Grande successo per lo spettacolo “Il fuoco e la luce” dedicato a San Francesco di Paola – FOTO E VIDEO
22 Maggio 2016 - 17:35 | di Federica Geria

di Anna Biasi – Si è concluso il quarto spettacolo dell’opera teatrale “il fuoco e la luce” dedicato al santo Calabrese, San Francesco di Paola, andato in scena al Teatro Cilea di Reggio Calabria.
Grazie alla conoscenza dell’Arcivescovo Morosini che si è dedicato con amore alla stesura dei testi, è stata ricreata la storia calabrese di fede di San Francesco di Paola. San Francesco, un personaggio poco conosciuto fuori dalla Calabria anche se la sua testimonianza di fede è stata europea, è in realtà un uomo di attualità che ha annunciato con molta durezza il diritto dei poveri e della giustizia.
Grazie ad Armando Gatto, regista e coreografo reggino, l’opera teatrale del santo patrono calabrese ha preso forma, ed in pochi giorni di prove ha fatto il miracolo, regalando al pubblico una rappresentazione autentica dei prodigi della vita di San Francesco. Grazie alle musiche di Monsignor Marco Frisina l’atmosfera è stata magica. Ha diretto il coro del Conservatorio di Reggio Calabria e l’orchestra di violini, viole, arpa, tromboni, percussioni, violoncelli, clarinetti, fagotto, tromba, flauti e corni nella fossa del teatro Cilea.
Grazie alla sorprendente voce narrante squillante di Filippo Marcianò, la storia secolare del santo di Paola è stata raccontata dal balconcino del primo livello del teatro che affaccia sul palcoscenico e sulla platea.
Grazie ancora a Francesco Capodacqua, San Francesco di Paola è tornato vivo e credibile agli occhi degli spettatori, come il reale interprete dei problemi sociali del tempo.
Un pensiero, dunque, si è trasformato in una scenografia straordinaria, e la musica ha dato anima alle parole.
Immensa la contentezza di Armando Gatto a fine serata “Sono soddisfatto per gli spettacoli andati in scena. Il risultato evidente l’ha fornito il pubblico che è venuto a vederlo. Una grande opera, una grande musica, grandi testi e grandi attori. Abbiamo fatto una cosa grande e la platea lo ha attestato costantemente”.
Noto per il famoso passaggio sullo stretto di Messina, San Francesco di Paola portò il suo messaggio nel regno di Napoli ai tempi del re ferrante d’Aragona (Costantino Comito). La vita povera di Francesco Martolilla rimasto in Calabria fino a 1483 viene messa in scena dall’interpretazione magistrale di Capodacqua che ha toccato il cuore e l’anima di tutti.
Da non dimenticare la voce splendida di Stella Sorrentino soprattutto nel capitolo del grido dei poveri, Walter Cordopatri nel ruolo di papa Sisto IV che con il suo atto riconobbe il nuovo ordine di eremiti e la denominò Congregazione eremita Paolana di San Francesco D’Assisi. Infine, toccante è stato l’intervento di Fra Bernardino nei panni di Carlo Belmondo. Sulla scena anche Simone Vazzana nel ruolo di re Luigi XI e le voci dei frati baritoni Angelo Parisi e Pasquale Nassi e i tenori Ermes Nizzardo e Salvatore Parisi.
Il messaggio del vescovo Morosini è stato forte e chiaro: “Dio è misericordioso però ha bisogno di conversione da parte dell’uomo. San Francesco dal punto di vista umano è stato protagonista del suo periodo storico, davanti ai mali del suo tempo ha fatto quello che poteva fare anche con il pericolo dei turchi. Noi dai calabresi dobbiamo imparare ad essere protagonisti senza piangerci addosso”.
La combinazione di estro artistico e musicale e spiritualità, una contaminazione tra genere moderno e lirico hanno riempito il teatro di persone religiose e non, ed i cantanti, attori e ballerini si sono inchinati di fronte a tutte quelle mani che non smettevano di applaudire.
Ancora una volta il teatro Cilea risulta essere la location perfetta, orgoglio della città di Reggio Calabria, con un finale orchestrale e corale a lume di candela, dove il cittadino può e deve incontrarsi, seguendo l’impulso interiore, come quello di San Francesco, pronto a rivedere la propria vita.
CityNow non si è perso l’evento ed ha intervistato Francesco Capodacqua.
Il ragazzino di amici del 2004 è cresciuto, è cambiato, è maturato. Ha svolto molti altri lavori che si aggiungono a quell’esperienza lontana, arricchiscono il bagaglio di competenze e gli fanno interpretare magistralmente San Francesco di Paola. Ecco qui una breve intervista a Francesco:
È stato entusiasmante essere il protagonista di San Francesco di Paola e se si, ti aspettavi tutto questo successo?
È stato emozionante per tutti, per chi ha scritto i testi in sala, per chi ha scritto la musica e dirigeva l’orchestra, per noi che recitavamo. Mi è stato spiegato perfettamente chi è stato e cosa ha fatto San Francesco di Paola ed ho cercato il più possibile di avvicinarmi alla sua personalità.
Molta gente di carattere religioso e non, ha apprezzato lo spettacolo e non mi aspettavo così tanta emozione da parte del pubblico con standing ovation e lacrime.
Che aspettative avevi prima del debutto al teatro Cilea?
Trattandosi di una situazione religiosa non potevo immaginare se potesse piacere o stancare, invece è stata un successo. Le persone che assistevano in platea ci hanno dato una grande carica. Un grazie va al regista Armando Gatto che ci ha “incollato” alla perfezione e con pochissime prove ha fatto un miracolo.
Qual è il tuo obiettivo nella vita? Ti senti più cantante o più attore?
Non ho un obiettivo specifico. Il mio sogno è quello di presentare in tv, essere showman cantando, parlando e imitando. Mi piace tantissimo il teatro ed è un’attività parallela che svolgo. Mi sento più cantante perché nasco cantante e l’attorialità invece l’ho acquisita attraverso l’esperienza che ho fatto e cerco sempre di catapultarmi in cose nuove e imparare.
Sei partito con il musical Footloose ed oggi interpreti una storia totalmente diversa. Ti senti più performer da musica pop-rock o da musica sacra?
In San Francesco di Paola l’orchestra suona musica sacra dal vivo ed è meraviglioso. In realtà, mi sento più performer da musica pop-rock, più commerciale. Sono comunque credente e prego la sera prima di andare a dormire.
Conoscevi già la Calabria e la città di Reggio in particolare ti piace?
Grazie all’esperienza di Amici ho avuto la possibilità di girare molto in Calabria. Reggio Calabria mi piace tantissimo, vorrei avere una casa al mare qui, anche se gli stessi reggini – dice ironicamente – mi dicono di lasciar perdere. Per noi romani del caos e del mondo frenetico, passeggiare sul lungomare di Reggio Calabria, vedere lo stretto e Messina dall’altra parte, è aria pura e pace.


















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