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Aeroporto Reggio, 760.414 passeggeri in nove mesi: nazionali su, internazionali giù

Dopo il boom del 2025, da gennaio a settembre 2026 lo scalo dello Stretto cresce solo solo dell'1,2%. Adesso la sfida non è più crescere, ma rendere stabile quanto conquistato

La pista di atterraggio dell'aeroporto dello Stretto Tito Minniti di Reggio Calabria con i monti sullo sfondo

C’è un dato che, più di tutti, racconta il momento dell’aeroporto di Reggio Calabria. Ed è quel +1,2% registrato nei primi nove mesi del 2026. Un numero positivo, certamente. Ma che assume un significato diverso se confrontato con la crescita straordinaria del 2025, quando lo scalo dello Stretto aveva finalmente cambiato passo, avvicinandosi alla soglia del milione di passeggeri.

E allora. Il Tito Minniti ha già esaurito la spinta del rilancio oppure sta attraversando una fase di assestamento prima di una nuova crescita?

È ancora presto per dare una risposta definitiva. Ma i numeri, le scelte delle compagnie aeree e soprattutto la programmazione della stagione invernale 2026/2027 impongono una riflessione che vada oltre l’entusiasmo degli annunci. Perché il rischio, per Reggio Calabria, non è soltanto perdere qualche collegamento. È quello di trasformare una straordinaria occasione di sviluppo in una parentesi felice, senza riuscire a costruire una prospettiva duratura.

Dal boom del 2025 alla frenata del 2026: cosa raccontano i numeri

Partiamo dai fatti.

Nel 2024 l’aeroporto di Reggio Calabria aveva movimentato 623.980 passeggeri. Nel 2025 si è arrivati a 977.984, con un incremento di circa 354 mila viaggiatori in dodici mesi. Una crescita che ha cambiato la percezione dello scalo, per anni considerato marginale nel panorama aeroportuale nazionale e spesso al centro del dibattito per le sue difficoltà operative e commerciali.

L’arrivo di Ryanair, l’apertura di nuove rotte e il rafforzamento dei collegamenti hanno restituito centralità a un’infrastruttura che sembrava destinata a un ruolo sempre più ridotto. Il 2026, però, racconta un’altra storia.

Da gennaio a settembre il Tito Minniti ha registrato 760.414 passeggeri, appena l’1,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

La crescita non si è interrotta, ma ha rallentato sensibilmente. E il confronto con gli altri aeroporti calabresi rende il dato ancora più significativo.

Lamezia Terme ha raggiunto 2.787.805 passeggeri, crescendo del 16,8%. Crotone è arrivato a 272.379, con un incremento del 5,5%. Nel complesso, il sistema aeroportuale calabrese segna un +12,4%.

Reggio Calabria, dunque, cresce meno della media regionale.

Non significa che lo scalo sia entrato in crisi. Dopo un anno di espansione esponenziale, un rallentamento è fisiologico. Ma sarebbe sbagliato ignorare il segnale. Soprattutto perché la nuova stagione invernale rischia di accentuare alcune criticità già emerse.

Settembre, il paradosso di uno scalo che cresce mentre perde passeggeri internazionali

Il mese di settembre rappresenta forse la fotografia più interessante di questo momento.

I dati Assaeroporti indicano 94.909 passeggeri commerciali, con una crescita complessiva dell’8% rispetto allo stesso mese del 2025. Ma dietro questo risultato convivono due tendenze opposte.

I collegamenti nazionali hanno trasportato 78.228 passeggeri, aumentando del 18,3%. Quelli internazionali si sono fermati a 16.681, registrando un calo del 23,4%.

Numeri che meritano attenzione, anche perché il coefficiente medio di riempimento dei voli è stato dell’86%, mentre quello dei collegamenti internazionali Ryanair ha raggiunto l’87%.

La tratta Reggio Calabria-Londra Stansted, per esempio, si è attestata al 78%.

Il dato generale suggerisce che gli aerei in partenza e in arrivo a Reggio continuano ad avere una buona occupazione dei posti disponibili. Eppure, sul fronte internazionale, il numero dei passeggeri diminuisce.

Ryanair e l’inverno: nove collegamenti internazionali fuori dalla programmazione

Dal 25 ottobre è entrata in vigore la stagione invernale 2026/2027. E per l’aeroporto dello Stretto si apre una fase delicata.

Numerose le rotte internazionali cancellate. L’unico collegamento indicato come operativo nella programmazione invernale è quello con Barcellona El Prat. Sul fronte nazionale, invece, rimane un’offerta più articolata, con collegamenti verso Bologna, Milano Bergamo, Milano Malpensa, Parma, Pisa, Torino e Venezia.

Bisogna distinguere tra sospensioni stagionali e cancellazioni definitive. Perchè non tutte le tratte che scompaiono dal calendario invernale sono necessariamente destinate a non tornare.

Ma il quadro generale non può essere sottovalutato. Perchè un aeroporto che punta a diventare una porta d’ingresso internazionale non può affidare la propria crescita esclusivamente ai mesi estivi.

La stagionalità è una caratteristica comune a molti scali turistici. Il punto, però, è capire quale strategia si voglia costruire.

Esiste un progetto sufficientemente solido per accompagnare lo sviluppo dello scalo anche quando cambiano le convenienze commerciali dei vettori?

Reggio Calabria-Messina: il cambio di nome non basta, serve un vero aeroporto dello Stretto

In questo scenario si inserisce anche la proposta del sindaco Francesco Cannizzaro, che il 16 ottobre ha rilanciato l’idea di promuovere il Tito Minniti come aeroporto Reggio Calabria-Messina. Una prospettiva che ha una sua logica.

Lo scalo reggino non serve soltanto la città e la provincia di Reggio Calabria. La vicinanza con Messina rappresenta un potenziale bacino d’utenza che potrebbe assumere un peso ancora maggiore. Ma anche in questo caso occorre distinguere la comunicazione dalla sostanza.

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Cambiare o affiancare un nome può migliorare la riconoscibilità commerciale dell’aeroporto. Non risolve, però, da solo il problema dell’accessibilità.

Perché un viaggiatore messinese scelga Reggio Calabria servono collegamenti marittimi rapidi, frequenti, affidabili e soprattutto coordinati con gli orari dei voli. Servono integrazione tariffaria, informazioni semplici, coincidenze funzionali e servizi capaci di rendere competitivo il viaggio complessivo.

Altrimenti il riferimento a Messina rischia di restare soltanto un’operazione d’immagine. Il vero salto di qualità sarebbe trasformare il Tito Minniti nell’aeroporto di riferimento dell’intera Area dello Stretto, rendendo concreto quel processo di integrazione territoriale di cui si discute da anni.

Un progetto che avrebbe ricadute anche sull’attrattività commerciale dello scalo agli occhi delle compagnie aeree, ma che richiede infrastrutture, investimenti e un coordinamento stabile tra le due sponde.

Gli ultimi numeri dunque non autorizzano allarmismi. L’aeroporto continua ad aumentare i propri passeggeri e il mercato nazionale mostra segnali incoraggianti.

Allo stesso tempo, sarebbe un errore archiviare il rallentamento come un dettaglio statistico o considerare irrilevante la contrazione dell’offerta internazionale.

La sfida per SACAL, Regione Calabria e istituzioni locali è dunque una: fare in modo che l’aeroporto di Reggio Calabria non dipenda da una stagione fortunata, ma possa contare su un progetto di sviluppo stabile e di lungo periodo.

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