Reggio, degrado sul lungomare. Un cittadino nauseato: ‘Abituati al brutto, cittadini rassegnati’ – FOTO
Un cittadino denuncia lo stato di degrado in cui versa la via Marina: 'Altro che chilometro più bello d'Italia'
05 Gennaio 2021 - 11:57 | Redazione

Fa male a tutti vedere la propria città violentata dai rifiuti di ogni tipo presenti a tutti gli angoli delle strade con muri di immondizia che ostacolano l’ingresso delle proprie abitazioni e sacchetti vaganti sui marciapiedi. Le micro discariche sono ormai ovunque, circondano le periferie ma anche il centro città. Se poi il degrado è ben evidente sul chilometro più bello d’Italia la delusione e la rabbia cresce e raddoppia. Una città dalle due facce: quella romantica, naturale, meta paradisiaca che tutto il mondo ci invidia e quella brutale, deludente, che la politica non riesce a cambiare e che tutto il mondo ci critica.
LA SEGNALAZIONE DI UN CITTADINO NAUSEATO
Tra le tante segnalazioni e lettere di lamentela che riceviamo ogni giorno pubblichiamo quella di un cittadino ‘nauseato’, così si definisce:
“Segnalo il gravissimo stato di degrado in cui versa la Via Marina a partire dalla zona “Tempietto” fino alla foce del Calopinace. Come si evince dalle foto, la pavimentazione è completamente divelta, così come quella che in origine doveva essere la pista ciclabile per non parlare del famoso Tempietto trasformato in un wc pubblico all’aperto con odori e vedute annesse.
“Ci sono rifiuti ammassati ovunque ed in particolare a ridosso della ringhiera, della spiaggia e della battigia che in alcuni tratti accoglie delle vere e proprie micro discariche contribuendo ad inquinare il mare. Il Calopinace è una discarica e non una fiumara: ci sono pneumatici, flaconi di plastica, inerti e materiali di ogni tipo; ogni cosa scorre a valle e finisce in mare senza che ci siano barriere fluviali o protezioni di sorta (mentre vi scrivo, dal ponte di Sant’Anna è visibile un frigorifero presente all’interno del letto della fiumara…). Chiaramente a monte viene scaricato di tutto da parte di gente che dovrebbe marcire in carcere e invece magari ha anche trovato un modo di fare business offrendo un servizio di raccolta porta a porta.
Ciò che è surreale è tutto attorno si svolge in maniera normale: bambini in biciletta, gente che corre, pescatori…abituati al brutto, all’inciviltà ormai non più vittime ma totalmente rassegnati a questo scempio. Non basta pubblicare foto dell’Arena dello stretto e dell’opera di Tresoldi: non si tratta per nulla del kilometro d’Italia ma del kilometro più abbandonato d’Italia e così facendo andrà sempre peggio”.










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