Mediterranean Life, Falduto si appella a Cannizzaro e replica a Calabrò: ‘Il progetto esiste, parlano gli atti’
Dopo anni di rallentamenti, l’imprenditore reggino riporta al centro il piano di rigenerazione del waterfront. L’ex assessore comunale Irene Calabrò: 'C’era solo un render'. La replica: 'Falso, depositato un fascicolo di oltre 150 pagine'
16 Luglio 2026 - 19:41 | di Pasquale Romano

Il Mediterranean Life torna al centro del dibattito politico e amministrativo di Reggio Calabria. Un progetto ambizioso, presentato diversi anni fa dall’imprenditore reggino Giuseppe “Pino” Falduto, che punta alla rigenerazione di una vasta area del waterfront cittadino attraverso investimenti privati, nuovi servizi e opportunità economiche e occupazionali.
Dopo un lungo percorso, segnato da riunioni, atti amministrativi e diversi rallentamenti, Falduto è tornato a bussare alla porta di Palazzo San Giorgio. Questa volta, però, l’interlocutore è il nuovo sindaco Francesco Cannizzaro.
L’imprenditore ha chiesto al primo cittadino di chiarire quali siano le intenzioni della nuova amministrazione rispetto al Mediterranean Life, ricordando come il progetto fosse stato inserito dal centrodestra nel programma elettorale.
Durante la campagna elettorale, Cannizzaro aveva infatti parlato positivamente dell’iniziativa, accusando la precedente amministrazione di averla trascurata e riconoscendone il possibile valore strategico per lo sviluppo della città.
L’appello di Falduto alla nuova amministrazione
Già nell’ottobre del 2025 Falduto aveva denunciato un anno di silenzio da parte del Comune. L’imprenditore aveva ricordato l’incontro del 29 ottobre 2024 con dirigenti, assessori e segretario generale, durante il quale Palazzo San Giorgio avrebbe assunto l’impegno di fornire indicazioni formali sul percorso amministrativo da seguire.
Secondo il promotore, quelle indicazioni non sarebbero mai arrivate.
Il Mediterranean Life era stato riconosciuto dal Consiglio comunale, attraverso la delibera numero 47 del 13 novembre 2021, come un’iniziativa di rilevanza strategica per Reggio Calabria. L’ipotesi indicata per portare avanti l’intervento era quella di un Accordo di Programma tra gli enti coinvolti.
Nel febbraio del 2026, durante la presentazione del programma di Forza Italia, Cannizzaro aveva riportato pubblicamente il progetto al centro del confronto politico. Falduto aveva ringraziato l’allora candidato sindaco, definendo quelle parole un segnale di attenzione verso una visione fondata sulla rigenerazione del waterfront, sulla valorizzazione del mare e sulla creazione di nuove opportunità per il territorio.
Ora, dopo l’insediamento della nuova amministrazione, l’imprenditore chiede che quelle dichiarazioni si traducano in scelte concrete.
Calabrò: «Non esisteva un progetto concreto»
Sul Mediterranean Life è intervenuta anche l’ex assessore comunale Irene Calabrò, componente della Giunta Falcomatà.
Nel corso della trasmissione “Reggio Politik”, in onda su ReggioTv, Calabrò ha sostenuto che la precedente amministrazione fosse favorevole all’idea, ma che non fosse stato possibile proseguire l’iter per la mancanza di un progetto concreto.
Secondo l’ex assessore, agli uffici comunali sarebbe stato mostrato essenzialmente un render e un’idea di massima, senza una documentazione tecnica sufficientemente definita per avviare le successive valutazioni degli enti competenti.
Una ricostruzione contestata duramente da Falduto, che ha affidato ai social una lunga replica, richiamando protocolli, delibere e procedimenti amministrativi avviati dal Comune.
Falduto: «Depositato un fascicolo di oltre 150 pagine»
«Il problema non è il render. Il problema sono gli atti che smentiscono questa ricostruzione», ha affermato l’imprenditore.
Falduto sostiene che la proposta del Mediterranean Life sia stata formalmente depositata presso il Comune di Reggio Calabria l’8 febbraio 2019.
Secondo quanto riportato nel suo intervento, il fascicolo era composto da oltre 150 pagine e comprendeva inquadramenti territoriali, planimetrie, elaborati urbanistici, rilievi, analisi dei vincoli, verifiche paesaggistiche, idrogeologiche, ferroviarie e aeroportuali.
La documentazione avrebbe contenuto anche studi sulla viabilità, schede relative a superfici e volumetrie, analisi di mercato, prospetti, sezioni ed elaborati architettonici.
«Si può discutere il livello di approfondimento tecnico. Si può chiedere di integrare la documentazione. Si può sostenere che fosse necessario predisporre un progetto definitivo. Ma non si può affermare che non esistesse una proposta progettuale formalmente depositata», sostiene Falduto.
La Conferenza dei Servizi e gli enti coinvolti
L’imprenditore richiama anche la pratica acquisita dal SUAP comunale l’11 febbraio 2019 con protocollo numero 23051.
La documentazione, secondo la ricostruzione di Falduto, ha portato alla convocazione di una Conferenza dei Servizi preliminare per esaminare lo studio di fattibilità relativo a un progetto definito dallo stesso Comune di «rilevanza strategica per lo sviluppo turistico della città di Reggio Calabria».
Il procedimento avrebbe dovuto verificare la fattibilità tecnica dell’intervento e individuare le condizioni necessarie per acquisire successivamente pareri, concessioni, autorizzazioni e licenze.
Nella Conferenza dei Servizi sono stati coinvolti, tra gli altri, Regione Calabria, Vigili del Fuoco, Agenzia del Demanio, Capitaneria di Porto, Rete Ferroviaria Italiana, Anas, Enac, Genio Civile Opere Marittime e Consorzio di Bonifica.
Per Falduto si tratta di elementi incompatibili con la tesi secondo cui il Comune avrebbe avuto a disposizione soltanto un video o un render.
La richiesta di rettifica e scuse pubbliche
Nella parte conclusiva del suo intervento, l’imprenditore chiede all’ex assessore di chiarire pubblicamente il senso delle dichiarazioni rilasciate.
Falduto distingue tra l’assenza di un progetto definitivamente approvato e l’inesistenza di una proposta formalmente presentata. Due circostanze, sostiene, profondamente diverse.
«Se ha inteso affermare che non esisteva un progetto definitivamente approvato, avrebbe dovuto dirlo esattamente in questi termini», scrive l’imprenditore.
Diversamente, qualora l’ex assessore avesse voluto sostenere che non fosse mai stata presentata alcuna proposta tecnica, Falduto ritiene tale ricostruzione smentita dagli atti amministrativi richiamati.
Da qui la richiesta di «una rettifica chiara» e di «scuse pubbliche» nei confronti dei proponenti e dei tecnici che hanno lavorato alla documentazione.
Mediterranean Life, la nuova partita politica
Al di là dello scontro tra Falduto e Calabrò, la questione principale resta il futuro del Mediterranean Life.
Il progetto si trova ora davanti a una nuova fase politica. La precedente amministrazione non è riuscita a trasformare il percorso avviato in una decisione definitiva. Il centrodestra, durante la campagna elettorale, ha invece manifestato interesse per l’iniziativa.
Toccherà quindi alla Giunta Cannizzaro chiarire se esistano le condizioni amministrative, urbanistiche e istituzionali per riaprire concretamente il dossier.
Come sottolineato dall’imprenditore, il confronto sulla validità o meno del progetto legato alla realizzazione del Mediterranean Life è legittimo. La ricostruzione dei passaggi amministrativi, però, deve partire dagli atti e dai documenti prodotti negli anni.
Di sicuro, come già evidenziato più volte su queste pagine nel corso degli anni, le potenzialità legate al Mediterranean Life sono oggettive e indiscutibili.
Disponibile ad accogliere anche una nave da crociera, il porto (secondo le linee presentate nel progetto) potrà ospitare fino a 300 barche di media grandezza. Sin troppo evidente l’importanza strategica del progetto per quanto riguarda il fondamentale aspetto del turismo, un richiamo che attirerebbe turisti da tutto il mondo.
Una ‘scossa’ al turismo reggino, colmando nel contempo la grave lacuna dell’assenza di un porto turistico nel territorio. Il binomio turismo-occupazione rappresenta il fulcro di ‘Mediterranean Life’. La presenza di numerose attività e negozi ad ‘incorniciare’ il progetto permetterebbe infatti di creare un importante indotto occupazionale.
I dati e le analisi in possesso dei progettisti, se davvero confermati nella realtà, sono impressionanti. Secondo i progettisti infatti, la realizzazione di ‘Mediterranean Life’ garantirebbe l’arrivo di 4-5 milioni di visitatori l’anno in riva allo Stretto e la creazione di 2-3 mila posti di lavoro.
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