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Episodi di violenza giovanile a Reggio, il Garante dell’Infanzia: ‘I ragazzi sono lo specchio di ciò che vedono a casa’

'Non servono solo telecamere, serve il ritorno della responsabilità genitoriale', le parole di Festicini

lornzo festicini garante infanzia

“I recenti e dolorosi episodi di violenza che hanno visto protagonisti alcuni giovani della nostra Città Metropolitana, da Reggio città fino alla provincia, non possono e non devono essere liquidati semplicemente come problemi di ordine pubblico o di ordinaria devianza minorile. Liquidare la questione così significherebbe non voler vedere il problema alla radice.”

A dichiararlo è il Cav. Dott. Lorenzo Festicini Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che interviene con una riflessione sul disagio giovanile emerso nelle ultime settimane sul territorio.

“I minori non nascono violenti”

“Puntare il dito esclusivamente contro i nostri ragazzi è l’errore più facile e, al tempo stesso, più ipocrita che la società degli adulti possa commettere. I minori non nascono violenti; lo diventano quando si trovano immersi in un vuoto di valori, di ascolto e di regole. Un ragazzo che aggredisce un coetaneo sul Lungomare, o che partecipa a un pestaggio da dare in pasto ai social network, ci sta dicendo che alle sue spalle c’è un’agenzia educativa che ha smesso di funzionare: la famiglia.”

La famiglia come prima scuola di legalità

“La prima, vera e insostituibile scuola di legalità, di rispetto del prossimo e di gestione della frustrazione è la casa. Le istituzioni, la scuola e le forze dell’ordine intervengono necessariamente quando il danno è già compiuto, ma non possono sostituirsi al ruolo primario di padri e madri. Se un figlio adolescente circola per le vie cittadine muovendosi con logiche da ‘branco’, la prima domanda dobbiamo porla all’interno delle mura domestiche. Dov’era l’ascolto? Dove sono stati i limiti?”

L’appello del Garante alle famiglie

Il Garante Festicini conclude con un appello formale che chiama a raccolta la comunità: “Come Garante dell’Infanzia, il mio dovere è tutelare i minori, compresi quelli che sbagliano, perché un minore che delinque è prima di tutto un minore che abbiamo smesso di educare. Non chiediamo solo più controlli o misure repressive; chiediamo un sussulto di responsabilità da parte delle famiglie. Ricostruire il patto educativo tra genitori e territorio è l’unica vera strada per restituire ai nostri ragazzi il futuro che meritano e alla nostra comunità la sicurezza che esige.”

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