città senza identità e visione, una città smarrita. Anche i bambini mi hanno chiesto di avere un campetto, una giostrina, perché finiti i compiti non sanno come socializzare”.

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‘Noi e loro, queste le vere differenze’

Cannizzaro è tornato poi sul ‘Noi vs loro’ utilizzato da Falcomatà nelle scorse settimane (all’ex sindaco è stato ‘dedicato’ il video proiettato ad inizio evento sul grande schermo, con le diverse promesse non mantenute da Falcomatà), ribaltando la prospettiva rispetto al pensiero del consigliere regionale del Pd.

“È vero che c’è una grande differenza”, ha detto dal palco. “Mentre io al ministro Pichetto Fratin ho detto che voglio realizzare il progetto di Blue Economy per illuminare la Via Marina, utilizzando le onde dello Stretto per alimentare con energia pulita il lungomare, voi in questi anni non siete stati in grado nemmeno di cambiare una lampadina”.

Da qui il lungo elenco dei contrasti tra la sua proposta e l’esperienza amministrativa degli ultimi anni.

“Noi siamo quelli che vanno a Roma e si fanno approvare gli emendamenti. Voi siete quelli che avete perso 30 milioni di Agenda Urbana, 100 milioni sulla mobilità sostenibile, per non parlare di altri fondi europei”.

Il comizio si è mosso su un doppio binario: la rivendicazione politica e la promessa di una città “normalizzata”, riportata cioè a condizioni ordinarie nei servizi essenziali, nella pulizia, nella viabilità, nell’organizzazione interna.

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Il confronto con gli ultimi 12 anni

Il candidato del centrodestra ha insistito molto sul bilancio politico degli ultimi dodici anni. Una parte del discorso è stata costruita proprio sul paragone diretto.

“Noi siamo quelli del campus universitario, voi siete quelli che avete fatto scappare in dodici anni diecimila giovani da questa città. Noi siamo quelli che abbiamo già iniziato a mettere a terra i fondi per realizzare uno dei porti più belli della costa calabrese. Voi siete quelli che non siete riusciti a mettere a terra i 20 milioni che io ho portato per realizzare il lido più bello della costa calabrese”.

Poi ancora il Capodanno Rai, il turismo, gli eventi, il commercio.

“Noi siamo quelli del Capodanno Rai, voi quelli del Sunset per pochi amici. Noi siamo quelli del G7 del commercio a Reggio Calabria, mentre voi siete quelli che a sei giorni dalle elezioni firmate un patto con i commercianti. Noi siamo quelli del Vinitaly, perché l’1 e il 2 agosto ricordo che ci sarà un evento come il Vinitaly”.

Uno dei passaggi più forti è arrivato quando Cannizzaro ha sintetizzato così il senso della sua campagna: “Noi siamo quelli nelle flotte e voi siete quelli nelle frottole. Noi siamo quelli dell’aeroporto più bello del Sud Italia e voi siete quelli del Ponte Calopinace”.

Il candidato ha rivolto un passaggio anche ai dipendenti comunali, ai dirigenti e ai funzionari di Palazzo San Giorgio e degli uffici del Cedir. A loro ha promesso coinvolgimento, motivazione e una nuova fase amministrativa.

“Ci sono dirigenti e funzionari del nostro Comune che non vedono l’ora che arriviamo noi per far indossare anche a loro, come noi, la maglietta amaranto e formare questa grande squadra. Una squadra fatta dall’apparato politico e dall’apparato amministrativo”.

Il primo obiettivo, ha spiegato, sarà la “normalizzazione” della città.

“Punteremo immediatamente a normalizzare Reggio. Una città che non è normale perché è sporca, piena di rifiuti, senza strade percorribili in maniera adeguata, senza una propria organizzazione”.

‘Lo scioglimento del Comune atto politico’

Cannizzaro ha risposto agli attacchi ricevuti durante la campagna elettorale, soprattutto quelli legati al passato politico e amministrativo della città. Il tono si è fatto più duro quando ha parlato dei riferimenti allo scioglimento del Comune e alle accuse arrivate, a suo dire, anche attraverso la stampa nazionale.

“Hanno collegato la mia attività politica a 20 anni fa, a quelle gestioni. Ad alcuni giornalisti nazionali hanno fatto scrivere di riferimenti allo scioglimento del Comune, quando sappiamo che è stato un atto politico, perché volevate, e ci siete riusciti, andare al potere.

La vostra attività amministrativa è stata perversa e se ora avete le palle mi dovete denunciare. Io sono qua. Se io mi candido, è perché voglio proteggere questa città dal malaffare e dalla malapolitica

Acqua, sociale, depurazione e turismo

Tra i temi concreti affrontati, Cannizzaro ha citato l’emergenza idrica in diversi quartieri e periferie.

“Dove sarà possibile, cercheremo di riportare immediatamente l’acqua nelle case. A Pellaro, Bocale, Catona, Rosalì e Salice, in alcune ore della giornata le famiglie devono organizzarsi per capire chi deve farsi la doccia per primo. Sono cose da terzo mondo”.

Poi il riferimento alle politiche sociali, definite un settore da “riparare e riorganizzare”, e il passaggio sulla depurazione.

Cannizzaro ha ricordato i 150 milioni destinati a Reggio Calabria, parlando di fondi legati all’interlocuzione tra Regione e Governo centrale. Ha citato anche l’avvio dei lavori per il depuratore di Gallico e la necessità di velocizzare tutte le procedure.

“Abbiamo raccontato un fatto bellissimo che la città disconosceva, persino i suoi amministratori uscenti”.

Sul turismo, invece, il candidato ha annunciato l’intenzione di portare a Roma un progetto già elaborato. “Reggio sarà, sotto la nostra guida, una delle mete turistiche d’eccellenza non d’Italia, ma d’Europa”.

“Ieri sera è tornato Salvini e mi ha ricordato, ma già lo sapevo, che Falcomatà è stato l’unico sindaco di Calabria e Sicilia a non aver mai chiesto opere compensative per il Ponte sullo Stretto. Tra 20 giorni andremo a chiedere i fondi che cambieranno il volto di Reggio e della Città Metropolitana”.

Un annuncio che Cannizzaro ha legato a un cronoprogramma già definito e a schede progettuali che, secondo il candidato, dovranno essere portate al Ministero per intercettare risorse destinate non solo alla città, ma all’intera area metropolitana.

Da Piazza De Nava il messaggio è stato netto: Reggio, per il candidato del centrodestra, deve scegliere tra continuità e cambio di passo.

“Ogni cittadino, anche chi non ci voterà, dovrà sentirsi parte di questa città. Dovrà ricredersi e dire: questa squadra funziona”. Il resto, da domani, non sarà più comizio. Sarà silenzio elettorale. Poi la parola passerà agli elettori reggino, l’esito finale alle urne.

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