Reggio, anche per Cannizzaro è tempo di ‘esami’: Giunta ed equilibri metropolitani
Ogni scelta del Sindaco sembra inserita all'interno di un mosaico molto più ampio che comprende Giunta, presidenza del Consiglio comunale, deleghe strategiche e futuri assetti politici dell'area metropolitana
18 Giugno 2026 - 19:38 | di Pasquale Romano

La netta vittoria è ormai alle spalle. Francesco Cannizzaro ha conquistato Palazzo San Giorgio con numeri che hanno pochi precedenti nella storia politica della città. Adesso, però, si apre la fase più delicata, quella che non si misura con i voti ma con le scelte.
Per Cannizzaro non è la notte prima degli esami, come quella appena trascorsa per i maturandi, ma un primo test per misurare equilibri interni e rapporti, prevedibilmente di forza per il sindaco, considerato l’esito bulgaro delle elezioni e il peso specifico impresso dallo stesso primo cittadino.
Sono giorni di telefonate, incontri riservati, confronti continui. I colloqui tra il sindaco eletto e i partiti della coalizione si sono intensificati sia in riva allo Stretto che a Roma, dove inevitabilmente il peso politico nazionale di Cannizzaro e i rapporti tra le forze del centrodestra finiscono per intrecciarsi con le dinamiche locali.
Il primo passaggio istituzionale sarà il Consiglio comunale d’insediamento. Formalmente, in attesa dell’elezione del presidente del Consiglio comunale, la seduta sarà presieduta dal consigliere anziano.
Alla luce dell’esito delle ultime elezioni comunali, il ruolo spetterà ad Antonino Caridi, esponente della Lega e consigliere che ha ottenuto il maggior numero di preferenze tra tutti gli eletti della nuova assemblea civica.
Ma il vero tema, naturalmente, resta la composizione della giunta.
Nelle uscite pubbliche successive alla vittoria, Cannizzaro ha lasciato intendere con chiarezza quale sarà l’impostazione del nuovo esecutivo: una squadra composta da amministratori provenienti sia dal Consiglio comunale sia dalla società civile.
Un mix di figure interne ed esterne alla politica che dovrà rispondere a due esigenze apparentemente diverse ma complementari: garantire rappresentanza alla coalizione e, allo stesso tempo, assicurare competenze amministrative e tecniche.
Non è un caso che il sindaco eletto abbia più volte parlato della necessità di costruire una “giunta dei migliori”. Un concetto che, nelle sue parole, va oltre le appartenenze politiche e richiama l’idea di una squadra chiamata a dedicarsi completamente al governo della città.
L’identikit tracciato da Cannizzaro è quello di assessori pronti ad abbandonare ogni altra attività professionale per impegnarsi anima e corpo nell’amministrazione comunale.
Un criterio che inevitabilmente restringe il campo delle possibili candidature e che rende ancora più complessa la ricerca dell’equilibrio finale. Di nomi di papabili assessori, come già scritto su queste pagine, ne circolano pochi.
Il sindaco Cannizzaro si è chiuso a riccio, dal centrodestra reggino trapela pochissimo per la semplice ragione che le scelte e decisioni del primo cittadino in merito alla costruzione della Giunta, albergano solo nella sua mente, e in nessun altro luogo.
Sarà certamente un mix tra assessori esterni e consiglieri eletti (secondo quanto raccolto potrebbero essere 4 assessori esterni e 5 tra i consiglieri comunali eletti), con i pochi nomi trapelati già ipotizzati su queste pagine.
Il presidente di Confindustria Rc Domenico Vecchio (in realtà dato in calo secondo le ultime indiscrezioni) e il commercialista Stefano Poeta tra gli esterni, Fabio Colella, Demetrio Marino, Massimo Ripepi e uno tra Antonino Maiolino e Federico Milia, con l’altro che potrebbe strappare la presidenza del consiglio, tra i consiglieri eletti.
Ad aggiungersi al quadro delle scelte da compiere per il sindaco c’è poi un altro elemento tutt’altro che secondario: il rispetto delle quote di genere. La normativa impone infatti una composizione equilibrata dell’esecutivo e questo aspetto finirà inevitabilmente per incidere sulle valutazioni che in queste ore vengono effettuate attorno ai tavoli della coalizione.
Un quadro, quello dei possibili nomi che faranno parte dell’esecutivo, tutto da verificare ma soprattutto che non vede tra le ipotesi nomi femminili: ne serviranno invece almeno 4 per la Giunta Cannizzaro, ed è molto probabile che almeno 2, se non 3, arriveranno da profili esterni al consiglio comunale.
Pochi giorni, ultimo weekend di dialoghi e riflessioni per il primo cittadino: poi la settimana Cannizzaro darà forma al proprio esecutivo, la squadra che dovrà assecondare il suo dinamismo e voglia di incidere in modo concreto nelle problematiche che la città soffre.

La sensazione è che nessuna casella venga ragionata singolarmente. Ogni scelta sembra inserita all’interno di un mosaico molto più ampio che comprende giunta, presidenza del Consiglio comunale, deleghe strategiche e futuri assetti politici dell’area metropolitana.
Ed è proprio qui che entra in gioco un’altra scadenza destinata a pesare nelle trattative. Entro il 29 giugno dovranno essere depositate le liste per il rinnovo del Consiglio metropolitano. Una partita che, inevitabilmente, si intreccia con quella comunale.
I partiti della coalizione sanno che la costruzione degli equilibri non riguarda soltanto Palazzo San Giorgio ma anche Palazzo Alvaro. Per questo motivo è difficile immaginare che le discussioni in corso sulla giunta siano completamente separate dai ragionamenti che riguardano la futura rappresentanza metropolitana.
In altre parole, gli accordi che stanno prendendo forma in queste ore potrebbero essere il risultato di una trattativa complessiva che tiene insieme più livelli istituzionali e più esigenze politiche.
È questo probabilmente l’aspetto meno visibile ma più interessante della fase che si è aperta dopo il voto. Perché il vero lavoro di Cannizzaro non consiste soltanto nel nominare assessori o distribuire deleghe. Consiste soprattutto nel trasformare una grande coalizione elettorale in una classe dirigente capace di governare contemporaneamente Comune e Città Metropolitana.
La partita, insomma, non si gioca soltanto su chi entrerà in giunta. Si gioca sulla costruzione degli equilibri che accompagneranno l’amministrazione nei prossimi cinque anni.
Ed è proprio per questo che, a pochi giorni dall’insediamento, il tempo delle nomine appare già come il primo esame politico per il nuovo sindaco.

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