Autonomia differenziata, Marino sfida Cannizzaro: ‘Dica da che parte sta’. E sui conti…
Il consigliere di opposizione interviene a margine della seduta e rivendica il lavoro fatto sul bilancio: "Conti in ordine. Nel 2014 invece..."
30 Luglio 2026 - 14:21 | di Vincenzo Comi

Autonomia differenziata e condizioni finanziarie del Comune. Sono questi i due temi principali affrontati da Giuseppe Marino, consigliere comunale di opposizione, a margine del Consiglio comunale di Reggio Calabria che si è svolto questa mattina nell’Aula Battaglia di Palazzo San Giorgio.
Cinque i punti inseriti all’ordine del giorno: l’assestamento generale di bilancio e la salvaguardia degli equilibri per il 2026, la modifica del regolamento sulle circoscrizioni, il riaffidamento dei carichi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il Piano economico finanziario del servizio rifiuti con le nuove tariffe Tari e la revoca del regolamento per lo svolgimento delle sedute consiliari in modalità telematica.
Marino: «Reggio si opponga all’autonomia differenziata»
Durante i lavori, l’opposizione ha presentato una risoluzione per chiedere al Comune di Reggio Calabria di assumere una posizione netta contro il percorso sull’autonomia differenziata.
«Abbiamo formalizzato una risoluzione in Consiglio comunale affinché il Comune di Reggio Calabria possa esprimersi su questo scellerato progetto di autonomia differenziata, che purtroppo sta andando avanti in Parlamento», ha dichiarato Marino ai microfoni di CityNow.
Il consigliere ha richiamato le preintese con Lombardia, Liguria, Veneto ed Emilia-Romagna, relative a materie considerate strategiche come professioni, sanità, salute pubblica e protezione civile.
«Riteniamo che questo procedimento voglia creare due Italie, l’Italia del Nord e l’Italia del Sud, aumentando le enormi disparità che già esistono. Sarebbe la fine per la Calabria, per la città di Reggio Calabria e per i cittadini del Mezzogiorno».
Da Marino è arrivato quindi un appello diretto al sindaco Francesco Cannizzaro, invitato a guidare una mobilitazione istituzionale che coinvolga anche gli altri Comuni del territorio metropolitano.
«Questo procedimento va stoppato. Chiediamo al sindaco Cannizzaro di mettersi alla testa di un processo di resistenza politica, al di là delle appartenenze. È un progetto che viene dal governo Meloni e dai partiti della maggioranza nazionale, ma su questo tema nel Mezzogiorno non devono esserci differenze».
«Chiediamo a Cannizzaro di dire chiaramente da che parte sta, di opporsi anche lui all’autonomia differenziata e di coinvolgere i sindaci dell’area metropolitana in questo processo».
Bilancio, scintille in aula tra Versace e Romeo
Altro tema centrale della seduta è stato quello relativo alle condizioni finanziarie di Palazzo San Giorgio. Sul punto non sono mancati momenti di tensione, con uno scontro politico tra Carmelo Versace e Demetrio Romeo.
La minoranza ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi anni per il risanamento delle casse comunali. Una posizione ribadita da Marino dopo l’approvazione della delibera relativa all’assestamento generale e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.
«Oggi la maggioranza, che governa da 60 giorni, porta una delibera in cui certifica il lavoro di risanamento finanziario effettuato negli ultimi 12 anni, riconoscendo l’equilibrio di bilancio e la regolarità delle casse del Comune».
Secondo il consigliere di opposizione, il documento rappresenta anche un riconoscimento politico nei confronti delle precedenti amministrazioni, dopo le critiche mosse durante la campagna elettorale.
«Per noi è un riconoscimento politico importante, considerato che in campagna elettorale Cannizzaro e la sua attuale maggioranza avevano raccontato una storia diversa, lamentando che le casse del Comune non fossero in ordine».
Marino ha quindi ricordato la situazione finanziaria trovata dal centrosinistra al momento del proprio insediamento.
«Semmai non erano in ordine nel 2014, quando arrivammo noi. La delibera di oggi è importante, tanto che l’abbiamo votata a favore, riconoscendo e ringraziando per il riconoscimento politico e amministrativo che è stato portato in aula».
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