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Pentimele, da area sportiva a polo congressuale. L’idea di CityNow nell’agenda del Comune. E sul porto…

Mesi fa CityNow aveva aperto il dibattito sul futuro dell'ex Fiera. Oggi Cannizzaro annuncia l'avvio delle procedure per cambiare la destinazione delle risorse: "Voglio realizzare un polo fieristico e un centro congressi"

Porto Reggio Calabria Area Pentimele

Ci sono aree di una città che valgono molto più dei metri quadrati che occupano. Pentimele è una di queste.

Per posizione, dimensioni, vicinanza al porto, allo svincolo autostradale, al centro cittadino e al mare, l’area dell’ex Fiera rappresenta da anni uno dei nodi irrisolti di Reggio Calabria.

Qualche mese fa CityNow aveva provato ad aprire una discussione pubblica proprio su questo punto: è davvero quella ludico-sportiva la funzione più adatta per uno degli ultimi grandi spazi strategici della città?

La domanda non nasceva dalla contrarietà allo sport. Nasceva da un ragionamento diverso: Reggio possiede già in quella zona numerosi impianti e strutture sportive, mentre continua a non avere una struttura capace di ospitare congressi, grandi incontri professionali ed eventi di dimensione nazionale. Il progetto allora previsto per Pentimele destinava oltre 4,5 milioni di euro alla realizzazione di un polo ludico-sportivo.

Il dibattito lanciato da CityNow

Da quella riflessione è nato un confronto che, settimana dopo settimana, ha coinvolto rappresentanti del mondo economico, imprenditoriale e professionale della città.

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Il presidente di Confcommercio Reggio Calabria Lorenzo Labate aveva indicato il turismo congressuale come un segmento sul quale Reggio avrebbe dovuto interrogarsi seriamente, sottolineando però anche le carenze attuali: un grande centro congressi e una maggiore capacità ricettiva. Sul futuro di Pentimele aveva criticato l’ipotesi di una destinazione prevalentemente sportiva.

Nel dibattito era intervenuto anche Gaetano Nucera, presidente della Cooperativa sociale Libero Nocera, indicando Pentimele come possibile sede di un centro congressi collegato a una struttura alberghiera. Nucera aveva però sollevato una questione importante: un vero quartiere fieristico richiede superfici, logistica e spazi differenti e, secondo la sua posizione, non dovrebbe necessariamente coincidere con il centro congressi.

Anche Eduardo Lamberti Castronuovo e Massimo Canale avevano partecipato al confronto. Canale, in particolare, aveva richiamato un elemento essenziale: costruire una sala congressi non basta. Servono collegamenti, alberghi, posti letto, mobilità e servizi capaci di sostenere realmente quel mercato.

Era questo, in fondo, il senso dell’iniziativa di CityNow.

Non indicare semplicemente un edificio da costruire, ma aprire una discussione sulla funzione economica che Pentimele può avere nei prossimi venti o trent’anni.

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Oggi qualcosa si muove

A distanza di mesi, il tema entra direttamente nell’agenda dell’amministrazione Cannizzaro.

Intervenendo a Reggio Tv, il sindaco ha annunciato di avere già avviato le procedure per modificare la destinazione delle risorse previste per Pentimele.

“Ho già avviato le procedure per cambiarne la destinazione”, ha spiegato Cannizzaro, ribadendo l’intenzione, già manifestata durante la campagna elettorale, di puntare su un polo fieristico e un centro congressi, collegando questa scelta all’obiettivo di sviluppare il turismo congressuale.

È un passaggio politico e amministrativo significativo. Ma è anche soltanto l’inizio.

Cambiare destinazione a un finanziamento è una cosa. Costruire un progetto economicamente sostenibile, dimensionalmente corretto e realmente capace di inserirsi nel mercato congressuale italiano è un’altra.

Ed è proprio su questo secondo terreno che si misurerà la proposta.

Pentimele e il porto, due pezzi dello stesso ragionamento

Le dichiarazioni del sindaco assumono un significato ancora più interessante se lette insieme a quelle sul porto di Reggio Calabria.

Cannizzaro ha annunciato un progetto da circa 100 milioni di euro per la trasformazione dello scalo, con l’obiettivo dichiarato di aumentare i posti barca e inserire Reggio nei circuiti crocieristici già dal 2027. Una conferenza stampa dovrebbe illustrare nel dettaglio gli interventi previsti.

Porto e Pentimele sono geograficamente troppo vicini per essere immaginati come due mondi separati.

Qui può nascere il vero tema urbanistico dei prossimi anni: capire quale funzione assegnare a tutto il fronte nord della città.

Un porto orientato maggiormente al turismo, un’area congressuale, strutture ricettive, servizi, collegamenti con il centro e una possibile maggiore capacità di accoglienza potrebbero far parte di un unico disegno. Ma perché questo accada occorre passare dalla somma degli interventi a una progettazione complessiva.

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Il centro congressi da solo non basta

C’è infatti un errore che Reggio dovrebbe evitare: pensare che sia sufficiente costruire un edificio e aspettare che arrivino congressi da tutta Italia.

Non funziona così.

Lo aveva ricordato anche Massimo Canale nel confronto aperto da CityNow: una destinazione congressuale viene scelta non soltanto per la qualità della sala, ma per l’accessibilità della città, il numero di camere disponibili, i trasporti, la ristorazione, i servizi e tutto ciò che il territorio riesce a offrire intorno all’evento.

La crescita dei collegamenti aeroportuali rappresenta certamente un elemento nuovo rispetto al passato. Il clima consente inoltre di immaginare appuntamenti anche nei mesi tradizionalmente meno turistici. Ma rimane il problema della capacità ricettiva, già evidenziato dagli stessi operatori coinvolti nel dibattito.

Per questo Pentimele non può essere affrontata come una semplice pratica urbanistica.

Serve conoscere quale struttura si vuole realizzare, quanti posti dovrebbe avere, quale mercato si vuole intercettare, quali operatori potrebbero gestirla, quale sarebbe il rapporto con gli alberghi esistenti e se siano previsti nuovi investimenti ricettivi.

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Dalla proposta al progetto

CityNow aveva posto mesi fa una domanda.

Pentimele deve diventare soltanto un altro polo sportivo oppure può assumere una funzione economica diversa per Reggio Calabria?

Quella domanda ha prodotto un confronto pubblico. Imprenditori, rappresentanti delle categorie e professionisti hanno espresso posizioni spesso convergenti sull’opportunità di discutere una destinazione diversa, pur con opinioni differenti sul modello preciso da realizzare.

Adesso il sindaco Cannizzaro annuncia che l’amministrazione sta intervenendo proprio sulla destinazione dell’area e indica esplicitamente polo fieristico e centro congressi come obiettivi.

È quindi iniziata una seconda fase.

Non è più soltanto il tempo delle idee. È il momento di capire cosa può realmente sorgere a Pentimele.

Un centro congressi? Un albergo? Spazi espositivi? Un vero polo fieristico? Quale dimensione? Con quali risorse? E soprattutto con quale rapporto con il nuovo porto e con il resto della città?

Sono queste le domande che adesso meritano risposte.

Pentimele è stata per troppo tempo un luogo al quale Reggio ha affidato progetti, attese e occasioni rimaste sospese.

La discussione aperta nei mesi scorsi ha avuto almeno un effetto concreto: ha riportato al centro il tema della destinazione strategica dell’area.

Adesso la sfida non è stabilire chi abbia avuto per primo l’idea.

È verificare se quella discussione possa trasformarsi in un progetto credibile, sostenibile e inserito in una visione complessiva della città.

Perché tra immaginare la Reggio del futuro e costruirla c’è tutta la distanza che separa un annuncio da un progetto.

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