"A Reggio Calabria si è smesso di lottare e di sognare?": la lettera di una cittadina

"Perché siamo così rassegnati? Questa apatia da dove nasce? Forse siamo stanchi di combattere contro i mulini a vento". La lettera di una cittadina

Qualche giorno fa, presso piazza Paolo Orsi, all’interno del Museo Nazionale della Magra Grecia, si è svolto un incontro dal titolo “Quale Sud?”. Oratori d’eccellenza, il prof. Daniele Castrizio, il giornalista Pino Aprile, Il giornalista Raffaele Mortelliti moderatore, il presidente di Confesercenti Claudio Aloisio organizzatore, il presidente di Confcommercio Ninni Tramontana, il direttore del Museo Carmelo Malacrino, il Dott. Eduardo Lamberti Castronuovo.

Tutte persone di spessore che amano la città, si alternano tra loro raccontando la grandezza che fu, la genialità di tanti meridionali che scommettono sul sud, le grandi capacità di chi sboccia fuori Regione o fuori Nazione, Confcommercio e Confesercenti notiziano sul loro operato e sulle loro aspettative.

Si elenca tutto quello che ci rende unici: i bronzi di Riace e la testa del filosofo; il bergamotto; la vicinanza tra l’Aspromonte e lo Stretto di Messina.

Potremmo vivere di turismo che sia esso archeologico, culturale, balneare, montano, enogastronomico o verde, ma per fare questo servirebbero dei siti “spendibili”, un mare balneabile, parchi archeologici fruibili, luoghi facilmente raggiungibili e servizi. I turisti arrivano al Museo attratti dai splendidi bronzi e poi vanno via, senza sapere che con una semplice passeggiata potrebbero visitare ben 14 siti archeologici, potrebbero godere di uno splendido mare, gustare prelibatezze che difficilmente troveranno altrove.

Forse è tutta colpa di noi reggini, perché siamo così rassegnati? Questa apatia da dove nasce?

Forse siamo stanchi di combattere contro i mulini a vento. Non abbiamo visioni. Ma è proprio così? Abbiamo smesso di lottare? Di sognare?

Poi, il Dottor Lamberti ci ricorda che quando i reggini e le loro associazioni sono chiamate “alle armi” rispondono.

Eccome! 800 eventi organizzati per le giornate della cultura senza costi per l’amministrazione. Ognuno ha messo a disposizione ciò che poteva, luoghi, talenti, attrezzature, la città ha risposto, gli eventi sono stati partecipati e vissuti dai reggini, nessuno ha rimpianto RTL.

Allora forse qualche visionario ancora c’è, ma ha spazio per emergere? In questi anni con l’associazione ne ho incontrati di sognatori, gente che si tira su le maniche per il piacere di contribuire, professionisti, universitari, semplici appassionati che realizzano progetti bellissimi, ma che restano sulla carta. Giorni, mesi, anni su lavori che non prenderanno mai vita. Allora certo che ti sfianchi, hai sottratto tempo a te stesso, alla tua famiglia per il bene comune, per una città che rifiuta ciò che hai da offrire.

Esco dal museo, rincuorata da amici irriducibili, ma con tante domande per la testa. Una su tutte dov’era la politica?

In un incontro del genere, mi sarei aspettata che un rappresentante qualsiasi, uno di quelli che sono stati democraticamente eletti per governare la città, sapete quelli che dovrebbero curare i nostri interessi e rigenerare la città, avesse chiesto la parola per spiegare ai presenti quali energie si stanno spendendo per rilanciare il territorio, su “quale sud” si sta investendo; quali le soluzioni in atto per liberare il nostro mare dagli scarichi fognari perché possa tornare ad essere balneabile; quali accordi sono previsti con Sacal, Trenitalia, armatori, Anas per rendere agevole raggiungere Reggio a costi ed orari adeguati; quali progetti sono previsti per riqualificare il Lido Comunale, parco Collina degli Angeli, il corso Garibaldi, piazza Garibaldi, la pista ciclabile, per riaprire il Miramare ed i Ricoveri Riuniti, etc, etc, etc…

Ecco cosa avrei voluto ascoltare, senza nulla togliere agli oratori presenti.

Fonte: Gianna Raineri

Seguici su telegramSeguici su telegram