Reggio, Lamberti scioglie le riserve: 'Pronto a candidarmi a sindaco'

Lamberti non chiude la porta ad Angela Marcianò: "Aperto a tutti, serve competenza"

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Le elezioni amministrative per Reggio Calabria sono ancora lontane, probabilmente. Viste, però, le vicende che hanno interessato la città sin dalle comunali 2020 (brogli e processo Miramare ndr.) nulla può essere escluso. E così, a metà del secondo tempo Falcomatà, nella città dello Stretto si inizia a guardare al futuro, che sia imminente o meno poco importa. E fra i papabili sindaci spunta anche il nome di un professionista fra i professionisti che ha dedicato la vita alla lotta per lo sviluppo di questo territorio: il dott. Eduardo Lamberti Castronuovo.

Lamberti verso la candidatura a sindaco di Reggio Calabria


La notizia era già nell’aria da qualche settimana ma, questa sera, è stata confermata dal diretto interessato ai microfoni di CityNow, nel corso dell’ultima puntata di Live Break. Alla domanda “se scenderà in campo alle prossime elezioni comunali come candidato sindaco, siano esse a scadenza naturale o anticipata”, il dott. Lamberti non ci ha pensato due volte a rispondere “assolutamente si”.

“Sono stanco di delegare – ha ribadito ai microfoni di CityNow. La risposta alla vostra domanda è si, senza infingimenti. Questo a meno che non si trovino altre persone che possano convergere. A mio avviso, chi fa il sindaco o è il Papa, o deve avere 20-30 persone accanto. Anzi, propongo di fare al contrario, troviamo prima le persone in grado di “fare” e poi valutiamo insieme chi sia la figura più adatta al ruolo di primo cittadino.

Fare il sindaco non è un problema, anche se poi lo diventa per chi lo fa. Io l’ho fatto per un paesino, facendolo diventare tutt’altra cosa, anche se poi hanno cercato in tutti i modi di abbattermi. Bisogna stare attenti perché, soprattutto in questo momento, i sindaci sono l’obiettivo di tanta gente. Reggio è un problema, ma per qualcuno è una risorsa”.

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Dall’intervista all’imprenditore “innamorato della sua città” è emersa anche la forte volontà di non escludere “nessuno” dal progetto di rilancio di Reggio Calabria, anche un’ipotetica Angela Marcianò:

“Se vuole entrarci, prego. Sono un grande estimatore del detto “nessuno escluso mai”. Sai fare? Sei competente? Bene, la porta è aperta”.

E sulla possibilità di schierarsi sotto qualche bandiera, anziché correre da civico, Lamberti ha affermato:

“Non ho nulla contro i partiti. In realtà in partiti non esistono. Dove sono? Cosa rappresentano? L’unica cosa certa è che è arrivato il momento di unirci tutti per cercare di fare qualcosa”.

Prima di arrivare alla corsa a palazzo San Giorgio, però, il dott. Lamberti, incalzato dalle domande del direttore Vincenzo Comi e del giornalista Pasquale Romano, ha fornito alla città la sua visione della vicenda Miramare e di tutte quelle che ne sono state le conseguenze:

“Io non voglio giudicare, non sono un giudice. Ma voglio dire una cosa ai diretti interessati: ascoltate il popolo. Se mi auguro di tornare presto al voto? Si.

Per quanto io sia contrario alla legge Severino, secondo me andrebbe equilibrata. Il sindaco non è il padrone della città, ma solo l’interprete. I cittadini dovrebbero tenere il “potere”. Qui la situazione non è questa, le due entità sono completamente scollegate, separate, con l’aggravante che gli ultimi si trovano in uno stato di assuefazione. L’altro problema è che mancano i punti di riferimento.

In più, il codice etico siglato dall’amministrazione comunale reggina diceva che “un amministratore colpito da un provvedimento amministrativo deve dimettersi” e allora perché non siamo consequenziali? Falcomatà per me è una brava persona, l’ho cresciuto, suo padre era uno dei miei più grandi amici, ma io non ho paura di dire ciò che penso, una cosa è l’amicizia, altra è la politica.

Noi abbiamo una città che è assolutamente non adeguata a quelle che sono le potenzialità del territorio. Dunque – ha concluso Lamberti – lasciamo fare a chi sa fare”.

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