Sibari, taglio del nastro per Vinitaly in the city. Il ministro Lollobrigida: ‘La Calabria si racconta per quello che è’
Presente all'evento anche il ministro Giuli: "Zone per anni maltrattate da una narrazione infelice e troppo severa. Oggi la più bella risposta"
18 Luglio 2026 - 07:00 | Comunicato stampa

Al via a Sibari Vinitaly and the City, la manifestazione che celebra il settore vitivinicolo. Dopo il successo delle prime due edizioni Vinitaly and the City torna in Calabria e, per il 2026, raddoppia la propria presenza sul territorio regionale.
Oggi prende il via la tre giorni a Sibari dove, fino al 19 luglio presso il Parco archeologico, si alterneranno degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali. Sabato 8 e domenica 9 agosto si svolgerà invece la prima edizione della kermesse a Reggio Calabria.
A Sibari presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida; il ministro della Cultura, Alessandro Giuli; il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto; l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo; oltre che il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. Nel corso della serata sono stati affrontati, in diversi panel, i temi dell’agricoltura del futuro e del lavoro agricolo, alla presenza anche dei vertici delle associazioni di categoria.
Occhiuto al taglio del nastro Vinitaly in the city di Sibari
“Il fatto – ha dichiarato Occhiuto – che si è alla terza manifestazione, e ogni anno ci sia qualcosa di più e di più bello, dimostra che non sono episodi, che si è creato un tessuto amministrativo capace di mostrare al Paese che le cose in Calabria le facciamo come in Veneto, a volte anche meglio, avendo un paesaggio straordinario che molte regioni non hanno”.
“La Calabria finalmente si racconta per quello che è dal punto di vista culturale, economico, dal punto di vista degli imprenditori calabresi di saper rappresentare la terra che produce bene”, ha detto Lollobrigida.
“Mi piace stare qui per ricordare a me stesso – ha spiegato Giuli – quanto è importante la crescita, economica, culturale ma anche morale, di zone che per anni sono state maltrattate da una narrazione infelice e troppo severa. Oggi la più bella risposta che si può dare al mondo rispetto all’eccellenza della Calabria è mostrarla e farla vivere in tutta la sua stupenda biodiversità culturale e naturale”.
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