Federalismo fiscale, Conia: ‘Se si spegne il Sud, si spegne l’unità’
Il sindaco di Cinquefrondi rilancia la battaglia al fianco di Fico e Decaro e chiama i sindaci del Mezzogiorno al fronte comune: "Le azioni di Campania e Puglia non restino isolate"
14 Ottobre 2026 - 09:18 | Comunicato stampa

Esprimo il mio pieno e convinto sostegno alle decisioni assunte dalla Regione Campania, con il presidente Roberto Fico, e dalla Regione Puglia, con il presidente Antonio Decaro, di proporre ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale contro le norme statali attuative del nuovo federalismo fiscale. Questa scelta non rappresenta una semplice opposizione politica, ma un atto di difesa imprescindibile dei principi costituzionali di uguaglianza, coesione sociale e tutela dei servizi essenziali.
Come Sindaco di Cinquefrondi rivendico con orgoglio che la nostra comunità è stata, già nel dicembre 2018, il primo Comune in assoluto in Italia ad approvare un atto formale e a promuovere un ricorso contro i meccanismi iniqui del federalismo fiscale. Una battaglia storica che ci vide pionieri e che fu persino parzialmente accolta in sede straordinaria dal Presidente della Repubblica. Allora denunciammo per primi quello che oggi è finalmente sotto gli occhi di tutti: la trasformazione dei “fabbisogni standard” e della perequazione in un perverso meccanismo che, anziché colmare i divari territoriali, li cristallizza ed accentua, privando i Comuni e le Regioni del Mezzogiorno delle risorse minime indispensabili per garantire i servizi primari ai propri cittadini.
Il nodo giuridico e l’articolo 119 della Costituzione
Il nodo giuridico e tecnico al centro dei ricorsi odierni è di una gravità inaudita. Sostituire i trasferimenti statali diretti con meccanismi basati sulla compartecipazione a gettiti tributari locali come l’Irpef, in contesti territoriali caratterizzati da una base imponibile storicamente e strutturalmente più debole, significa condannare il Mezzogiorno a un progressivo ed irreversibile strangolamento finanziario. Questo assetto viola palesemente l’articolo 119 della Costituzione, che impone allo Stato di istituire un fondo perequativo senza vincoli di destinazione per i territori con minore capacità fiscale per abitante, assicurando il finanziamento integrale dei Livelli Essenziali delle Prestazioni prima di qualsiasi rimodulazione o taglio delle risorse.
Non possiamo accettare che la garanzia della salute, della mobilità pubblica, dell’istruzione e dei servizi sociali sia subordinata al censo o alla residenza geografica dei cittadini. I Sindaci rappresentano la prima trincea della Repubblica e l’avamposto della democrazia quotidiana, quotidianamente chiamati a gestire i bisogni delle nostre comunità con trasferimenti sempre più ridotti.
Per queste ragioni, l’azione legale intrapresa da Campania e Puglia non deve rimanere un’iniziativa isolata, ma deve trasformarsi nella battaglia collettiva di tutta la rete delle autonomie locali del Mezzogiorno.
L’appello ai sindaci del Mezzogiorno
Rivolgo un appello accorato e stringente a tutte le colleghe e a tutti i colleghi Sindaci della Calabria, della Sicilia, della Puglia, della Basilicata, della Campania, dell’Abruzzo e del Molise: facciamo fronte comune. Sosteniamo con delibere di Giunta, ordini del giorno nei Consigli Comunali e atti formali di adesione questa battaglia di legalità e dignità costituzionale. Uniamo le nostre voci per pretendere il rispetto dell’articolo 119 della Costituzione e per difendere i diritti del Mezzogiorno. Se si spegne il Sud, si spegne l’unità e la tenuta democratica dell’Italia intera.
Michele Conia
Sindaco di Cinquefrondi
Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie
