Strage di Amendolara, i sindacati al corteo CGIL: ‘Calabria in piazza contro il caporalato’
Le principali sigle dei lavoratori stanno confermando formalmente la propria adesione e il pieno sostegno alla manifestazione del 6 giugno
04 Giugno 2026 - 10:52 | Comunicato Stampa

Il mondo sindacale calabrese si mobilita compatto di fronte all’orribile tragedia di Amendolara. Nelle ultime ore, le principali sigle dei lavoratori stanno confermando formalmente la propria adesione e il pieno sostegno alla grande manifestazione proclamata da FLAI CGIL per sabato 6 giugno ad Amendolara.
L’adesione dell’Unione Sindacale di Base
Sabato 6 giugno 2026 alle ore 16,00 la Calabria scende in piazza, ad Amendolara, contro il caporalato e il sistema politico che lo sostiene da sempre, per rivendicare diritti e giustizia per chi lavora.
L’omicidio di Waseem, Amin, Ullah e Safi, lavoratori sfruttati, ci lascia un monito chiaro. Il caporalato continua a uccidere e stringe nella sua morsa la Piana di Sibari e tanti altri territori del Paese. È necessario guardare in faccia la realtà e denunciare il sistema politico ed economico che si fonda sullo sfruttamento dei braccianti e delle risorse naturali.

La realtà che si vive nelle nostre campagne, tra gli agrumeti e le risaie, è chiara a tanti. Nessuno può far finta di non sapere. Turni di lavoro massacranti, paga misera o nulla, schiavismo. Tutto questo mentre si moltiplicano i casi di braccianti uccisi, feriti o stroncati dalla fatica e dal caldo, per poi essere abbandonati sul ciglio della strada come oggetti consumati.
Se il caporalato esiste, la colpa non è di chi ne è vittima, ma del sistema in cui viviamo. Questo massacro ha dei responsabili politici ben precisi ed è il risultato diretto di leggi sul lavoro assenti o non rispettate per volontà politica e delle leggi razziste sull’immigrazione.
Dall’introduzione della legge Bossi-Fini in poi, passando per tutti i provvedimenti successivi che ne hanno ricalcato la logica, lo Stato italiano ha scientemente scelto di criminalizzare i migranti. Legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, queste leggi non hanno contrastato l’illegalità, ma l’hanno programmaticamente prodotta.
Oggi tutti si indignano propongono ricette di democrazia per poi “accreditarsi il privilegio” di firmati contratti di lavoro a meno di 6 € l’ora, senza tener conto che tali contratti generano povertà.
FILCAMS CGIL Calabria: “Il caporalato non nasce dal nulla. Ha responsabilità precise”
Quella che si è consumata ad Amendolara non è soltanto una strage. È la rappresentazione più brutale della disumanità, della regressione culturale e morale di un mondo del lavoro malato e di un sistema economico che continua a fondare una parte della propria competitività sullo sfruttamento delle persone più deboli.
Il caporalato non nasce dal nulla. Ha responsabilità precise. Ci sono imprese che scelgono di utilizzare lavoro a basso costo senza interrogarsi sulle condizioni di chi produce ricchezza. Ci sono istituzioni che non controllano abbastanza e governi che troppo spesso misurano il successo delle politiche economiche sulla quantità di incentivi erogati alle imprese, senza pretendere adeguate garanzie sul rispetto dei diritti, dei contratti e delle più elementari regole di civiltà. Ci sono leggi sull’immigrazione come la Bossi-Fini e politiche repressive che hanno trasformato il concetto di umanità in economia, non siamo persone ma braccia che servono a produrre.
Una strage che riguarda tutto il mondo del lavoro
La strage di Amendolara riguarda tutte le categorie e tutto il mondo del lavoro.
Si parte dai campi, ma quei prodotti arrivano nei supermercati, nei negozi, nei ristoranti, negli alberghi e nei villaggi turistici. Le filiere economiche sono strettamente collegate e nessuno può chiamarsi fuori a partire dalle associazioni datoriali e da chi gestisce la distribuzione commerciale.
Come FILCAMS CGIL Calabria abbiamo più volte denunciato l’esistenza di fenomeni di sfruttamento e di intermediazione irregolare della manodopera anche nel turismo. Un caporalato meno evidente, più difficile da individuare e da dimostrare, perché non si manifesta attraverso grandi gruppi di lavoratori che attraversano le campagne, ma si nasconde dietro la frammentazione del settore, la stagionalità, il lavoro nero, i falsi contratti e la paura di denunciare.
Saremo ad Amendolara accanto alla FLAI CGIL e alla CGIL per affermare ancora una volta il nostro concetto di umanità del lavoro, contro ogni forma di sfruttamento, illegalità e violenza nei confronti di chi lavora.
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