Emergenza dializzati, protesta all’ASP di Reggio. Puntillo: ‘Basta dialisi di notte, risposte subito’ – FOTO
"L'Asp si metta una mano sulla coscienza e accrediti Pellaro, per permettere a chi oggi fa la dialisi, di notte, di tornare a curarsi lì" l'appello di un paziente
06 Novembre 2026 - 11:25 | di Eva Curatola

La pazienza dei dializzati reggini è arrivata al limite. Dopo settimane di disagi, trattamenti notturni e richieste di chiarimento rimaste senza risposta, i pazienti scendono in strada per chiedere all’Asp di Reggio Calabria di intervenire concretamente. Questa mattina, venerdì 6 novembre, dalle 10.30 alle 12, Fintred Calabria ha organizzato un sit-in pacifico davanti alla sede della Direzione generale dell’Azienda sanitaria, in via Diana.
Al centro della mobilitazione c’è una domanda precisa: quando saranno attivati i 10 posti rene aggiuntivi autorizzati dalla Regione Calabria lo scorso 19 ottobre?
Una decisione che avrebbe dovuto rappresentare il primo passo verso il superamento dell’emergenza, ma che, secondo quanto denunciato dall’associazione, non ha ancora prodotto i risultati attesi dai pazienti.
Ai microfoni di CityNow parlano il coordinatore regionale di Fintred Calabria, Francesco Puntillo ed anche uno dei pazienti scesi in piazza, oggi, per manifestare il loro dissenso.
Due testimonianze che raccontano la stessa emergenza da prospettive differenti: da una parte la battaglia per ottenere risposte istituzionali, dall’altra la quotidianità di chi deve sottoporsi a una terapia salvavita senza sapere quando potrà tornare a farlo in condizioni sostenibili.
La storia di Adolfo: “A Reggio non trovavo posto, per la dialisi dovevo andare a Messina”

Adolfo è dializzato dal 2021. Prima viveva in Emilia-Romagna, tra Bologna e Imola, dove racconta di aver sempre ricevuto regolarmente le cure necessarie. Le difficoltà sono iniziate quando, nel 2022, è tornato in Calabria per assistere la madre che non stava bene.
“Ho chiamato l’ospedale per sapere se prendevano persone che venivano da fuori. Ho chiamato Scilla, ho chiamato Melito, ma non trovavo un posto per fare la dialisi”.
Una situazione che lo ha costretto a cercare una soluzione oltre lo Stretto.
“Ho chiamato un caro amico a Messina e sono andato a fare la dialisi”.
Poi l’apertura del centro San Giorgio di Pellaro ha cambiato le carte in tavola:
“Quello di Pellaro è un centro nuovo, bello, funzionante, che, però, non è mai stato accreditato. Alla fine si sono trovati costretti a sospendere il servizio”.
Dal centro San Giorgio al GOM: trenta pazienti costretti alla dialisi notturna

La sospensione delle attività al centro San Giorgio ha aggravato una situazione già complessa.
A ricostruire i numeri è Francesco Puntillo, che chiarisce anche la destinazione dei pazienti precedentemente assistiti a Pellaro.
“I dializzati che prima si trovavano al centro San Giorgio erano 36. Di questi, due hanno accettato volontariamente di andare a Melito e a Scilla per questioni di residenza. Gli altri 34 sono stati dirottati al GOM: quattro nelle dialisi giornaliere e trenta nelle dialisi notturne”.
Per questi ultimi, la terapia si conclude intorno all’una di notte. Un’organizzazione che ha consentito al Grande Ospedale Metropolitano di garantire la continuità assistenziale, ma che comporta notevoli difficoltà per i pazienti.
“Ci siamo trovati in mezzo alla strada e non sapevamo cosa fare – ha raccontato il paziente a CityNow. Dovevamo andare al pronto soccorso del GOM. L’ospedale ci ha preso in seria considerazione e ci ha permesso di fare la dialisi di notte. Però fare la dialisi di notte non è bello. Ci sono persone anziane, malati cronici con diverse patologie. Anch’io purtroppo ho altre patologie”.
Una condizione che, con l’arrivo della stagione fredda, rischia di diventare ancora più difficile da sostenere.
Puntillo: “La Regione ha chiarito tutto, adesso tocca all’Asp”

Il punto centrale della protesta riguarda la delibera regionale numero 683 del 19 ottobre 2026, con la quale la Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto ha autorizzato l’incremento straordinario e temporaneo di 10 posti rene nell’area metropolitana di Reggio Calabria, da assegnare all’Asp.
Per Fintred, dopo questa decisione non ci sono più ragioni per continuare a rinviare una soluzione all’emergenza.
“Sono dieci anni che ci dimeniamo tra Regione e Asp, Asp e Regione. Adesso la Regione ha chiarito in maniera inequivocabile come ci si deve muovere”.
Puntillo distingue quindi la necessità di intervenire subito dalla successiva riorganizzazione complessiva della rete.
“La Regione ha detto che dobbiamo risolvere nell’immediato, subito, urgentemente la fase emergenziale. E la fase emergenziale si risolve riconoscendo che a Reggio mancano dieci posti rene. L’Asp deve trarre le conclusioni da questa carenza e porre in essere le opportune conseguenze”.
Una richiesta accompagnata da un’indicazione precisa sui tempi.
“Non stiamo parlando né di mesi né di settimane, stiamo parlando di giorni. Ora bisogna finirla con questa storia che i malati devono finire la dialisi all’una di notte”.
La richiesta di un incontro all’Asp: “Vogliamo sapere tempi e modalità”

La mobilitazione davanti alla Direzione generale nasce anche dal mancato riscontro, denunciato da Fintred, alla richiesta urgente di incontro inviata il 27 ottobre alla direttrice generale dell’Asp, Maddalena Berardi. L’associazione vuole conoscere quali iniziative siano state avviate per rendere operativi i nuovi posti e, soprattutto, quali siano le tempistiche previste.
“Abbiamo fatto una richiesta urgente di incontro con l’Asp. L’Asp non ci ha assolutamente risposto nonostante la delibera della Regione. Noi vogliamo sapere se l’Asp sta lavorando, come sta lavorando, in quali termini e con quale modalità. Perché non è una questione di braccio di ferro tra Fintred e Asp, è una questione di chiarezza”.
Il coordinatore regionale ribadisce anche il carattere pacifico della manifestazione.
“Questo è un sit-in per chiedere all’Asp di riceverci al più presto possibile, perché le scelte vanno condivise e concordate secondo i bisogni dei malati”.
Il centro San Giorgio di Pellaro può essere una soluzione?

Tra le ipotesi sul tavolo torna quella del centro dialisi San Giorgio di Pellaro, struttura che fino alla sospensione delle attività garantiva il trattamento ai 36 pazienti coinvolti nella vicenda.
“L’Asp si metta una mano sulla coscienza e sul cuore e accrediti Pellaro – è la supplica di un paziente, così da permettere a quelle persone che oggi fanno la dialisi di notte di tornare a curarsi lì”.
Sulla stessa ipotesi interviene Puntillo:
“L’Asp ha una soluzione chiavi in mano dietro l’angolo, perché non adottarla? Oppure l’Asp ci dice che nell’arco di due o tre notti riesce a realizzare un centro dialisi per dieci posti rene in via Willermin. Per me andrebbe bene”.
L’obiettivo di Fintred non è dunque imporre una specifica soluzione organizzativa, ma ottenere che i pazienti possano tornare quanto prima a effettuare la dialisi in orari compatibili con le loro condizioni di salute.
Non solo i 10 posti rene: Fintred chiede una soluzione strutturale
Superata l’emergenza, secondo Puntillo sarà necessario affrontare anche il problema più ampio del fabbisogno di postazioni dialitiche a Reggio Calabria.
Fintred sostiene da anni che la città necessiti complessivamente di 29 posti rene aggiuntivi, una valutazione che dovrà essere esaminata nell’ambito della revisione della rete nefrodialitica regionale.
“Per la risoluzione strutturale del problema ci riuniremo nuovamente come rete nefrodialitica e, se c’è da aumentare ulteriormente questo fabbisogno di dieci posti rene e arrivare ai famosi ventinove posti di cui Fintred parla da dieci anni, aggiungendone altri diciannove, c’è sempre tempo. Ma ora bisogna risolvere il problema emergenziale”.
La distinzione è importante: i dieci posti autorizzati dalla Regione costituiscono una risposta temporanea, mentre un eventuale ulteriore incremento dovrà passare attraverso la valutazione del fabbisogno e la ridefinizione della rete.
“Non possiamo immaginare di arrivare al 31 dicembre in queste condizioni”
Il messaggio finale di Francesco Puntillo è rivolto ancora una volta ai vertici dell’Azienda sanitaria:
“L’importante è che i malati, i miei malati, perché ormai siamo diventati una famiglia, non debbano più soffrire facendo dialisi all’una di notte”.
Poi una considerazione sulle prospettive immediate:
“Con il cattivo tempo sarà ancora più impegnativo. Noi non riusciamo neanche a immaginare di poter continuare fino al 31 dicembre. È una cosa fuori da ogni logica”.
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