Reggio, Princi: ‘L’estate è il tempo dei viaggi, ma io ho scelto la mia terra, la Calabria’
"Restare significa anche imparare a guardare meglio e accorgersi che non serve attraversare il mondo per incontrare la bellezza" così la Princi
09 Agosto 2026 - 19:02 | di Redazione

“L’estate è il tempo dei viaggi, delle mete esotiche. I luoghi lontani ci appaiono spesso più rari, più preziosi, quasi più desiderabili. Io, però, ho scelto la mia terra: la Calabria”.
Inizia così il post sui canali social dell’europarlamentare Giusi Princi, che prosegue:
“Perché restare significa anche imparare a guardare meglio e accorgersi che non serve attraversare il mondo per incontrare la bellezza. Io il Paradiso lo vedo nei colori dello Ionio e del Tirreno, nelle acque di Scilla, nella luce di Tropea e di Capo Vaticano. Lo vedo nella montagna, che cambia il respiro del paesaggio: l’Aspromonte, la Sila, il Pollino, con i loro boschi e i loro silenzi, dove il tempo sembra dilatarsi e ritrovare profondità”.
“Lo vedo nei borghi e in una Calabria che parla di Magna Grecia”
“Lo vedo nei borghi. Nati per resistere al tempo, portatori di un passato che ha vissuto epoche diverse. Ogni loro pietra parla di storia e identità: dalle strade, alle chiese, ai castelli, ai portali. Sono sopravvissuti a terremoti, a guerre, all’abbandono. Sono rimasti in piedi. Perché l’identità calabrese è: Resistere! Lo vedo in una Calabria che parla di Magna Grecia. Quella civiltà che ha scelto le sue coste 2.500 anni fa. E una delle espressioni più belle di quell’anima antica sono i bronzi di Riace, ospitati nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Stanno lì a ricordarci: che la bellezza è nata qui, che la forza è nata qui, che la nostra storia è lunga, profonda, immortale”.
“È questa la Calabria che ho scelto di vivere”
“È questa la Calabria che ho scelto di vivere. Una terra di bellezza, sì, ma soprattutto una terra vissuta, fatta di affetti, di legami, di persone, di un’ospitalità che non si racconta ma si incontra, che parla non solo con la sua avvolgente cultura o con i suoi affascinanti colori, ma anche con la sua cucina che è memoria prima ancora che sapore. È il pane caldo la mattina con un filo di olio e un pizzico di sale. È il panino con pesce spada condito alla ghiotta. Sono i sapori di casa, di infanzia. Sono i gusti inconfondibili. Sono i prodotti genuini scelti dalla terra e dal mare di Calabria. Ed è questa – conclude la Princi – la Calabria che invito a scoprire. Senza fretta, attraversandola davvero. Forse scoprirete anche voi che “l’Eden” si trova in Calabria. È tempo di Calabria. E-STATE in CALABRIA”.
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