Azzardo nel reggino, 1,3 miliardi giocati online nel 2025: i numeri del Libro nero
Oltre 3.500 euro a testa puntati sul web e comuni ad alta intensità nel mirino dell'antimafia. Ecco tutti i dati inquietanti dell'azzardo a Reggio Calabria
01 Ottobre 2026 - 10:41 | di Redazione

Quasi sette euro su dieci puntati in provincia di Reggio Calabria nel 2025 non sono passati da una tabaccheria, da una sala giochi o dal bancone di un bar, ma da un conto online. Lo dice il quarto Libro nero sull’azzardo, il rapporto curato dalla Fondazione Isscon per Federconsumatori e Cgil e costruito sui dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che scende fino al dettaglio dei singoli comuni e conferma il reggino tra le province più attive d’Italia.
1,86 miliardi in un anno, 1,3 dei quali online
La raccolta complessiva della provincia nel 2025 è stata di 1,858 miliardi di euro. Di questi, 1,296 miliardi sono stati giocati online: il 69,8% del totale. Rispetto al 2024 il canale digitale è cresciuto di 108 milioni di euro, pari al 9,1%, e sul 2023 l’aumento arriva al 15,6%.
Rapportato alla popolazione adulta, il dato colloca il reggino al sesto posto tra le province italiane: 3.527 euro giocati online in media da ogni residente tra i 18 e i 74 anni, contro una media nazionale di 2.366. Davanti ci sono solo Isernia, Messina, Siracusa, Palermo e Caserta.
Nel comune capoluogo la cifra sale a 4.191 euro, a una manciata di euro da Crotone, e porta Reggio tra le poche città italiane sopra quota 4.000.
Quanto torna indietro ai giocatori
Il rapporto divide la raccolta online in vincite e perdite. Dei 1,296 miliardi puntati in provincia, 1,219 sono rientrati sotto forma di vincite. La spesa effettiva, cioè quanto i giocatori reggini hanno perso sulle piattaforme, è stata di 77,3 milioni di euro: il 6% della raccolta. Il restante 94% è tornato ai giocatori.
Per slot e casinò quella percentuale nasce da valori di ritorno dichiarati gioco per gioco, e sul singolo titolo il numero pubblico da solo non basta: «a parità di RTP pesano volatilità, vincita massima e qualità del bonus», scrive l’autrice che quella classifica la compila, e un titolo «con RTP 96,50% e volatilità alta può prosciugare un piccolo budget prima di pagare». L’RTP delle slot viene dichiarato sul portale Truffa.net, dove l’esperta di slot online Eli Carosi inserisce le migliori slot basandosi anche su questo importante dato.
I comuni dove si gioca di più
Tra i comuni italiani sopra i diecimila abitanti, Melito di Porto Salvo compare nei primi posti della classifica nazionale con 5.919 euro giocati online per residente adulto. Il Libro nero inserisce Reggio Calabria anche nell’elenco dei comuni ad alta intensità di gioco online dove in passato sono stati sciolti i consigli per infiltrazioni mafiose: gli autori chiedono di risalire all’origine dei flussi di denaro.
Ancora più marcato il caso di San Luca. Lo studio «Non così piccoli», diffuso a fine settembre dagli stessi curatori e dedicato ai comuni sotto i diecimila abitanti, gli attribuisce 7.610 euro online per residente tra i 18 e i 74 anni nel 2025: un terzo in più rispetto ai 5.668 euro del 2024, per una raccolta complessiva di oltre 17 milioni.
Slot da bar e gioco da casa: il rapporto è uno a cinque
Il confronto più netto riguarda gli apparecchi. Le slot e le videolottery installate nei locali della provincia hanno raccolto 220,8 milioni di euro, l’11,9% del totale. I soli giochi di abilità a distanza, la voce che comprende casinò online e giochi di carte, valgono invece 1,094 miliardi: il 58,9% di tutto il gioco reggino, cinque volte le macchinette fisiche.
Un anno fa i carabinieri hanno sequestrato otto apparecchi tra i comuni della Piana e quelli aspromontani, e nei mesi precedenti i controlli avevano toccato una sala giochi di Bovalino e due esercizi tra Bova Marina e Melito. Ogni verbale conta macchine e titolari. La parte maggioritaria del gioco, quella su un conto aperto da casa, sfugge a questo tipo di controllo.
Il quadro regionale e la spesa per le dipendenze
Su scala calabrese la raccolta del 2025 ha superato i 6,17 miliardi di euro, 4,45 dei quali online: il 72% del totale regionale. Nel solo canale digitale ogni calabrese, neonati compresi, ha giocato in media 2.436 euro, terzo valore in Italia dopo Campania e Sicilia. Un dettaglio accompagna la crescita: i conti di gioco attivi intestati a residenti in Calabria sono scesi da 857.529 a 727.504 dopo il riordino delle concessioni, mentre la raccolta è salita. Meno conti, più denaro per ciascuno.
Sul fronte della cura, ad aprile la Regione ha destinato oltre 18 milioni di euro al piano dipendenze 2025-2027, che comprende prevenzione e trattamento del disturbo da gioco d’azzardo. I dati raccolti lo scorso dicembre stimano circa 60.000 giocatori patologici in Calabria e un costo sociale di ottanta milioni di euro. Risorse che intervengono a valle di un fenomeno la cui parte più consistente, oggi, si misura quasi solo nei tabulati.
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