Ok alla progettazione esecutiva del Ponte sullo Stretto: ‘Svolta storica o rischio?’
Il via libera alla progettazione esecutiva del Ponte divide la politica e i sindacati tra favorevoli e contrari
08 Agosto 2026 - 10:40 | di Redazione

Il via libera alla progettazione esecutiva del Ponte sullo Stretto ha scatenato un vivace dibattito tra forze politiche e organizzazioni sindacali. Il parere favorevole emesso dall’assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria segna un passaggio formale decisivo nel percorso amministrativo.
Le reazioni evidenziano visioni contrastanti, divise tra chi parla di una svolta storica per lo sviluppo e l’occupazione e chi solleva perplessità di natura economica, ambientale e infrastrutturale.
Santoro (FI): “Opporsi all’opera significa rinunciare al futuro del territorio“
Per il capogruppo consiliare di Forza Italia nel Comune di Villa San Giovanni, Marco Santoro, l’opera rappresenta un’opportunità irrinunciabile per la crescita economica e occupazionale:
“Manifestare contro il Ponte sullo Stretto di Messina è una follia, risultato di una profonda non conoscenza o, peggio, di una cecità di natura politica che rende incapaci di comprendere il valore dell’Opera per il nostro territorio e per la nostra Città in termini di crescita occupazionale e rilancio dell’economia. Non è vuota propaganda. A dimostrarlo sono i numeri dei grandi cantieri stradali e ferroviari già attivi in Calabria, recentemente pubblicati dal Contraente Generale Webuild, che dovrà realizzare anche il Ponte.”
Il rappresentante di Forza Italia richiama inoltre la necessità di un dialogo costruttivo e non ideologico:
“Il confronto con il mondo ambientalista è non soltanto legittimo, ma necessario. Le grandi opere devono essere realizzate nel pieno rispetto dell’ambiente e il dialogo può contribuire a migliorarne la qualità progettuale. L’esperienza del Ponte di Øresund, tra Danimarca e Svezia, dimostra come il contributo delle associazioni ambientalista abbia consentito di introdurre importanti soluzioni a tutela dell’ecosistema, migliorando il progetto senza impedirne la realizzazione. Per Villa San Giovanni questa non può essere una stagione da vivere con rassegnazione o attraverso una sterile contrapposizione ideologica. È il momento di prepararci e di decidere quale ruolo vogliamo avere nella trasformazione che ci attende.”
Mattiani: “La risposta che i cittadini si aspettavano dalle Istituzioni”
L’esito del voto dell’organo consultivo viene accolto con favore da Giuseppe Mattiani, consigliere regionale e capogruppo della Lega in Calabria:
“È la risposta che i cittadini si aspettavano dalle Istituzioni che, in silenzio e senza roboanti annunci, proseguono l’iter per la realizzazione di un’opera fondamentale nonostante tutte le resistenze e il disfattismo a cui giornalmente assistiamo. Il placet, giunto dall’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, alla successiva fase della progettazione esecutiva del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria rappresenta un passaggio tecnico estremamente importante.”
Secondo il consigliere regionale, l’intervento infrastrutturale contribuirà al rilancio del Sud Italia:
“Questa è un’opera di fondamentale importanza per la riduzione del gap infrastrutturale tra nord e sud Italia, creerà migliaia di posti di lavoro e farà da volano per la crescita e lo sviluppo della Calabria e della Sicilia. Questo risultato è l’ennesima prova dell’impegno del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e della Lega, in Regione Calabria e al Governo, per dare le risposte che i cittadini si aspettano.”
Trotta: “Calabria sconnessa e dubbi sui conti. Si investa sulle priorità”
Di segno opposto è la posizione espresso da Gianfranco Trotta, Segretario Generale della CGIL Calabria, che ribadisce i dubbi del sindacato circa le priorità del sistema di trasporti del Mezzogiorno:
“In questi giorni di esodo chi si sposta è costretto a file interminabili per giungere nelle mete turistiche del Sud a causa di un’autostrada che va rimodernata e su cui pesa, come sempre, l’aggravante di lavori a macchia di leopardo. E non si tratta solo di un fenomeno estivo, ma di una condizione diventata ormai sistemica e strutturale. A parte annunci roboanti della Calabria non c’è traccia: continuiamo ad essere la Cenerentola d’Italia, ad essere tagliati fuori. Se arrivare in Calabria in auto e in treno non è semplice come per le regioni del nord, mi chiedo allora a cosa possa servire un Ponte che attraverserà il mare per poi condurre gli automobilisti in una terra, la Sicilia, altrettanto provata dal punto di vista delle infrastrutture e dei collegamenti.”
Il dirigente sindacale della CGIL pone l’accento sugli aspetti contabili e sulle risorse finanziarie:
“Di mezzo ci sono miliardi di euro di risorse pubbliche, quindi dei cittadini. Pretendiamo trasparenza e legalità. Al contrario, non emerge una determinazione definitiva del prezzo, mentre una parte significativa dei costi resta stimata, rinviata o non compiutamente contrattualizzata. Non siamo di fronte a una battaglia ideologica né a un rifiuto preconcetto dell’opera. Il punto è un altro: difendere il corretto utilizzo del denaro pubblico. Destinare miliardi al Ponte significa sottrarre risorse alla sanità, all’istruzione e alle infrastrutture essenziali di cui il Sud ha urgente bisogno.”
Minasi: “Risultato straordinario e storico”
La senatrice della Lega, Tilde Minasi, definisce la decisione dell’organo tecnico dello Stato un passaggio determinante nel percorso amministrativo dell’opera:
“Il via libera unanime giunto ieri pomeriggio dall’assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alla fase di progettazione esecutiva è una notizia straordinaria, un risultato di portata storica che riempie d’orgoglio la Calabria, la Sicilia e l’Italia intera. Il parere favorevole del massimo organo tecnico dello Stato rappresenta la certificazione indiscutibile della bontà e della sicurezza ingegneristica del Ponte sullo Stretto di Messina. A tre anni e mezzo dall’insediamento del Governo Meloni, siamo di fronte a una svolta epocale che nessun esecutivo in passato era mai riuscito nemmeno ad avvicinare: questo traguardo eccezionale è il frutto diretto della determinazione, del coraggio e dell’impegno instancabile del Ministro Matteo Salvini e di tutta la Lega.”
La parlamentare sottolinea la linearità delle procedure seguite dalle istituzioni competenti:
“Il verdetto unanime emerso oggi dalle valutazioni dei più autorevoli tecnici del Paese va a completare in modo trionfale un mosaico procedurale perfetto. Si tratta del coronamento di un percorso rigoroso che nei giorni scorsi ha visto prima il Governo approvare la delibera Iropi ai sensi dell’articolo 6.4 Habitat – forte dei successi già ottenuti per le valutazioni ambientali VIA e VIncA – e poi la Commissione Ue confermare la piena conformità dell’opera con la Direttiva Appalti. Le menzogne, le fake news e le cassandre del no sono state spazzate via una volta per tutte dai fatti, dal rigore normativo e dalla scienza ingegneristica.”
Marcianò: “Una giornata storica. Ora avanti senza esitazioni”
Un giudizio favorevole arriva anche da Michele Marcianò, esponente di Noi Moderati, che valuta l’infrastruttura come una risorsa strategica per il bacino del Mediterraneo:
“Il via libera dell’Unione Europea rappresenta una giornata storica per l’Italia e per il Mezzogiorno. È il riconoscimento della valenza strategica di un’infrastruttura che per troppo tempo è stata ostaggio di pregiudizi ideologici, rinvii e polemiche, mentre oggi viene finalmente considerata per ciò che realmente è: un’opera di interesse nazionale ed europeo, capace di rafforzare la competitività del nostro Paese e di proiettarlo in una nuova stagione di sviluppo. Il Ponte non è soltanto un collegamento tra Calabria e Sicilia. È un tassello fondamentale del sistema infrastrutturale europeo, destinato a migliorare la mobilità di persone e merci, ridurre i tempi di percorrenza, favorire l’integrazione logistica del Mediterraneo e rafforzare il ruolo del Sud come piattaforma strategica nei collegamenti tra Europa e area mediterranea.”
L’esponente politico richiama l’attenzione sulle prospettive economiche e d’impresa generate dal progetto:
“Per il Mezzogiorno significa aprire una stagione di opportunità senza precedenti. Le ricadute economiche interesseranno numerosi settori: dall’edilizia all’ingegneria, dalla logistica al turismo, fino alle piccole e medie imprese dell’indotto. Migliaia di posti di lavoro, investimenti pubblici e privati e una prospettiva concreta di crescita potranno contribuire a ridurre il divario infrastrutturale che da decenni penalizza il Sud. Desidero esprimere un sincero apprezzamento al Governo Meloni e, in particolare, al vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che con determinazione e continuità hanno creduto nella realizzazione di quest’opera.”
PRC Calabria: “Aderiamo alla manifestazione contro il Ponte”
Alla manifestazione contro la realizzazione dell’opera aderisce apertamente Rifondazione Comunista, che contesta la gestione politica e contabile del progetto:
“Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione nazionale contro il Ponte sullo Stretto di Messina promossa dall’Assemblea NO PONTE, in programma a Messina sabato 8 agosto a partire dalla 18.30 da Piazza Cairoli. Saremo in piazza al fianco dei comitati, delle associazioni e delle migliaia di cittadine e cittadini che da decenni difendono lo Stretto dall’ennesima operazione di propaganda del Governo. Il Ponte sullo Stretto non è la risposta ai problemi del Mezzogiorno: è una gigantesca operazione politica e finanziaria costruita per alimentare interessi economici, distribuire risorse pubbliche e imporre un modello di sviluppo fondato sulle grandi opere inutili, mentre Calabria e Sicilia continuano a fare i conti con strade provinciali che crollano, linee ferroviarie lente e incomplete, ponti e viadotti che attendono manutenzione, dissesto idrogeologico e servizi pubblici sempre più impoveriti”.
“Per Rifondazione Comunista il Ponte rappresenta una scelta profondamente sbagliata: non è un investimento per il futuro, ma un gigantesco trasferimento di risorse pubbliche verso un’opera simbolo del cemento, della speculazione e della subordinazione dell’interesse collettivo agli interessi di pochi. Per questo saremo in piazza sabato insieme al movimento No Ponte. Per fermare un progetto inutile e
dannoso, chiedere lo scioglimento della Stretto di Messina S.p.A. e rivendicare un’altra idea di sviluppo: fondata sulla giustizia sociale, sulla conversione ecologica, sulla cura dei territori e sul diritto di tutte e tutti a una mobilità sicura, efficiente e accessibile”.
Tania Poguisch – Segretaria Regionale Sicilia Rifondazione Comunista
Mimmo Serrao – Segretario Regionale Calabria Rifondazione Comunista
Stefano Vento – Responsabile Ambiente e Beni Comuni Rifondazione Comunista
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