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Reggio, padre dona un rene al figlio di 19 anni. La commovente lettera: ‘Ogni giorno è un miracolo’

Dalla diagnosi di una rara malattia genetica al trapianto di rene a soli 19 anni. La commovente lettera di una mamma al GOM di Reggio Calabria: “Un reparto di eccellenza, fatto di persone competenti e di grande cuore”

gom ospedale

Una storia di paura, speranza, coraggio e profonda gratitudine. Quella di una madre che ha accompagnato il proprio figlio lungo un percorso difficile, iniziato quando aveva appena cinque anni e culminato, nell’ottobre del 2023, con un trapianto di rene donato dal padre.

A raccontarla è Francesca Laura Giordano, una mamma reggina che ha deciso di scrivere una lettera aperta per ringraziare pubblicamente i medici e gli infermieri del reparto e dell’ambulatorio di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

Una testimonianza che arriva in un momento in cui la sanità locale è spesso al centro di critiche e polemiche. La donna ha scelto di raccontare ciò che la sua famiglia ha vissuto, mettendo in evidenza la professionalità, l’umanità e la dedizione del personale sanitario.

Dalla prima visita a cinque anni alla diagnosi di una malattia rara

“Gentile Direttore,
vi scrivo come mamma. In questi giorni si parla dei successi del reparto di Nefrologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria e sento il dovere di portare la nostra testimonianza. Era da tanto che volevo ringraziare pubblicamente questo reparto, e colgo l’occasione proprio adesso, visti anche i commenti non sempre positivi che si leggono sulla sanità locale.

Mio figlio è entrato per la prima volta in quel reparto a soli 5 anni, per un controllo dovuto a una probabile semplice infiammazione. Lì abbiamo incontrato il Dott. Marino, che iniziando i controlli sono sicura abbia capito subito che non si trattava di questo, ma ovviamente bisognava avere dei dati. Vista la sua piccola età, consultandoci, abbiamo continuato con controlli periodici e tantissimi esami che ci avvicinavano alla diagnosi, rimandando per un po’ la biopsia.

Dopo 5 anni mio figlio è stato sottoposto a biopsia. La diagnosi è stata quella che il Dott. Marino aveva inserito tra i primi sospetti: Sindrome di Alport, una malattia genetica rara, poco conosciuta e di cui si parla pochissimo o niente.

Da lì tutto è cambiato. Accettarlo era impossibile, soprattutto per me. Sono iniziati i controlli mirati, coscienti che, non essendoci una terapia risolutiva, mio figlio sarebbe arrivato al trapianto; pur non sapendo quando, sapevamo che questa malattia purtroppo progredisce in età giovanile. Così gli anni passavano, con la paura di giungere a quel momento”.

Il gesto d’amore del padre: dona un rene al figlio di 19 anni

Il momento tanto temuto arriva nel maggio del 2023, quando le condizioni cliniche del ragazzo cambiano. È allora che il padre, senza esitazioni, decide di offrirsi come donatore.

“Nel maggio 2023 i parametri clinici sono cambiati e bisognava iniziare a pensare di agire. Mio marito, venuto a conoscenza della possibilità di effettuare il trapianto da vivente, si è offerto immediatamente come donatore.

A questo punto speravamo in un trapianto Preemptive (prima dell’inizio della dialisi) e così è stato: sono state avviate tutte le pratiche e, ottenuta la conferma di compatibilità, il 23 ottobre 2023 mio figlio, a 19 anni, ha ricevuto il rene da suo padre”.

Un gesto d’amore che ha cambiato la vita del giovane Agostino e della sua famiglia, permettendogli di ricevere il nuovo organo prima di dover iniziare la dialisi.

Il ringraziamento ai medici e agli infermieri del GOM

Nella lettera, la donna dedica ampio spazio alle persone che hanno accompagnato la famiglia durante gli anni della malattia e nel delicato percorso del trapianto. Non soltanto competenza medica, ma anche vicinanza umana, attenzione e capacità di trasmettere fiducia.

“Noi ci siamo sempre fidati dei medici di questo reparto e ci teniamo tantissimo a ringraziare il Dott. Marino e la Dott.ssa Martorano, che ci hanno seguito per tanti anni con dedizione, e anche il Dott. Finocchiaro, che eseguiva le ecografie.

Un ringraziamento speciale e infinita stima va al Dott. Francesco Cambareri che con la sua gentilezza, i suoi modi e la sua simpatia ci ha infuso una fiducia immensa nel momento più difficile. Mio figlio era tranquillissimo con lui.

Ci tengo a ringraziare profondamente anche il personale infermieristico, e un’infermiera in particolare: Margherita Galletta, donna meravigliosa che, immedesimandosi come mamma, mi ha sempre supportata e aiutata, manifestando tanto affetto nei confronti di Agostino.

Desidero ringraziare inoltre il Dott. Sgrò, che si è occupato dell’espianto dell’organo con tecnica robotica e ha seguito la degenza di mio marito presso il suo reparto di urologia, e ringrazio anche il Dott. Costarella, che ha effettuato l’impianto”.

“Oggi mio figlio è forte e sorridente. Ogni giorno è un miracolo”

La parte conclusiva della lettera è quella più intensa. A tre anni dal trapianto, Francesca Laura guarda al presente e al futuro del figlio con una serenità conquistata dopo un lungo periodo di preoccupazioni, controlli e sacrifici.

“Oggi, a tre anni dal trapianto, mio figlio è un ragazzo forte, sorridente e pieno di futuro. È stato davvero coraggioso, perché solo chi ci passa può comprendere quanto siano duri i mesi preparatori e quelli successivi all’intervento. Ogni suo giorno è il nostro miracolo quotidiano.

Si parla spesso di sanità solo per evidenziarne i problemi. Noi vogliamo testimoniare che al GOM di Reggio Calabria c’è un reparto di eccellenza, fatto di persone competenti e di grande cuore.

Grazie di cuore a tutto il reparto e ambulatorio di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale del GOM di Reggio Calabria”.

Una lettera che non vuole cancellare i problemi della sanità reggina, ma raccontare anche ciò che funziona. E soprattutto dare un volto e una voce a chi, ogni giorno, si prende cura dei pazienti e delle loro famiglie.

Francesca Laura Giordano firma così la sua testimonianza, datata 26 ottobre 2026. Il racconto di una mamma che, dopo aver vissuto anni di paura, oggi può guardare suo figlio sorridere e pensare al futuro.

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