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A Reggio ‘Giovani Senza Confini’: quando il calcio diventa incontro, casa e speranza – FOTO

Si è conclusa l’esperienza di accoglienza dei ragazzi di Sebastia, promossa da Attendiamoci con Pro Terra Sancta. Due settimane di sport, relazioni, volontariato e comunità

Estate Terra Santa attendiamoci ()

Ci sono esperienze che non si misurano soltanto con il numero dei giorni vissuti, delle attività realizzate o delle persone coinvolte. Si comprendono davvero guardando i volti, ascoltando i saluti, riconoscendo quella fatica buona che resta quando un percorso intenso arriva al suo compimento.

È ciò che è accaduto con Giovani Senza Confini, l’esperienza di accoglienza vissuta a Reggio Calabria dai ragazzi di Sebastia, promossa da Attendiamoci con Pro Terra Sancta.

Estate Terra Santa attendiamoci ()

Per diversi giorni il Villaggio dei Giovani è diventato casa per un gruppo di giovani arrivati dalla Cisgiordania con una squadra, un pallone, tanti sogni e il desiderio semplice di vivere un tempo diverso. Il calcio è stato il linguaggio principale, ma non l’unico. Attraverso gli allenamenti, le partite, le cene condivise, le visite, il mare, i momenti di confronto e di preghiera, è nata un’esperienza fatta di relazioni vere.

Il Villaggio dei Giovani e il ruolo dello sport

Un ruolo centrale nel percorso sportivo è stato assunto da mister Roberto Breda, che ha scelto di sposare pienamente il senso dell’iniziativa, mettendo a disposizione dei ragazzi tempo, competenza e cuore. Per dieci giorni ha seguito il gruppo con continuità, mattina e pomeriggio, trasformando ogni allenamento in un’occasione educativa e con un accompagnamento vero: fatto di indicazioni sul campo, video analisi, dialogo, attenzione ai singoli, cura del gruppo e parole capaci di lasciare un segno.

Estate Terra Santa attendiamoci ()

Accanto a lui, prezioso è stato anche il contributo di Giovanni Saffioti, coinvolto dallo stesso Breda nel percorso e disponibile a sostenere il lavoro con i ragazzi con competenza, passione e generosità.

Il campo non è stato soltanto uno spazio sportivo, ma un luogo in cui imparare disciplina, fiducia, rispetto, responsabilità e gioco di squadra.

Gli incontri con lo sport reggino

Preziosi anche gli incontri con alcuni protagonisti del mondo sportivo reggino. Gli ex calciatori della Reggina Simone Giacchetta, Antonino Barillà, Karim Laribi e Daniel Adejo hanno condiviso con i ragazzi la propria esperienza umana e sportiva, offrendo parole semplici e concrete su impegno, sacrificio, talento, difficoltà e desiderio di crescere. Accanto a loro, la presenza generosa di Mimmo Praticò, storico dirigente sportivo reggino, ha accompagnato diversi momenti del percorso, aiutando i ragazzi a conoscere luoghi e storie dello sport cittadino.

Estate Terra Santa attendiamoci ()

Non sono mancati i momenti di scoperta della città. Dalla visita al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con il saluto del direttore Fabrizio Sudano, agli spazi sportivi del territorio: il PalaCalafiore, con la presenza di Paolo Surace, presidente FIP Calabria; l’Oasi Club Village, storico lido della città; il Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”.

La Partita del Cuore e gli spazi condivisi

Uno dei momenti più significativi è stato certamente la Partita del Cuore, disputata contro una rappresentativa di giovani del territorio. Una partita semplice, ma carica di significato: non solo sport, ma incontro, entusiasmo, rispetto, sorrisi, fatica condivisa e voglia di stare insieme.

Estate Terra Santa attendiamoci ()

Un ringraziamento particolare va alla Reggio Village per la disponibilità dei campi, che hanno permesso ai ragazzi di allenarsi e vivere il momento della partita, e alla Rhegion 730 FC, per il contributo dato alla realizzazione della squadra e alla partecipazione dei giovani del territorio. Grazie anche alla Federazione per il supporto arbitrale e a quanti hanno collaborato perché il campo diventasse davvero uno spazio di incontro.

Altrettanto forti sono state le Sante Messe celebrate al Villaggio dei Giovani da don Valerio Chiovaro, e la serata riservata alle premiazioni ed i ringraziamenti, alla presenza di amici, volontari, istituzioni e rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Un momento che ha mostrato con chiarezza la forza del volontariato e della rete: responsabili di campo, volontari a supporto, giovani coetanei coinvolti nelle attività, adulti impegnati in cucina o nell’offerta dei pasti, persone, aziende ed enti che hanno sostenuto l’iniziativa.

La forza del volontariato e della rete

Un ringraziamento speciale va anche a Tommaso Saltini, presente per l’occasione per Pro Terra Sancta, segno concreto di un legame che continua a unire Reggio Calabria e la Terra Santa.

Questa esperienza è stata possibile grazie a un vero circolo virtuoso di bene. Ciascuno ha offerto qualcosa: tempo, competenze, spazi, pasti, risorse, professionalità, relazioni, presenza. Nessuno ha fatto tutto, ma tanti hanno fatto la propria parte.

In questo cammino si sono inseriti anche il sostegno concreto di persone, aziende ed enti che hanno scelto di accompagnare l’iniziativa: Agrumaria Reggina, Dedalo Consulting, Movimento Cristiano Lavoratori di Reggio Calabria, Termocasa, Pharmaquick, YAR, PGS Calabria, Banco Alimentare, Apar, Piccole Golosità, e a tutti coloro che, in forme diverse, hanno contribuito a rendere possibile l’accoglienza.

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Amen, Yousef, Zaid, Yahya, Ahmad, Nawar, Aseel, Mohammed e Yamen sono arrivati come ospiti e ripartono come amici. Con loro anche gli adulti – Rami, Shadi e Rami – che li hanno accompagnati, presenza discreta e preziosa, capace di custodire il cammino dei più giovani e rendere possibile questa esperienza.

Giovani Senza Confini non è stato soltanto il titolo di un percorso. È ciò che è accaduto davvero: una terra lontana è diventata più vicina, una squadra è diventata relazione, un campo da calcio è diventato luogo di incontro, una comunità si è scoperta capace di fare spazio.

L’accoglienza, quando è vera, non finisce con una partenza.
Resta nei messaggi che continueranno, nei legami nati, nelle promesse di rivedersi, nella gratitudine di chi ha dato e di chi ha ricevuto.

Perché il bene, quando passa attraverso i volti, non si chiude. Continua a camminare.

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Dal 23 al 27 luglio, il Villaggio dei Giovani sarà ancora una volta luogo di incontro, accoglienza e condivisione: uno spazio in cui continuare a costruire relazioni, ascoltare storie, aprire la comunità e rendere concreta quella speranza che nasce quando le distanze diventano volti.

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