Reggio, Pinqua in fumo: il Tar boccia il Comune. Persi 15 mln per la riqualificazione dei quartieri
Tre quartieri, grazie a quei fondi, sarebbero potuti rinascere. Adesso il dossier passa alla nuova amministrazione
04 Giugno 2026 - 11:33 | di Redazione

Il Comune di Reggio Calabria perde un altro round sulla vicenda dei fondi Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla precedente amministrazione contro il definanziamento deciso dal Ministero delle Infrastrutture.
In ballo ci sono circa 15 milioni di euro, destinati a interventi di riqualificazione urbana in aree considerate fragili della città, tra cui Arghillà, Modena-Ciccarello e Gebbione.
Il ricorso respinto dal Tar
La decisione del Mit era arrivata a inizio dicembre, con due provvedimenti di revoca parziale dei finanziamenti. Alla base del definanziamento, secondo il Ministero, c’erano il mancato rispetto del cronoprogramma e l’assenza di una realizzazione, anche solo parziale, di alcune parti del programma.
Il Comune aveva contestato la scelta, ritenendola sproporzionata. Ma i giudici amministrativi hanno dato ragione al Ministero.
Secondo il Tar, la revoca è stata adottata dopo una serie di verifiche e interlocuzioni tra le parti. Non ci sarebbe stata, dunque, alcuna compressione del contraddittorio. Il Ministero aveva già segnalato criticità durante le richieste di anticipazione e nel successivo monitoraggio sulla piattaforma ReGiS.
I fondi cancellati
Il definanziamento riguarda due linee progettuali inserite nel piano complessivo da 45 milioni di euro. In un caso la revoca è pari a 10 milioni, mantenendo il finanziamento da 5 milioni per il lotto ritenuto realizzabile nei tempi. Nell’altro caso sono stati cancellati 5 milioni, mentre restano confermati 10 milioni per i lotti considerati ancora completabili.
Il totale delle risorse perse arriva quindi a circa 15 milioni di euro.
Un colpo pesante per un programma che avrebbe dovuto incidere su quartieri segnati da criticità sociali, urbanistiche e ambientali.
Le motivazioni dei giudici
Per il Tar, la documentazione caricata su ReGiS non era coerente con i cronoprogrammi indicati dal Comune. In particolare, i giudici hanno rilevato una distanza tra gli atti contrattuali disponibili, la durata prevista delle lavorazioni e la reale possibilità di completare gli interventi entro la scadenza fissata.
La revoca, secondo il Tribunale amministrativo, nasce quindi dall’impossibilità di raggiungere gli obiettivi previsti nei tempi richiesti.
Il Mit, inoltre, aveva già previsto per il Comune l’obbligo di restituire le somme anticipate oltre la soglia massima concedibile del 30%. La cifra indicata è di circa 4,5 milioni di euro, con eventuali interessi e ulteriori oneri se dovuti.
Il nodo passa alla nuova amministrazione
Dalla firma della convenzione nel 2022, secondo quanto emerso, solo due cantieri risultano essere stati effettivamente avviati. Un dato che ha pesato nella valutazione complessiva del Ministero e poi del Tar.
Adesso la questione passa alla nuova amministrazione comunale guidata da Francesco Cannizzaro, chiamata a capire quali margini restino per salvare almeno una parte degli interventi ancora finanziati e per evitare ulteriori ricadute economiche sull’ente.
La vicenda dei Pinqua diventa così uno dei primi dossier pesanti sul tavolo politico e amministrativo di Palazzo San Giorgio.
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