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Un libro con un buco al centro? Non è un errore, ma l’idea geniale di un grafico reggino: ecco ‘Sense’

Un foro quadrato attraversa le pagine di SENSE, il nuovo catalogo del Museo d'Arte del Bosco della Sila. Un progetto che trasforma il vuoto in una porta verso l'arte


Un libro da leggere, osservare, sfogliare. Ma soprattutto da attraversare. È questa l’idea alla base di “SENSE – Catalogo MABOS 2023–2025”, il nuovo progetto editoriale del Museo d’Arte del Bosco della Sila, che raccoglie tre anni di ricerca, sperimentazione e incontri tra linguaggi artistici diversi.

Non il tradizionale catalogo che si limita a documentare opere ed eventi, ma un oggetto capace di restituire l’identità di un museo che ha fatto del dialogo tra arte, natura e letteratura la propria cifra distintiva.

Pubblicato da Libritalia Edizioni, il volume è stato presentato nei giorni scorsi a Napoli, nell’ambito del Campania Libri Festival, e si prepara ad approdare nuovamente in Calabria, con un appuntamento fissato per il 23 ottobre a Vibo Valentia.

Un foro quadrato per attraversare l’arte: il significato di SENSE

Sense Mabos catalogo

C’è un elemento che, più di ogni altro, rende immediatamente riconoscibile il catalogo: un foro quadrato al centro delle pagine. Un vuoto soltanto apparente, che diventa invece il cuore dell’intero progetto grafico e concettuale.

A raccontarne il significato è Elisabetta Longo, direttrice del MABOS e co-autrice del volume, che individua proprio in questa scelta una delle intuizioni più riuscite del lavoro.

“Nel catalogo emerge subito un concetto fondamentale, quello dell’attraversamento. La sua peculiarità, ciò che secondo me lo rende davvero vincente, è questo vuoto al centro, questo foro quadrato, questa casella che apre a una miriade di interpretazioni”.

Le immagini si incontrano e si lasciano intravedere attraverso le pagine. Il lettore scopre dettagli, sovrapposizioni e nuove prospettive. Il libro non impone un percorso unico, ma invita a costruirne uno personale.

“Quel vuoto non è realmente un vuoto, ma una possibilità di attraversamento del catalogo. Racconta idealmente il modo in cui possiamo entrare nel progetto, attraverso le pagine di letteratura ma anche attraverso l’esperienza”.

Per Longo, infatti, l’arte del MABOS non può essere racchiusa interamente in un libro.

“Il catalogo non racconta in maniera pedissequa o didascalica quello che facciamo, ma invita a vivere quei progetti. Sono esperienze che non si esauriscono nella carta scritta. Il libro vuole essere una chiave, una porta che si apre sulla possibilità di conoscere e vivere direttamente ciò che racconta”.

Una visione che trova piena corrispondenza nelle parole della stessa direttrice:

“Un catalogo d’arte non deve soltanto documentare, ma rappresenta anche uno spazio di incontro tra l’artista e il pubblico, l’immagine e la parola, ciò che vediamo e ciò che ancora non sappiamo leggere”.

Dalle “Stanze di Vita Immaginaria” alle copertine di The Calabreser

All’interno di SENSE prendono forma alcuni dei progetti che hanno segnato il percorso recente del museo immerso nella Sila catanzarese. Tra questi spicca “Stanze di Vita Immaginaria”, l’originale format di residenze artistiche che ha accolto protagonisti del panorama contemporaneo, affidando la curatela a poeti e importanti figure della letteratura italiana.

Un progetto che mette in relazione arti visive, scrittura, pensiero e paesaggio, trasformando il bosco in uno spazio di confronto e produzione culturale.

Il catalogo ospita opere di artisti come Paolo Grassino, Mario Cresci e Massimo Mastrorillo, accompagnate dai contributi critici e letterari di Davide Brullo, Andrea Cortellessa e Alberto Dambruoso. A completare il racconto visivo sono le fotografie di Isabella Marino, Valentina Procopio e Domenico Panzera.

sense mabos

Un ruolo particolare è riservato alle illustrazioni di Giuseppe Talarico, artista e direttore artistico di The Calabreser, che dal 2024 ha collaborato con il MABOS alla costruzione dell’identità visiva delle residenze.

“Mi piaceva l’idea che anche la comunicazione delle residenze avesse un taglio autoriale, una propria autonomia nella narrazione visiva”, spiega Longo.

“Le illustrazioni che Giuseppe ha realizzato per il MABOS sono confluite nel catalogo. Sono bellissime tavolozze che, insieme ai contenuti letterari, contribuiscono a rendere questo prodotto ancora più interessante, bello da leggere e anche bello da possedere”.

Le copertine diventano così parte integrante della memoria artistica del museo. Non semplici strumenti di comunicazione, ma opere capaci di raccontare, con un linguaggio originale, le suggestioni nate dall’incontro tra artisti e territorio.

Il catalogo come laboratorio: protagonisti i giovani dell’Accademia di Belle Arti

Dietro la veste grafica di SENSE c’è un’altra storia che Elisabetta Longo considera particolarmente significativa: quella della collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

Il progetto è stato curato da Paolo Giosuè Genoese, docente e coordinatore del lavoro grafico, insieme agli studenti del biennio di Graphic Design.

Una scelta che ha trasformato la realizzazione del catalogo in un’esperienza concreta di formazione e sperimentazione.

“Mi entusiasmava l’idea che anche il lavoro su questo libro fosse una sorta di grande laboratorio aperto, dove potessero entrare ricerca, sperimentazione e potenzialmente anche errore. Tutte caratteristiche che rispecchiano pienamente lo spirito del MABOS”, racconta Longo.

Un coinvolgimento che assume per la direttrice anche un significato personale.

“Sono arrivata al MABOS giovanissima e ho avuto il privilegio di dirigerlo per tre anni, con tutto quello che comporta: la voglia di fare, l’utopia, il sogno, le competenze che per la prima volta vengono messe in campo e inevitabilmente anche qualche piccolo errore, che poi diventa parte della crescita”.

Da qui la soddisfazione di aver affidato un progetto editoriale così importante a nuove generazioni di professionisti.

“Mi ha reso particolarmente orgogliosa sapere che questo prodotto potesse passare proprio dalle mani di giovani studenti, naturalmente guidati dall’abilità di Paolo”.

Anche per Genoese il lavoro ha rappresentato qualcosa di diverso da un normale esercizio di progettazione editoriale.

“SENSE non è un catalogo che racconta il MABOS, ma un libro che prova a comportarsi come il MABOS: un organismo aperto, attraversabile, in dialogo costante con il paesaggio”.

Il docente sottolinea inoltre il valore di un percorso che ha trasformato il territorio in un laboratorio en plein air, mettendo in relazione studenti, docenti e istituzione culturale attraverso sperimentazione, revisione critica e confronto con una committenza reale.

sense mabos ()

Un progetto che unisce cultura, formazione e territorio

C’è un altro aspetto che emerge dal racconto di Longo: la volontà di costruire collaborazioni capaci di generare nuove opportunità per il territorio.

Il rapporto tra il MABOS, istituzione culturale privata, e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro rappresenta un esempio di come realtà differenti possano lavorare insieme, mettendo in comune competenze e visioni.

“Credo che questi rapporti dovrebbero esserci sempre, proprio per il contributo che possono offrire allo sviluppo territoriale”, sottolinea la direttrice.

Alla realizzazione del catalogo hanno contribuito anche Mario Talarico, imprenditore che sostiene il MABOS, ed Enrico Buonanno, editore di Libritalia Edizioni.

“C’è stato il grande sostegno economico di Mario Talarico, ma anche la volontà e l’accoglienza di un editore calabrese come Enrico Buonanno. Nel complesso è stata un’esperienza straordinaria, ben riuscita, della quale siamo tutti molto fieri”.

Il risultato è un volume che unisce ricerca artistica, progettazione grafica, fotografia e letteratura, dando forma a un racconto collettivo nel quale anche il processo creativo assume un valore centrale.

Dopo Napoli, SENSE torna in Calabria: appuntamento il 23 ottobre

sense mabos ()

Dopo la presentazione al Campania Libri Festival di Napoli, il viaggio di SENSE proseguirà in Calabria.

Il prossimo appuntamento è in programma venerdì 23 ottobre a Vibo Valentia, nell’ambito della IX edizione del Festival del Sud – Valentia in Festa.

Un’altra occasione per far conoscere il lavoro del MABOS al di fuori dei suoi spazi naturali e avvicinare nuovi pubblici alle esperienze artistiche sviluppate nel bosco della Sila.

Perché è proprio questa, in fondo, l’ambizione del catalogo: portare il museo oltre i suoi confini fisici senza perdere il legame con il luogo da cui tutto ha origine.

Le opere, le parole, le fotografie e le illustrazioni non sostituiscono l’esperienza diretta. Ne diventano piuttosto un invito.

E quel piccolo foro quadrato, pagina dopo pagina, finisce per raccontare l’idea più semplice e al tempo stesso più significativa di SENSE: l’arte non è soltanto qualcosa da guardare, ma uno spazio nel quale entrare.

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