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Suppletive, la frattura nel Pd riemerge a Bagaladi. Monorchio ammette: ‘Ho votato scheda bianca’

Il sindaco prende pubblicamente le distanze dalla candidatura di Frank Benedetto. Nel suo Comune il candidato del centrosinistra è arrivato terzo, dietro anche a Giannetta. Sullo sfondo tornano le divisioni nel Pd reggino tra Irto e Falcomatà, già emerse durante la campagna elettorale...

Monorchio

La frattura che aveva accompagnato la candidatura di Frank Benedetto alle elezioni suppletive torna a emergere dopo il voto. Questa volta non attraverso indiscrezioni o ricostruzioni politiche (anticipate su CityNow un mese fa…), ma con una presa di posizione pubblica.

Santo Monorchio, sindaco di Bagaladi, ha dichiarato sui social di non aver votato il candidato del centrosinistra, scegliendo di depositare nell’urna una scheda bianca.

Una dichiarazione che assume un peso particolare alla luce del risultato registrato proprio a Bagaladi e delle tensioni interne al Partito Democratico raccontate da CityNow nelle settimane precedenti al voto.

Monorchio: “Non sono riuscito a votare Benedetto”

Il passaggio più netto arriva nella parte finale del lungo post pubblicato dal primo cittadino. “Mi dispiace di non essere riuscito, in queste elezioni suppletive, a fare la campagna elettorale e votare il Dr. Frank Benedetto, preferendo deporre nell’urna la candida scheda bianca”, scrive Monorchio. Una scelta che il sindaco dice di aver compiuto “con tristezza”, spiegandone anche le ragioni politiche.

Monorchio precisa di avere rispetto per la figura personale di Benedetto, ma sostiene di aver visto alle sue spalle, durante la campagna elettorale, esponenti che a suo giudizio avrebbero “distrutto il PD” e tentato di colpire politicamente altre figure della storia recente del centrosinistra reggino.

Nel post non vengono nominati direttamente Nicola Irto o Giuseppe Falcomatà, ma il ragionamento si inserisce inevitabilmente nel dibattito sulle divisioni interne al partito che aveva accompagnato la scelta del candidato.

Come già raccontato, la candidatura sostenuta dalla linea della segreteria regionale guidata da Nicola Irto era stata accolta con forti perplessità da altre componenti dem. In particolare, secondo quanto raccolto allora, l’area vicina a Giuseppe Falcomatà non era orientata a sostenere Benedetto.

A Bagaladi Benedetto finisce terzo, dietro anche a Giannetta

A rendere politicamente significativa la presa di posizione di Monorchio sono anche i numeri usciti dalle urne.

A Bagaladi Fabio Roscioli ha ottenuto 155 voti, pari al 61,02%. Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, ha raccolto 47 voti con il 18,50%. Frank Benedetto si è fermato a 46 voti, il 18,11%. Il candidato del centrosinistra è dunque arrivato terzo per un solo voto, dietro anche a Giannetta.

La dichiarazione di Monorchio elimina qualsiasi possibilità di incertezza: il sindaco non ha sostenuto nelle urne il candidato indicato dal centrosinistra e dal principale partito di coalizione.

L’attacco alla classe dirigente del Pd

Il post va molto oltre il voto delle suppletive. Monorchio utilizza parole dure nei confronti dell’attuale organizzazione del centrosinistra e, in particolare, del Partito Democratico. Parla di una “struttura autocratica” e di una classe dirigente metropolitana e regionale che giudica “autoreferenziale”, chiedendo un profondo ricambio interno.

Secondo il sindaco di Bagaladi, per il Pd servirebbero “grandi dosi di scolla tutto” per liberare il partito da quelle che definisce “vellutate poltrone a sagoma personalizzata”. La richiesta è quella di tornare al confronto con i cittadini, aprire maggiormente il partito alle competenze, ai giovani e alle donne e modificare i meccanismi decisionali.

Sono valutazioni politiche di Monorchio, che arrivano dopo una campagna durante la quale il Pd regionale aveva invece rivendicato l’unità costruita attorno a Benedetto.

Prima delle elezioni la spaccatura era rimasta soprattutto sul piano delle ricostruzioni politiche, delle assenze e dei rapporti interni al partito. Adesso arriva una dichiarazione esplicita. Santo Monorchio, che nel suo post ricorda anche la lunga appartenenza alla tradizione della sinistra, fino a ricordare di essere un tesserato del PCI dal 1972, ammette di aver scelto la scheda bianca.

Il risultato di Bagaladi, da solo, non può spiegare le dinamiche dell’intero collegio né dimostrare quanto abbiano inciso le divisioni interne sul risultato complessivo. Ma la presa di posizione del sindaco (suocero dell’ex sindaco, oggi consigliere regionale, Giuseppe Falcomatà) rende visibile una parte di quel dissenso nel centrosinistra reggino che, già prima delle urne, aveva accompagnato la candidatura di Frank Benedetto

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