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Viola, gli obiettivi del GM Vita: ‘Puntiamo ad un quintetto competitivo ed una salvezza tranquilla’

Mercato, settore giovanile e nuova campagna abbonamenti. Vita fa il punto sul progetto neroarancio per la Serie B

Redel Viola intervista Vita

Assorbito il passaggio formale del ripescaggio, per la Pallacanestro Viola è tempo di tuffarsi a capofitto nella costruzione della stagione di Serie B Nazionale. Un salto di categoria che richiede non solo fisicità e talento sul parquet, ma anche una struttura societaria solida, in grado di reggere l’urto di un campionato impegnativo e dispendioso su scala nazionale. Dalla scelta di Michele Carrea alla guida della prima squadra al nuovo e centralissimo ruolo di Giulio Cadeo nel settore giovanile, passando per la strategia sul roster e l’appello alla piazza reggina: la roadmap nerorancio è ben tracciata.

Per analizzare tutti gli aspetti tecnici, logistici e le ambizioni del club, i microfoni di Citynow hanno raccolto le parole del General Manager Fortunato Vita.

La scelta di coach Michele Carrea

“La scelta dell’allenatore è una scelta che va proprio in tendenza con il nostro modo di vedere la pallacanestro: trovare una persona che esprima una pallacanestro giovane, aggressiva, dinamica e che sia legata pure all’opportunità di poter far divertire il pubblico, raggiungere gli obiettivi importanti già pure al primo anno di Serie B nazionale. Poter pian piano integrare nel gruppo di lavoro pure dei giovani che emergeranno dall’U19 e dall’U17”.

Le strategie di mercato e il tassello “non formato”

“La squadra che stiamo allestendo sicuramente non sarà una squadra di basso profilo, noi ci siamo dati un obiettivo che sicuramente sarà un quintetto molto competitivo, su questo non ci nascondiamo. Dietro ci saranno 4 riconferme di cui due sono già avvenute, le altre 2 le daremo nei prossimi giorni e poi ci sarà un decimo tassello che andrà a chiudere il roster. Quindi la squadra sarà di 10 senior, con un quintetto di profilo ‘medio-alto’ perché vogliamo reggere l’urto e non avere problemi, quantomeno raggiungere subito una salvezza tranquilla. Questo, senza ombra di dubbio, per poi poterci organizzare per qualche cosa di ancora più importante nei prossimi anni”.

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“Il giocatore ‘non formato’? È un tassello per il quale abbiamo tante figure sotto controllo, tanti profili, è un elemento che deve spiccare essendo soltanto uno lo straniero, quindi non possiamo sbagliare. Però, nonostante siamo partiti con enorme ritardo rispetto alle altre società, un mese di ritardo rispetto alla campagna mercato avendo ricevuto la conferma soltanto settimana scorsa, diciamo che siamo messi abbastanza bene. Ci manca ormai lo straniero, più qualche altro tassello, e il roster è chiuso. Potrebbe essere un ‘ritorno’ lo straniero? No, assolutamente no”.

Il nuovo corso del Settore Giovanile affidato a Giulio Cadeo

“Questa è una scelta già ponderata al suo arrivo due anni fa. Era una cosa che avevamo già messo in cantiere, cioè quella di avviare un progetto tecnico sia sulla prima squadra, per far crescere proprio un modo di pensare, di allenare e di lavorare, cosa che siamo riusciti a fare in questi due anni, in modo molto professionale con lui. E poi, a ritroso, a cascata, lavorare sul discorso del settore giovanile. Ovvio che noi partendo da zero a livello giovanile, quello che siamo riusciti a fare in due anni, obiettivamente è un grandissimo lavoro, soprattutto alle nostre latitudini in Sud Italia, con difficoltà di reperimento di atleti, problematiche con le palestre che sono veramente all’ordine del giorno e tante altre situazioni pure logistiche. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro, quindi quello che necessitava era proprio di arrivare a questo punto, rafforzare e ampliare l’intervento sul settore giovanile che deve essere la nostra fucina. Ecco perché avevamo necessità proprio di dare a Giulio il ruolo di coordinare tutto questo progetto che pian piano sta esplodendo in modo positivo, sia per il numero di iscritti, ma soprattutto per la qualità tecnica e la quantità dal punto di vista del numero di atleti. Anche perché quest’anno aumenterà il numero di atleti da fuori che andranno in foresteria: ci serviva una figura per coordinare questo progetto in un modo molto più professionale, ecco perché la scelta è stata quella di mettere Giulio a coordinare in toto, al 100%, questo progetto”.

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Sostenibilità, logistica e l’impatto della B Nazionale

“Diciamo che siamo abbastanza pronti, perché è un lavoro che avevo avviato nella formazione e nell’ampliamento delle figure dirigenziali proprio per reggere l’urto del salto di categoria. Abbiamo creato pian piano una struttura coordinata e molto ben coesa, che lavora bene insieme: questo è un nostro punto di forza. Non siamo una società che ama le vetrine, le passerelle, così come si vede da fuori, ma ama soltanto lavorare a testa bassa, in modo duro e sodo, e raggiungere gli obiettivi. Sicuramente non andremo mai a fare proclami, voli pindarici e quant’altro, ma i proclami li facciamo solo ed esclusivamente quando gli obiettivi si raggiungono. Noi non abbiamo paura e non temiamo assolutamente nulla, anzi affrontiamo tutto con entusiasmo, qualunque tipo di situazione. È ovvio che l’organizzazione soprattutto dal punto di vista logistico ed economico è molto dispendiosa, è come se ci fossero due categorie di differenza tra B Nazionale e Interregionale, ci sono molte più incombenze e impegni dal punto di vista organizzativo. Però lo stiamo affrontando quotidianamente con tutto il team, si sta lavorando con tutti i ragazzi proprio per farci trovare pronti e per cercare di far vivere di nuovo una pallacanestro che conta al tifoso reggino”.

Campagna abbonamenti e il richiamo della piazza neroarancio

“Stiamo già programmando la campagna abbonamenti che partirà a breve. Noi dobbiamo ripartire proprio dall’ultima fatidica gara 3 che è stata l’emblema del lavoro che abbiamo pian piano costruito in modo meticoloso da due anni a questa parte. Non è stato un caso, è stato un crescendo di partita in partita. Pian piano abbiamo fatto riavvicinare al PalaCalafiore persone che non venivano da 10-15 anni a vedere la Viola. È stato un peccato non aver potuto festeggiare insieme, perché sarebbe stata veramente l’apoteosi poter festeggiare la promozione in quella bellissima serata in casa: ci è stato strozzato l’urlo in gola”.

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“Però ripartiamo da quell’entusiasmo, sono convinto che ci sarà una bellissima risposta in campagna abbonamenti e poi una presenza costante al PalaCalafiore. Perché ricordiamoci che c’è la passione, Reggio è una città cestistica che ha una profonda cultura da questo punto di vista: bisognava soltanto risvegliarla in modo serio e professionale. Abbiamo dimostrato che non è la categoria che conta, ma è il modo con cui ci si propone. Quindi, al di là del fatto che era quarta categoria, noi siamo riusciti a portare numeri che magari altre società non portano neanche in Serie A, e questo è un dato di fatto proprio con dati alla mano. Ci sono piazze che non arrivano neanche a 3.000-3.500 persone, noi siamo arrivati a quei numeri. Sarebbe un sogno dire che riusciamo a portarli fin dalla prima partita, però ci lavoriamo, non ci precludiamo nulla. Per noi sarebbe il massimo, perché abbiamo bisogno di questo pubblico e il tifoso reggino ha bisogno di pallacanestro che conta. Noi ci abbiamo messo tutto, abbiamo voluto fortemente questa categoria e ora – conclude – speriamo di affrontare insieme un campionato avvincente”.

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