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Reggina: equilibrio e onestà. Ma Marchionni e i calciatori rimettano le cose a posto

La preoccupazione maggiore non nasce dai risultati in se, quanto dall'evidente involuzione della squadra

Marchionni Marco

L’equilibrio e l’onestà intellettuale pagano sempre. E allora, se è vero che nella prima parte di questo campionato sono state messe in evidenza le tante qualità della Reggina, è altrettanto giusto, in un momento di difficoltà, cercare di capire cosa stia accadendo. Sempre con equilibrio, senza cadere nel disfattismo e con la fiducia che tecnico e giocatori riescano a trovare le soluzioni per rimettere le cose a posto. Gli amaranto hanno conquistato un solo punto nelle ultime due gare di campionato. Può succedere, fa parte del calcio. Ma la preoccupazione maggiore non nasce dai risultati in se, quanto dall’evidente involuzione della squadra. Nell’atteggiamento, nella qualità del palleggio, nella capacità di imporre il proprio gioco, nella fase difensiva e nella difficoltà a trovare la via del gol.

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L’esatto contrario di quanto visto nelle prime cinque giornate, al netto della forza degli avversari affrontati. Perché le partite si possono anche perdere, ma è il modo in cui si affrontano a fare la differenza. E nelle ultime uscite la Reggina è sembrata troppo spesso una squadra diversa da quella ammirata a inizio stagione. Meno brillante, meno sicura, meno capace di reagire alle difficoltà. Adesso toccherà a mister Marchionni trovare le risposte. Confrontarsi con i calciatori, individuare le ragioni di questi passi indietro e intervenire dove necessario. Anche valutando, se lo riterrà opportuno, un cambio di sistema di gioco. Del resto, era stato proprio il tecnico, nel giorno della sua presentazione, a dichiarare di non essere legato a un unico modulo. Ma prima ancora degli aspetti tattici, c’è una questione fondamentale: l’atteggiamento. Quello che gli allenatori richiamano continuamente e che, molto spesso, incide sull’andamento di una partita più di qualsiasi disposizione in campo.

Contro la Nissa un altro esame importante

Ci sono ancora diversi giorni per analizzare le criticità, lavorare sugli errori e ritrovare quelle certezze che avevano accompagnato l’avvio di stagione. Sapendo che domenica, a Caltanissetta contro la Nissa, arriverà un altro passaggio delicato, dal quale ci si aspetta soprattutto una risposta sul piano della prestazione. E per favore, non si tiri fuori la storia della pressione o dell’obbligo di vincere a tutti i costi. Questa Reggina è stata costruita con calciatori esperti, abituati a giocare per obiettivi importanti e che in carriera hanno già vinto tanto. Sanno perfettamente cosa significhi avere l’obbligo di arrivare fino in fondo e come affrontare un campionato nel quale ogni avversario si gioca la partita della vita.

Nessun processo, dunque, ma neppure gli occhi chiusi davanti a ciò che non funziona. L’equilibrio impone di riconoscere i meriti quando le cose vanno bene e di evidenziare i problemi quando qualcosa si inceppa. Senza dimenticare che questa squadra ha già dimostrato di possedere qualità elevate. Adesso, però, deve tornare a dimostrarlo sul campo.

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