Occhiuto lancia la ‘no tax area’ per i giovani: ‘Serve una riforma epocale’ – VIDEO
Il presidente della Regione Calabria propone una riforma per trattenere i giovani talenti: meno tasse e nuovi meccanismi di crescita legati al merito
29 Settembre 2026 - 14:01 | di Redazione

Una no tax area per i giovani italiani per provare a contrastare la fuga dei talenti e rendere il lavoro in Italia più competitivo. È questa la proposta lanciata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto nel corso di un’intervista televisiva, nella quale ha indicato la necessità di una riforma capace di cambiare il rapporto tra giovani, lavoro e retribuzioni.
Il governatore ha collegato il tema alla perdita di capitale umano che interessa non solo le regioni del Mezzogiorno, ma ormai l’intero Paese.
“Se per esempio facessimo anche una no tax area per i giovani italiani che oggi vanno fuori dall’Italia – ha spiegato Occhiuto – prima andavano fuori dalla Calabria, ora vanno anche fuori dalla Lombardia, fuori dal Veneto e vanno in altri posti d’Europa e del mondo perché sono pagati di più, sono valorizzati”.
Secondo il presidente della Regione, il problema non riguarda soltanto la ricerca di un impiego, ma la capacità del sistema italiano di riconoscere competenze e prospettive ai giovani.
“Il Paese del made in Italy manda via le sue energie migliori”
Nel suo intervento Occhiuto ha sottolineato il paradosso di un Paese che punta sulla creatività e sulle competenze, ma che spesso non riesce a trattenerle.
“Il nostro è il Paese del made in Italy, della creatività e ha la creatività che viaggia nelle teste e sulle gambe dei giovani, ma li manda via”, ha dichiarato.
La proposta della no tax area si inserisce quindi nel dibattito sulle politiche per contrastare la cosiddetta fuga dei cervelli, fenomeno legato alla mobilità dei giovani qualificati verso Paesi che offrono migliori opportunità professionali ed economiche.
Dagli scatti di anzianità agli “scatti di futuro”
Occhiuto ha poi allargato il ragionamento al modello retributivo italiano, criticando un sistema che, a suo giudizio, valorizzerebbe soprattutto la permanenza nel tempo più che la crescita professionale.
“Oggi abbiamo un sistema retributivo, sia nel pubblico che nel privato, che funziona per scatti di anzianità. Pensiamo ad un sistema che funzioni per scatti di futuro”, ha affermato.
L’idea è quella di introdurre meccanismi capaci di premiare competenze, risultati e capacità innovative, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione.
La proposta si aggiunge al tema, già affrontato in diversi contesti istituzionali, delle agevolazioni fiscali per favorire l’ingresso o il ritorno di lavoratori qualificati nel mercato italiano.
Una sfida che riguarda in modo particolare regioni come la Calabria, storicamente segnate dall’emigrazione giovanile, ma che oggi coinvolge anche molte aree economicamente più sviluppate del Paese.
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