Reggio e l’ambizione di diventare una città universitaria internazionale: la sfida della Dante Alighieri
Studenti da tutto il mondo, nuovi docenti, una sede più grande e percorsi universitari tutto l’anno: il Piano 2027-2029 disegna una città più attrattiva, con nuove opportunità per l’economia e il territorio
28 Ottobre 2026 - 15:37 | di Pasquale Romano

Reggio Calabria prova ad alzare l’asticella. Non più soltanto una città da visitare, ma un luogo da scegliere per studiare, vivere e costruire il proprio futuro. Una sfida ambiziosa che guarda oltre i confini nazionali e punta ad attrarre giovani da ogni parte del mondo, trasformando la formazione universitaria in un motore di crescita per l’intero territorio.
A tracciare questa nuova prospettiva è l’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, che con il Piano strategico 2027-2029, approvato dal Consiglio di amministrazione, delinea un progetto capace di andare ben oltre le aule universitarie.
L’obiettivo è cambiare passo: non più soltanto studenti stranieri che arrivano per qualche settimana, ma giovani che scelgono Reggio Calabria per mesi o anni, frequentano i corsi, vivono la città e contribuiscono a renderla più dinamica, internazionale e attrattiva.
Una visione che apre scenari interessanti anche per l’economia locale, dal mercato degli alloggi al commercio, dai servizi alle attività culturali. E che potrebbe coinvolgere l’intero sistema universitario cittadino, a cominciare dall’Università Mediterranea.
La scommessa è trasformare Reggio Calabria da semplice destinazione di studio a città universitaria capace di attrarre talenti, creare opportunità e costruire nuove relazioni con il mondo.
Da tutto il mondo a Reggio Calabria: la nuova sfida della Dante Alighieri
Immaginate studenti provenienti dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa o dagli USA con giovani che frequentano le aule universitarie, vivono nei quartieri, scoprono il territorio, utilizzano i servizi cittadini e contribuiscono a rendere la città un luogo di incontro tra lingue e culture differenti.
È questo uno degli scenari che il nuovo Piano strategico della Dante Alighieri punta a rendere possibile. Fino a oggi, una parte importante dell’offerta rivolta agli studenti internazionali è stata legata ai corsi di lingua e cultura italiana, spesso concentrati nel periodo estivo. La nuova programmazione intende andare oltre questa dimensione, costruendo percorsi formativi distribuiti lungo tutti i dodici mesi dell’anno.
Non si tratta di abbandonare i corsi brevi, che continueranno ad avere un ruolo importante. L’idea è affiancarli a programmi di durata maggiore, capaci di accompagnare gli studenti dall’apprendimento dell’italiano fino all’ingresso nei corsi di laurea.
Un cambiamento che potrebbe incidere profondamente sul rapporto tra l’Ateneo e la città, trasformando le presenze internazionali da fenomeno prevalentemente stagionale a componente più stabile della vita cittadina.
Il Foundation Year dal 2027: Reggio può diventare la porta d’ingresso all’università italiana
Tra le iniziative più significative previste dal Piano c’è il Foundation Year, programmato a partire dall’anno accademico 2027-2028, subordinatamente alle necessarie deliberazioni degli organi competenti.
Un percorso preparatorio rivolto agli studenti internazionali che intendono accedere all’università italiana e che hanno bisogno di completare o rafforzare la propria preparazione linguistica e accademica.
La novità non riguarda soltanto l’insegnamento della lingua. Il progetto immagina un sistema di accompagnamento che inizi prima dell’arrivo dello studente a Reggio Calabria: orientamento, candidatura, procedure d’ingresso, preparazione linguistica, accoglienza e sostegno durante gli studi.
Un percorso pensato per rendere più semplice e organizzato l’inserimento dei giovani stranieri nel sistema universitario italiano. Un’opportunità importante per la Dante Alighieri, ma anche per una città che ha bisogno di rafforzare la propria capacità di attrarre giovani, competenze e nuove energie.
Dante Alighieri e Mediterranea: due università, una grande opportunità per Reggio
La prospettiva diventa ancora più interessante se si allarga lo sguardo all’intero sistema universitario cittadino.
Gli studenti stranieri che arriveranno a Reggio per frequentare i corsi linguistici e il Foundation Year non dovranno necessariamente proseguire gli studi soltanto alla Dante Alighieri. Potrebbero scegliere di iscriversi ai corsi di laurea dello stesso Ateneo oppure orientarsi verso l’offerta formativa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’accesso ai singoli corsi rimarrebbe subordinato al possesso dei requisiti richiesti e alle procedure di ammissione previste dalle rispettive università.
Ma è proprio questa possibilità ad aprire uno scenario di particolare interesse.
Da una parte la Dante Alighieri, con la sua vocazione internazionale e le competenze nell’insegnamento della lingua italiana. Dall’altra la Mediterranea, con la propria offerta formativa nelle discipline scientifiche, tecniche, economiche e umanistiche.
Due realtà differenti che, attraverso una collaborazione strutturata, potrebbero contribuire a costruire una vera filiera universitaria internazionale.
La formazione linguistica diventerebbe così il primo passo di un percorso più ampio, capace di accompagnare gli studenti verso una laurea e di rafforzare la presenza di giovani stranieri sul territorio.
È anche attraverso progetti di questo tipo che Reggio Calabria può aspirare a ritagliarsi uno spazio più riconoscibile nel panorama universitario internazionale.
Non semplicemente una città che ospita studenti, ma una città che investe nella conoscenza e prova a diventare protagonista di nuove relazioni culturali e formative.
Non solo università: studenti internazionali, nuove opportunità per l’economia cittadina
È forse questo uno degli aspetti più interessanti del progetto.
Perché un giovane che sceglie di vivere a Reggio Calabria per un anno non rappresenta soltanto un’iscrizione universitaria.
Significa una stanza o un appartamento da affittare, spostamenti quotidiani, acquisti nelle attività commerciali, frequentazione di ristoranti, bar, luoghi di cultura e spazi di aggregazione. Così come una maggiore domanda di servizi e, potenzialmente, nuove opportunità per chi opera nei settori dell’accoglienza, della formazione e della mobilità.
L’internazionalizzazione dell’università può così diventare un’occasione di sviluppo anche per l’economia locale. La presenza continuativa di studenti stranieri potrebbe contribuire a rendere più dinamico il mercato degli alloggi, sostenere le attività commerciali e favorire nuove iniziative culturali e sociali.
C’è poi un valore meno immediato, ma altrettanto importante: quello delle relazioni.
Ogni studente internazionale che vive un’esperienza positiva a Reggio Calabria può diventare, una volta tornato nel proprio Paese, un punto di collegamento con il territorio. Un rapporto che potrebbe alimentare nel tempo nuovi scambi culturali, accademici e professionali. Le ricadute, ovviamente, non sono automatiche e dipenderanno, in buona parte, dal numero effettivo di studenti attratti, dalla durata della loro permanenza e soprattutto dalla capacità della città di accoglierli.
Ma la direzione indicata è chiara: fare dell’università non soltanto un luogo di formazione, ma anche uno strumento di apertura e crescita per Reggio Calabria.
Nuovi docenti e competenze: investire sulle persone per crescere
Un progetto così ambizioso richiede anche una struttura universitaria adeguata.
Non basta promuovere Reggio Calabria all’estero per convincere i giovani a sceglierla. Occorrono percorsi formativi solidi, qualità didattica e personale specializzato.
Il Piano strategico 2027-2029 prevede l’ingresso di tre nuovi collaboratori ed esperti linguistici, insieme al rafforzamento della componente docente nelle discipline legate alla lingua italiana, alla didattica dell’italiano come lingua seconda o straniera (L2/LS) e alla preparazione accademica degli studenti internazionali.
L’obiettivo è garantire continuità alle attività durante l’intero anno, superando una programmazione concentrata nei periodi di maggiore affluenza. Le nuove assunzioni dovranno essere definite dagli organi competenti e collegate alle risorse economiche effettivamente disponibili.
Il segnale, tuttavia, è significativo. L’Ateneo riconosce che per sviluppare una dimensione internazionale più solida servono investimenti nelle persone, nelle competenze e nell’organizzazione.
La ricerca di una nuova sede: più spazi per l’università del futuro
La crescita immaginata dalla Dante Alighieri si intreccia anche con un altro passaggio importante: la ricerca di una nuova sede universitaria.
Nei mesi scorsi l’Ateneo ha avviato una ricognizione per individuare, nel Comune di Reggio Calabria, un immobile con una superficie compresa tra 3mila e 5mila metri quadrati, destinato a ospitare le attività universitarie.
Il termine per presentare le manifestazioni di interesse, inizialmente fissato al 4 settembre, è stato successivamente prorogato al 25 settembre 2026. La disponibilità di spazi più ampi e funzionali potrebbe rappresentare un tassello fondamentale per sostenere l’ampliamento delle attività didattiche e dei servizi. Ma la vera sfida andrà oltre gli edifici.
Per convincere studenti provenienti da Paesi diversi a scegliere Reggio Calabria serviranno soluzioni abitative accessibili, collegamenti efficienti, servizi di assistenza e un sistema di accoglienza capace di accompagnarli nella vita quotidiana. Su questo terreno diventerà decisiva anche la capacità di costruire una collaborazione tra università, istituzioni pubbliche e operatori privati.
Una Reggio più ambiziosa, che sceglie di investire sul proprio futuro
Il Piano strategico della Dante Alighieri arriva in un momento in cui Reggio Calabria ha l’opportunità di ripensare il proprio ruolo, puntando sulle risorse che già possiede e provando a trasformarle in nuove occasioni di sviluppo.
Il patrimonio culturale, la posizione nel Mediterraneo, il clima, le bellezze del territorio e la presenza di due istituzioni universitarie rappresentano una base sulla quale costruire una proposta capace di rivolgersi anche oltre i confini nazionali.
Ma per fare il salto di qualità occorre passare dalle potenzialità ai progetti, e dai progetti ai risultati. È qui che la strategia della Dante Alighieri assume un significato che supera la dimensione strettamente accademica.
La sfida della Dante Alighieri è tutta qui: trasformare l’apertura al mondo in una possibilità concreta per gli studenti, per l’università e per il territorio. E fare in modo che, per un numero crescente di giovani internazionali, Reggio Calabria non sia soltanto una tappa del proprio percorso, ma il luogo dal quale iniziare a costruire il futuro.
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