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La poesia si fa preghiera al Duomo di Reggio: inno d’amore e pace sotto lo sguardo della Consolatrice

Un momento di forte commozione al Duomo: Peppe Pizzimenti sfida la malattia e dona i suoi versi alla Madonna della Consolazione

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Ci sono sere in cui la parola scritta abbandona la dimensione terrena per farsi soffio sacro, elevandosi verso l’alto come un’invocazione corale. È quanto accaduto ieri nella maestosa cornice della Cattedrale Maria SS. Assunta – Duomo di Reggio Calabria, teatro di un incontro straordinario dal titolo profondamente evocativo: “Quando la poesia diventa preghiera – Odi alla Madonna della Consolazione”.

L’emozionante manifestazione, nata dalla felice sinergia tra istituzioni religiose, tradizioni popolari e fermento civico, è stata fortemente voluta e organizzata da un comitato promotore d’eccezione: Don Demetrio Sarica (Prevosto della Cattedrale), Padre Pietro Ammendola (Guardiano dei Frati Cappuccini dell’Eremo), Gaetano Surace (Presidente dei Portatori della Vara) e dallo scrittore Giovanni Suraci, Coordinatore del Movimento culturale “Cento e più poeti per la Pace”, che ha magistralmente condotto la serata.

La poesia diventa preghiera sotto il Quadro della Madonna della Consolazione

Ciò che ha reso l’evento un’esperienza indimenticabile è stata la sua collocazione: lo svolgersi dei riti poetici proprio sotto il venerato e monumentale Quadro della Madonna della Consolazione. Ai piedi della Patrona – intesa come Madre universale che accoglie e protegge tutti, credenti e non credenti – la città ha ritrovato la sua anima più autentica.

L’apertura della serata, affidata alle note celestiali del Coro Cenacolo Maria Consolatrice dell’Eremo, mirabilmente diretto dalla direttrice Daniela Labate, ha squarciato il silenzio della navata con il brano “Ode a Maria SS della Consolazione”.

La voce dei poeti e il messaggio di solidarietà

Subito dopo, una fitta costellazione di poeti ha dato vita a una staffetta di versi e preghiere di rara intensità. Hanno declamato i propri componimenti: Mimma Creaco, Pina De Felice, Ines Silvana Sgrò, Raffaela Condello, Mimmo Latella, Pino Ambrogio, Miky Riso, Peppe Pizzimenti, Angela Trunfio, Pino Vilasi, Monica Delle Donne, Adele Minuto, Lino Panetta, Nuccia Neri, Rossella Zoccali, Caterina Silipo, Pino Sergi, Nancy Calabrò, Nando Spanò, Franco Donato, Rosa Zinnato, Domenica Pirilli, Antonietta De Angelis, Giacomina De Angelis, Angela Crea, Anna Di Prima, Orsola Toscano, Pat Porpiglia, Daniela Labate, Angelina Stillisano, Tina Nicolò, Pietro Ravenda, Gabriella Porpiglia, Paolo Martino e Marina Neri.

In un toccante momento di continuità e memoria storica, le voci di Mimma Creaco, Franco Donato, Angela Trunfio, Maria Grazia Morabito e Giovanni Suraci hanno prestato il proprio fiato per declamare le poesie firmate da Gaetano Surace, Celestino Teresa, Pino Minniti, Daniela Labate e da Padre Giuseppe Sinopoli.

Ma il momento che ha strappato le lacrime e la commozione più pura dell’intero evento è stato l’ingresso e la declamazione del poeta Peppe Pizzimenti: l’artista, costretto a letto e lontano dalla vita pubblica da oltre un anno a causa di una severa malattia, ha voluto sfidare il dolore pur di offrire i suoi versi alla Vergine, incarnando il senso più profondo della testimonianza e del riscatto umano attraverso l’arte.

Reggio Calabria tra cultura, fede e speranza di pace

Un solco impresso nel cuore della città: l’incontro di ieri, infatti, rivolto ai credenti e ai non credenti, ha sancito un abbraccio indissolubile tra la cittadinanza di Reggio Calabria e la Chiesa, oggi percepita più che mai come l’unica Istituzione globale che si batte senza sosta e senza compromessi per la PACE nel mondo.

Tra dialetto, versi dotti e canti della tradizione, il Duomo si è trasformato in un faro di speranza contro i deliri bellici contemporanei.

L’incontro si è chiuso tra gli applausi scroscianti e un silenzio meditativo, lasciando un segno indelebile e luminoso nel cuore di una popolazione che, riscoprendo i propri valori più nobili, ha gridato al mondo che la Cultura, la Bellezza e la Fede restano gli unici baluardi contro l’oscurità del tempo presente.

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