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Sanità, Azzarà punge Falcomatà: ‘Non faccia il simpatico, ma prima dov’era?’

Il sindacalista richiama le vicende del passato e punta il dito contro l'ex primo cittadino: "Per 12 anni è stato la massima autorità sanitaria della città"

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Il sindacalista e già candidato con “Reggio Protagonista” interviene nel dibattito politico e replica alle critiche dell’ex sindaco, oggi consigliere regionale, sui temi della sanità calabrese

Nuccio Azzarà attacca Giuseppe Falcomatà. Il sindacalista, già candidato con la lista civica “Reggio Protagonista” nella coalizione guidata da Francesco Cannizzaro, ha puntato il dito contro l’ex sindaco di Reggio Calabria, oggi consigliere regionale, affrontando il tema della sanità.

Azzarà: “Falcomatà ricorda la sanità solo adesso”

Azzarà si rivolge direttamente all’ex sindaco:

“Mi scusi consigliere Falcomatà se la disturbo, sicuramente a quest’ora sarà impegnato nelle sue applicazioni palestrate, sarà impegnato nelle sue partite di calcetto. Sicuramente l’avranno distolta dai suoi hobby principali dodici anni di grandi fatiche nell’amministrare la città di Reggio”.

Il sindacalista prosegue contestando il ruolo assunto oggi da Falcomatà nel dibattito pubblico:

“Nonostante tutto lei ancora compare cercando di fare il simpatico, però quando si fa il simpatico con gli altri bisogna essere disposti e disponibili a sentire anche le critiche”.

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“Parliamo di sanità: lei dov’era?”

Il cuore dell’intervento riguarda la situazione sanitaria vissuta negli anni scorsi a Reggio Calabria.

“Vogliamo parlare di sanità? Lei non c’era quando la sala mortuaria riceveva i cadaveri e li accumulava, con più salme all’interno della cella frigorifera che non funzionava e quindi andavano in putrefazione?”.

Azzarà richiama poi alcuni episodi e vicende giudiziarie del passato:

“Lei non c’era quando scoppiò l’operazione Malasanitas? Non c’era quando nel pronto soccorso di Reggio si trattavano le fratture degli arti con le stecche di cartone?”.

Nel suo intervento il sindacalista cita anche il tema della gestione dell’emergenza sanitaria e delle carenze di personale:

“Quando chiusero la centrale operativa di Reggio Calabria c’era e anche allora mancavano tanti medici e le ambulanze partivano senza medico”.

“Per 12 anni è stata la massima autorità sanitaria della città”

Azzarà contesta quindi all’ex primo cittadino quello che definisce un cambio di posizione rispetto al passato.

“Com’è che si ricorda ora di queste cose? Sicuramente il periodo che non la trova più impegnato nella qualità di sindaco le ha fatto venire la memoria”.

Poi l’affondo:

“Quando governava la sanità in Calabria c’era la sinistra, c’era il centrosinistra, c’erano i suoi amici e c’erano dei direttori generali dove i procuratori della Repubblica scrivevano nei loro lavori per rinviarli a giudizio la normale incapacità gestionale”.

Infine il riferimento all’Asp di Reggio Calabria:

“Si ricordi tra le altre cose che l’Asp di Reggio è stata sciolta per mafia. Non se lo dimentichi. Lei per 12 anni è stata la massima autorità sanitaria di questa città”.

Azzarà conclude il suo intervento con un ultimo messaggio rivolto all’ex sindaco:

“Un grande saluto e ci faccia sapere, ex sindaco e attuale consigliere regionale”.

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