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Reggio, boom di turisti. Ma è il Museo il vero (ed unico) attrattore culturale in città

"Destagionalizzare il turismo. Fatto?" Rendere fruibile ed appetibile Reggio Calabria non solo durante l'estate rimane, a nostro avviso, un obiettivo ancora tutto da realizzare


Migliaia le presenze dei turisti in riva allo Stretto nell’ultimo mese. Decine i pullman presenti in città provenienti dal nord Italia e dall’estero (per lo più dalla Germania) per una visita ‘mordi e fuggi’ a Reggio Calabria.

Vedere così tanti ‘volti nuovi dal mondo’ tra le vie del centro cittadino non può che rendere orgogliosi tutti i reggini, fieri del proprio patrimonio artistico culturale, in grado di attrarre i turisti anche nei mesi autunnali.

Ma rendere fruibile ed appetibile Reggio Calabria non solo durante l’estate rimane un obiettivo ancora tutto da realizzare. Destagionalizzare l’offerta turistica, mostrare e dimostrare come il territorio reggino sia ricco di fascino, storia e cultura anche al di fuori della tradizionale stagione estiva è un traguardo che, a nostro avviso, deve essere ancora raggiunto.

Certo, siamo sulla buona strada ma affermare Destagionalizzare il turismo: fatto!” (questo il post di qualche giorno fa dell’amministrazione comunale) appare un pò eccessivo.

Se le vie della città sono piene di turisti il merito è semmai da attribuire al nostro meraviglioso Museo Nazionale che con i suoi Bronzi di Riace è in grado di conquistare i migliori tour operator.

Per destagionalizzare il turismo e rendere l’intera città ancora più invitante è necessario organizzare eventi più volte al mese, creare un vero e proprio brand e marchio di qualità legato al nome di Reggio Calabria, rappresentare l’eccellenza territoriale attraverso i propri prodotti enogastronomici, avere le giuste infrastrutture in grado di ospitare e far muovere agevolmente i turisti in città, creare un sistema di cineturismo e turismo sportivo etc etc…

Dove sono ad esempio i villaggi turistici con annessi poli golfistici, centri termali, centri congressi in grado di destagionalizzare il turismo?

Per non parlare della tecnologia che una città turistica oggi deve possedere e che rende più interattiva l’esperienza in città anche durante la stagione autunno/inverno. E i trasporti low-cost, capaci di creare impatti sulla stagionalità turistica (spesso il turista sceglie una destinazione piuttosto che un’altra in base al volo più conveniente o a quello diretto). L’aeroporto reggino non brilla certo in voli low-cost.

E’ ancora troppo presto dunque per mettere la spunta verde a *destagionalizzare il turismo. Anche perchè il merito delle numerose presenze dei turisti in città, lo ripetiamo, è senza dubbio delle strategie del MArRC (vero e unico attrattore culturale in città) che ha ad esempio utilizzato una politica di prezzo diversa per il ‘mercoledì al MArRC’ attirando turisti anche durante i “giorni morti” applicando prezzi bassi o offrendo maggiori servizi e vantaggi per incentivare l’incoming.

“La presenza dei tanti turisti a Reggio è senza dubbio un risultato positivo dell’intera città – spiega il direttore del MArRC Carmelo Malacrino – Ognuno di noi cerca di dare il proprio contributo. Come Museo, ormai da quattro anni stiamo cercando di contribuire per dare una immagine positiva dell’intero territorio per valorizzare Reggio e la sua provincia. Senza dubbio l’attività di promozione che si sta portando avanti inizia a portare i propri frutti”.

Destagionalizzare i flussi turistici è quindi un obiettivo condiviso da tutti gli operatori istituzionali ed economici della città. Ma ridurre la distanza tra il picco massimo e quello minimo del numero dei turisti in città è un lungo lavoro che richiede un’attenta analisi ed accurata policy.

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