Caro vita, agricoltori e lavoratori in protesta sulla SS106: bruciate le tessere elettorali
Agricoltori, autotrasportatori, pescatori, boscaioli e allevatori contro il caro carburante e l’aumento dei costi. La mobilitazione proseguirà almeno fino a domenica
02 Ottobre 2026 - 14:27 | Comunicato stampa

Il presidio sulla statale 106 a Davoli, in provincia di Catanzaro, andrà avanti fino a domenica ma potrebbe essere ulteriormente prolungato.
A renderlo noto sono gli organizzatori che da una settimana animano la protesta avviata lo scorso venerdì e intrapresa sulla principale arteria di collegamento ionico.
Le ragioni della mobilitazione risiedono nell’inarrestabile corsa dei prezzi di carburanti, materie prime, alimenti. Al presidio partecipano non solo agricoltori, ma anche altre categorie come autotrasportatori, pescatori, boscaioli, allevatori.
“Se la situazione non cambia sarò costretto a chiudere”
“Se la situazione non cambia entro fine anno sarò costretto a chiudere la mia azienda” spiega uno dei partecipanti alla protesta, Saverio Rattà, agricoltore di Soverato. “Il problema principale è il caro gasolio, diventato una spesa ingestibile ma in genere il caro vita con l’aumento delle bollette. Anche al supermercato ormai con 50 o 100 euro non si porta più niente a casa perché tutto è aumentato” spiega l’imprenditore agricolo.
Secondo quanto riferito, sono almeno un centinaio le persone che partecipano attivamente al presidio. Ieri un gruppo di manifestanti ha bruciato le tessere elettorali in segno di protesta.
Il presidio potrebbe essere prolungato
“Resteremo qui ad oltranza, dobbiamo capire se qualcuno ci aiuta altrimenti saremo costretti a chiudere” ha concluso l’agricoltore.
Fonte: Ansa Calabria
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