Reggio, Romeo: ’12 milioni recuperati e 21 assi stradali. Ecco come sono nati i cantieri di oggi!’
"Un post su Facebook non è una delibera: si tratta del programma di manutenzione straordinaria della viabilità comunale ‘Strada facendo’ dell’Amministrazione Falcomatà" la nota
01 Ottobre 2026 - 10:33 | Comunicato Stampa

“Ogni strada riqualificata è una buona notizia, ma un nastro tagliato non è un progetto e un post su Facebook non è una delibera. I cantieri aperti in questi giorni nascono da atti del Comune approvati ben prima della campagna elettorale!”.
Così il Consigliere comunale Carmelo Romeo interviene sugli annunci relativi ai lavori di manutenzione stradale in corso in città, presentati come il frutto di un impegno assunto dalla nuova maggioranza.
Il programma “Strada facendo”
“Quei cantieri hanno un nome e una storia: si tratta del programma di manutenzione straordinaria della viabilità comunale ‘Strada facendo’, presentato pubblicamente dall’Amministrazione Falcomatà”, spiega Romeo. “E per chi volesse, è possibile ricostruire atto per atto. Gli interventi vengono inseriti nel programma triennale dei lavori pubblici 2023/2025, approvato con delibera di Giunta n. 120 del 5 giugno 2023, per un importo iniziale di 12 milioni e 380 mila euro. Nel luglio successivo la terza commissione consiliare, competente su viabilità e infrastrutture, presieduta dall’Ing. Giuseppe Sera, presenta un emendamento che chiede di suddividere il programma per ogni asse stradale, rendendolo più trasparente e verificabile. La rimodulazione entra poi nel programma triennale 2024/2026, approvato con delibera n. 29 del 26 febbraio 2024. Infine, con la delibera di Giunta n. 141 del 5 agosto 2024, viene approvato il progetto di accordo quadro per un importo complessivo di 12 milioni e 80 mila euro, finanziato con la devoluzione di 48 posizioni di mutuo della Cassa Depositi e Prestiti, ovvero senza contrarre nuovi debiti ma recuperando capitale che era stato già concesso in gestioni ancora precedenti e non utilizzato. Dunque, tutto precedente all’insediamento di chi oggi si intesta il risultato e tutto redatto interamente da personale tecnico interno all’Amministrazione, senza un euro di incarichi esterni. Dietro ogni metro di asfalto che oggi finisce in fotografia c’è il lavoro degli uffici che non hanno un profilo social su cui rivendicarlo”.
“Risorse dormienti trasformate in opere utili”
“Chi conosce i bilanci comunali sa che non è un’operazione banale”, prosegue il Consigliere. “Significa aver messo ordine nei conti, censito mutuo per mutuo ciò che era rimasto inutilizzato e trasformato risorse dormienti in opere utili. Un’attenzione che ha sempre caratterizzato l’amministrazione Falcomatà che, in questo caso, ha chiesto e ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti il diverso utilizzo di quel capitale, concentrandolo in un unico grande programma di manutenzione stradale. Un’attenzione che porta a costruire mattone dopo mattone e che richiede indubbiamente tempo e lavoro costante, non si definisce ed esaurisce con annunci social!”.
I tre lotti e i ventuno assi stradali
Il Consigliere ricorda poi la portata del programma.
“Non parliamo di una strada o di un quartiere: l’accordo quadro è diviso in tre lotti che coprono l’intera città, per ventuno assi stradali. Zona nord, 3 milioni e 50 mila euro: Nasiti, via dei Garibaldini a Catona, località Prioli a Gallico, Catona-Rosalì-Diminniti, Sambatello e San Giovanni di Sambatello. Zona centro, 4 milioni e 830 mila euro: San Sperato-San Salvatore, contrada Sala-Mosorrofa, via San Giuseppe-Botteghelle, Fondo Versace, Policlinico-Eremo Botte, via Santa Lucia-via Dalmazia, Condera-Terreti, Armo-Santa Venere e Vico Ferruccio. Zona sud, 4 milioni e 200 mila euro: Lume-San Filippo, Croce Valanidi-Trunca, Pavigliana-Vinco-Spirito Santo, San Leo, Saracinello-Ravagnese e Mortara. Un intervento senza precedenti sulla viabilità cittadina, scritto nero su bianco negli atti del Comune. Chi vuole, li legga: costa meno che costruire una narrazione diversa”.
Romeo spiega il funzionamento dell’accordo quadro
“A chi si stupisce della rapidità con cui i cantieri si aprono, spiego perché”, prosegue Romeo. “Lo strumento scelto è l’accordo quadro: il Comune, dopo una gara pubblica, individua in anticipo l’impresa e le condizioni economiche per una serie di interventi omogenei, e poi attiva le singole strade con contratti attuativi, senza dover bandire una nuova gara ogni volta. È una cassetta degli attrezzi che si costruisce una volta e si usa per anni. Ma costruirla richiede individuare le strade, trovare le risorse, progettare, bandire gare milionarie e attenderne l’esito, con tutti i tempi che la legge impone. Quell’iter è stato avviato e portato a termine prima, e si è concluso alla vigilia delle elezioni. Se oggi basta poco per far partire una ruspa, è perché qualcuno, prima, ha fatto il lavoro lento: quello che non si vede, non si fotografa e non porta voti”.
Lo stato di avanzamento dei lavori
Romeo ricostruisce poi lo stato di avanzamento:
“Nella zona nord sono stati eseguiti gli interventi su via dei Garibaldini a Catona e in località Prioli a Gallico; è in corso il completamento dell’asse Catona-Rosalì-Diminniti, compresa la nazionale di Catona, mentre restano da fare Gallico-Sambatello, San Giovanni di Sambatello e Nasiti. Nella zona centro è stata eseguita Condera-Terreti, da completare il tratto da Pietrastorta fino a Condera; da completare anche Cataforio-San Salvatore e contrada Sala-Mosorrofa, entrambe fino a San Sperato, così come via Santa Lucia. Nella zona sud va completato l’intervento a Pellaro, restano Lume-San Filippo, San Gregorio-Croce Valanidi e Pavigliana-Vinco, dove è iniziata solamente la messa in sicurezza. Chiarisco un punto che spiega molte cose: ogni impresa ha potuto lavorare su una parte del proprio lotto, non su tutte le strade contemporaneamente. Ecco perché i cantieri procedono per tratti e non tutti insieme, non perché qualcuno li abbia scoperti ora”.
“Cosa è accaduto in quei mesi?”
“Dunque, ora, la domanda da porre è diversa”, incalza il Consigliere. “Molti di questi lavori erano partiti prima di maggio. Poi si sono fermati per quattro mesi di silenzio, in cui evidentemente è stato considerato altro. Sono ripresi soltanto a fine settembre, e a quel punto sono arrivatio anche gli annunci. Cosa è accaduto in quei mesi? Chi ha lasciato fermi i cantieri di un’opera già finanziata? Perché se il merito è di chi apre un cantiere, allora bisogna avere il coraggio di rispondere anche di chi lo tiene fermo. Voglio essere chiaro su un punto. Io ero in quella Giunta e lo dico senza alcun imbarazzo: non rivendico nulla per me, ma non accetto che si cancelli il lavoro di tutti. È il lavoro di colleghi e amministratori che hanno programmato questi interventi negli anni, tra cui gli Assessori ai Lavori pubblici Franco Costantino e Paolo Brunetti e il delegato alla Manutenzione Franco Barreca, insieme ai dirigenti e ai tecnici che hanno costruito l’intero impianto progettuale. Ricordarlo non toglie nulla a nessuno. Serve solo a evitare che si racconti alla città che tutto è cominciato solo ieri mattina”.
“Una città non ricomincia da zero”
“E qui sta il punto che mi sta più a cuore”, prosegue il Consigliere. “Una città non ricomincia da zero ogni volta che cambia una maggioranza. Un’amministrazione eredita progetti da chi l’ha preceduta e ne lascia ad altri: è la normalità del governo di una comunità, non una debolezza da nascondere. Le opere pubbliche hanno tempi che non coincidono con quelli dei mandati elettorali: una strada, un asilo, una scuola attraversano spesso due amministrazioni prima di essere completati. Chi pretende di azzerare la memoria di quanto è stato fatto prima manda un messaggio pericoloso: che nulla di ciò che si semina verrà mai riconosciuto. E chi oggi cancella il lavoro di chi lo ha preceduto sta già preparando la propria cancellazione domani. Io preferisco un’altra idea di politica: rivendicare con orgoglio il proprio operato, riconoscere quello degli altri e farsi giudicare, tutti, sui risultati”.
“Le risorse ci sono, sono state reperite e vincolate. I progetti sono pronti e le imprese individuate – conclude Romeo. Quello che manca non è il merito da distribuire: è la continuità nell’esecuzione e una programmazione che guardi anche alle strade non ancora comprese in questo piano. Su questo, come opposizione, saremo i primi a collaborare e gli ultimi a tacere. Perché le periferie di questa città hanno aspettato troppo per accontentarsi ora di un comunicato: hanno bisogno di asfalto, di tempi certi e di verità”.
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