Domani 19 agosto al ‘CatonaTeato’ in scena ‘Il mercante di Venezia’ con il maestro Giorgio Albertazzi
Giorgio Albertazzi nei panni di Shylock porta a Catonateatro il capolavoro di Shakespeare: a fine serata il maestro festeggerà sul palco i suoi 91 anni
18 Agosto 2014 - 13:08 | di Redazione

Dopo il successo delle sbalorditive illusioni di Gaetano Triggiano, torna a Catonateatro il genere teatrale più nobile ed antico, la prosa. Per il penultimo appuntamento della rassegna, sarà la volta della tragicommedia “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare, mentre la chiusura del festival affidata all’istrionico Massimo Ranieri ha registrato già il tutto esaurito.
Giorgio Albertazzi nei panni di Shylock
Protagonista de “Il mercante di Venezia” sarà il maestro Giorgio Albertazzi che, nei panni di Shylock, unitamente ad un cast artistico d’eccezione tra cui Franco Castellano e la regia di Giancarlo Marinelli porterà il pubblico nella Venezia del XVI secolo e lo coinvolgerà con un mix di emozioni e situazioni spesso incentrate sul forte contrasto di sentimenti positivi come l’amore, l’amicizia, la fedeltà e sentimenti negativi come l’antisemitismo, l’avarizia, la vendetta. A conclusione della serata il maestro Albertazzi festeggerà sul palcoscenico di Catonateatro i suoi 91 anni.
L’opera inizia con Antonio, il mercante di Venezia, il quale si trova in uno stato depressivo, nonostante gli incitamenti dei suoi amici a distrarsi. Insieme a questi arriva Bassanio che gli chiede un prestito perché essendosi innamorato di Porzia, una ricca ereditiera, non vuole presentarsi da quest’ultima senza denaro. Antonio però ha investito tutti i suoi risparmi in commerci marittimi, così, attendendo l’arrivo delle sue navi cariche di ricchezze, chiede un prestito a Shylock, usuraio di origine ebraica. L’ebreo però, al posto degli interessi in moneta, richiede una libbra di carne del corpo di Antonio; quest’ultimo, confidando nei denari trasportati sulle sue navi, firma.
Bassanio riceve il denaro dall’amico Antonio e compie i preparativi per la visita a Porzia. Per volere del defunto padre , i pretendenti alla mano di quest’ultima dovevano scegliere tra tre cofanetti, uno solo dei quali conteneva un suo ritratto e concedeva così al fortunato di prenderla in sposa.
Jessica, Lorenzo e le ricchezze di Shylock
Nel frattempo Jessica , la figlia di Shylock, s’innamora di Lorenzo, amico di Bassanio e di Antonio. I due fuggono portandosi dietro una parte delle ricchezze di Shylock, il quale colpevolizza Antonio riguardo l’accaduto. Le navi dello stesso sono disperse in mare e quindi Shylock è contento perché assapora già il gusto della vendetta verso colui che lo ha schernito per parecchio tempo. Bassanio giunge a Belmonte dove incontra Porzia e compie la scelta giusta; ella gli dà un anello preparandosi a sposarlo il giorno seguente. Graziano giunto a Belmonte con Bassanio gli dice che anche lui e Nerissa, amica di Porzia, si vogliono sposare. Mentre Bassanio e Graziano vanno a soccorrere Antonio, ormai rovinato, Shylock lo fa arrestare portandolo di fronte al doge; anche Nerissa e Porzia partono per Venezia travestite da uomini. Il doge da alla corte la notizia che sta attendendo l’arrivo di un avvocato: arriva Porzia sotto l’identità di un certo Balthasar, che è in realtà il nome di un suo servo, inviato dal dottor Bellario. Porzia non solo riesce ad ottenere l’annullamento del debito di Antonio ma si rifà anche alle leggi veneziane che sentenziano che quando uno straniero attenta alla vita di un veneziano, quest’ultimo può appropriarsi di metà delle ricchezze del cospiratore; in più il doge ha diritto di vita o di morte nei confronti del cospiratore: Shylock costretto a scegliere tra la vita o le sue ricchezze sceglie ovviamente la vita. Antonio promette la restituzione del denaro a Shylock purché questi si converta al Cristianesimo; Porzia concorda e, inoltre, fa in modo che Shylock prometta di lasciare la sua eredità a Lorenzo e Jessica. Bassanio per ringraziare Porzia le offre tutto ciò che vuole in segno di riconoscenza: lei gli chiede l’anello di fidanzamento e lui dopo parecchia esitazione glielo consegna. L’opera termina con Bassanio che rimane di stucco nell’apprendere il reale svolgimento dei fatti e le tre navi di Antonio che riescono a tornare sane e salve in porto.
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