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Museo del Mare, C. Romeo: ‘Farà fare il salto di qualità a Reggio. Le grandi opere appartengono alla città e non alla politica’

Il consigliere comunale a Live Break richiama il nodo degli aumenti dei prezzi e dei finanziamenti necessari per completarla: "Serviranno nuovi finanziamenti"

museo del mare ()

Il Museo del Mare resta una delle opere più attese per il futuro di Reggio Calabria. Un progetto destinato a incidere sulla trasformazione del fronte mare e sulla strategia di rilancio culturale e turistica della città, ma che negli ultimi mesi è tornato al centro del dibattito anche per il tema dei costi e delle risorse necessarie per completarlo.

Sul futuro dell’opera è intervenuto Carmelo Romeo, consigliere comunale del centrosinistra ed ex delegato della giunta Falcomatà all’opera progettata dall’archistar Zaha Hadid, ospite di Live Break. Una posizione che parte da un presupposto: il Museo del Mare non deve essere considerato un’opera di una singola amministrazione, ma un patrimonio della città.

“Le grandi opere passano oltre i cicli politici”

Romeo sottolinea innanzitutto il valore strategico del progetto.

“Il Museo del Mare è a mio avviso l’esempio plastico di come le grandi opere passano oltre i cicli politici e appartengono al 100% solo ed esclusivamente alla città”.

Il consigliere ricorda il percorso amministrativo che ha portato alla realizzazione dell’opera.

“È un’opera che sappiamo tutti, è partita con l’amministrazione Scopelliti e poi l’amministrazione Falcomatà ha trovato il modo di finanziarla e farla partire”.

Secondo Romeo, oggi il cantiere rappresenta uno dei principali interventi in corso sul territorio.

“Renderla oggi uno dei cantieri più belli che ci sono in Calabria e sicuramente il più grande dal punto di vista anche finanziario sotto il profilo culturale”.

“Un cantiere dinamico”

Romeo evidenzia anche lo stato di avanzamento dei lavori, sottolineando la trasformazione progressiva del cantiere.

“Abbiamo visto un cantiere molto dinamico, un cantiere che settimanalmente si trasforma perché ci lavorano tantissime maestranze”.

Un lavoro che, secondo il consigliere, viene portato avanti da una delle aziende coinvolte più importanti nel settore.

“La ditta che ha vinto anche l’appalto è una delle più grandi in Italia e sta lavorando davvero in maniera importante”.

Il nodo degli aumenti dei prezzi

Il tema centrale dell’intervento riguarda però gli aspetti economici legati alle grandi opere.

Romeo spiega che, per interventi di questa portata, gli aumenti dei costi rappresentano un elemento fisiologico.

“Un’opera del genere ciclicamente ogni paio di anni ovviamente sconta un aumento dei prezzi”.

Il consigliere ricorda il percorso dei finanziamenti iniziali.

“Già all’origine, quando è stato finanziato nel 2021 con l’allora ministro Franceschini come uno dei 14 attrattori culturali italiani, l’opera valeva 53 milioni di euro”.

Successivamente, secondo quanto riferito da Romeo, si è reso necessario un incremento delle risorse.

“Al primo aggiornamento ci è stato detto: o trovate altri 60 milioni dal Ministero della Cultura oppure la definanziamo”.

Da qui l’integrazione con ulteriori fondi.

“Abbiamo allora affiancato altri 60 milioni di euro del PN Plus, altri 8 con il primo aumento prezzo”.

“La parte finale dovrà essere finanziata successivamente”

Romeo entra poi nel dettaglio delle componenti che potrebbero richiedere ulteriori risorse.

“Abbiamo già previsto questa prima possibilità già nel 2025”.

Il riferimento è soprattutto agli elementi conclusivi dell’opera.

“La parte finale, quella degli arredi, quella dei pannelli fotovoltaici, sicuramente non poteva mai essere conveniente acquistarli nel 2023 quando l’opera verrà finita nel 2028 perché anche a livello tecnico ci saranno delle tecnologie superiori”.

Secondo il consigliere, quindi, alcune scelte dovranno essere valutate in una fase successiva.

“Questa parte verrà finanziata successivamente”.

“Può fare fare il salto di qualità alla città”

Nonostante le questioni economiche ancora aperte, Romeo ribadisce la centralità del Museo del Mare per il futuro di Reggio Calabria.

“Sono certo e fiducioso che l’opera verrà completata nei tempi richiesti”.

Una volta terminata, secondo il consigliere, potrà rappresentare un elemento di svolta.

“Sarà quella che a mio avviso farà fare il salto di qualità a Reggio Calabria, mettendo veramente il Reggio al centro del Mediterraneo”.

Una prospettiva legata non soltanto alla posizione geografica della città, ma al ruolo che il Museo del Mare potrebbe avere sul piano culturale, economico e turistico.

“Non soltanto dal punto di vista geografico che ci siamo già, ma sotto il profilo culturale, economico e turistico”.

Il giudizio di Romeo sull’opera è quindi positivo, ma accompagnato da una richiesta di attenzione sul percorso che porterà alla conclusione dei lavori: il Museo del Mare viene considerato un investimento strategico per Reggio, ma la sfida sarà garantire tempi certi e risorse adeguate fino alla consegna finale.

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