Reggio, Paolo Zagami non ha dubbi: ‘Cannizzaro un fuoriclasse, farà rinascere la città’
Intervista a 360 gradi all'avvocato reggino: la vita tra Reggio e Roma, le elezioni del 2020 (quando sfiorò lo candidatura a sindaco) e la figlia di nome Regina, per amore della città
04 Giugno 2026 - 17:46 | di Pasquale Romano

Paolo Zagami oggi si tiene lontano dalla politica attiva. Lo dice senza giri di parole. L’avvocato reggino, ancora impegnato come responsabile dell’American Chamber in Calabria, guarda alla città da una posizione esterna. Ma non distante, anzi.
La famiglia, il lavoro tra Roma e l’estero, due figli piccoli. Sono queste le priorità che lo hanno portato fuori dalla scena politica ma sempre con la testa, e il cuore, ben radicati a Reggio Calabria, città nella quale vive, in un palazzo che guarda da pochi centimetri Palazzo San Giorgio.
“Sono ancora responsabile dell’American Chamber della Calabria, ma sono completamente fuori dal mondo della politica. Ho moglie, due figli piccoli e un lavoro da gestire su Roma e all’estero. Ho scelto di dedicare il mio tempo alla famiglia e al lavoro. Ho capito che la politica se fatta per bene – e quindi sul campo – è totalizzante e non lascia spazio per altro”
Una scelta netta, anche se Zagami non chiude del tutto la porta al futuro.
“Nella vita mai dire mai, ma ad oggi non vedo assolutamente un futuro in politica. Ho chiuso. Semmai sono a disposizione, a titolo assolutamente gratuito, per fare qualunque cosa per Reggio, se posso dare una mano”.
Il ritorno al 2020: ‘Ero nella lista ristretta’
L’intervista ai microfoni di CityNow diventa anche l’occasione per tornare alle Comunali del 2020. Allora il nome di Paolo Zagami era circolato nell’area del centrodestra, in una fase convulsa e complessa. Sul tavolo c’erano diversi profili. Tra questi Antonino Minicuci (poi scelto quale candidato sindaco), Angela Marcianò e lo stesso Zagami.
“Ero stato contattato dai vertici nazionali dei partiti. Facevo parte di una lista ristretta di nomi, come ha detto anche l’onorevole Minasi qualche settimana fa. Alla fine la scelta si era ristretta a me e a Minicuci”.
Zagami racconta di essersi confrontato con i vertici nazionali, ma anche di aver capito presto che quella strada avrebbe comportato un cambio radicale di vita.
«Mi ero messo a parlare anche io con i vertici nazionali perché c’era effettivamente questa possibilità. Poi ho capito che avrei dovuto cambiare vita e soprattutto avrei dovuto rispondere a certe logiche che non erano mie».
Il riferimento è al rapporto con i partiti. Zagami spiega di non essersi mai sentito un uomo di apparato.
“Non essendo io un uomo che faceva politica, non avendo quindi la statura politica per fare di testa mia, avrei dovuto rispettare certi ordini dei partiti. A distanza di anni dico che ho fatto benissimo a non spingere allora. Va benissimo così”.
Sulla scelta finale del candidato del centrodestra del 2020, Zagami non entra nel giudizio personale.
“Non sta a me dire se la scelta dell’altro candidato sindaco sia stata giusta oppure sbagliata. Certo è che alla fine le cose sono andate male un po’ per tutti. Per il centrodestra, perché non ha vinto. E per il centrosinistra, per come sono andate le cose in questi sei anni”.
Poi un passaggio personale, legato al rapporto con la città.
“Mia figlia, nata in questi anni, l’ho chiamata Regina e l’ho fatta nascere a Reggio Calabria. Questo dimostra quanto io ami follemente Reggio, a prescindere da qualunque interesse. Non voglio e non chiedo nulla alla politica”.
Cannizzaro e l’elezione a furor di popolo: “Ha vinto perché è il migliore”
Il voto del 2026 ha cambiato il quadro politico cittadino. Il centrodestra è tornato alla guida di Palazzo San Giorgio con Francesco Cannizzaro, eletto sindaco al primo turno con un risultato bulgaro.
“L’esito era prevedibile, ma forse non con queste proporzioni. Il centrodestra ha letteralmente asfaltato il centrosinistra”.
Secondo l’avvocato, il centrosinistra ha pagato soprattutto il peso della continuità con la stagione amministrativa precedente.
“Hanno pagato il prezzo della continuità con Giuseppe Falcomatà. Non lui personalmente, ma probabilmente tutto il suo gruppo ha distrutto il centrosinistra”.
Zagami cita cambi di giunta, inchieste, sospensioni e opere incompiute come elementi che, a suo giudizio, hanno pesato sul voto.
“Circa 30 assessori in dodici anni, tantissime vicende giudiziarie, sindaci e vicesindaci che cambiavano in continuazione, una confusione clamorosa. Gli elettori con il voto di due settimane fa hanno manifestato chiaramente la volontà di cambiare rotta”.
Poi il ragionamento sul candidato del centrosinistra.
“Se il centrosinistra avesse dato un segnale più forte di rottura con l’amministrazione Falcomatà, forse Battaglia non avrebbe perso con questo scarto così ampio. Mi permetta anche di menzionare il mio caro amico di famiglia il Dottor Eduardo Lamberti, candidato sindaco con il Polo Civico: è una persona che potrebbe dare tanto alla città e spero che ne abbia ancora voglia”.
Su Cannizzaro, invece, Zagami è netto nel tesserne le lodi.
“Ciccio Cannizzaro ha vinto perché è il migliore in assoluto. È il numero uno. Io lo definisco un fuoriclasse. Parla con i fatti”.
L’avvocato racconta di averlo conosciuto circa dieci anni fa in Consiglio regionale.
“Rimasi subito colpito. Per quello che conosco di Cannizzaro, senza avere nulla da chiedergli, ribadisco sinceramente che è un fuoriclasse. Ha tre marce in più rispetto a tanti potenziali leader che ho avuto modo di conoscere”.
Secondo Zagami, il nuovo sindaco ha una caratteristica precisa: la leadership.
“E’ bravissimo ed è un leader naturale. Ha energia, entusiasmo e relazioni importanti a Roma e con il governo regionale guidato da Occhiuto. È uno che, se chiama al telefono, viene ascoltato”.
‘Chi amministra deve lavorare 24 ore su 24’
Tra gli aspetti apprezzati da Zagami c’è anche un passaggio della campagna elettorale di Cannizzaro. Quello sulla necessità, per chi farà parte della squadra di governo, di dedicarsi totalmente alla città.
‘Mi è piaciuta una cosa in particolare. Cannizzaro ha detto che chi farà parte della sua giunta, se sarà avvocato dovrà lasciare lo studio d’avvocato, se sarà medico dovrà lasciare lo studio medico.
Come dire: bisogna lavorare. Devono lavorare, dedicarsi solamente alla città, ventiquattro ore su ventiquattro. Lo ritengo doveroso per servire al meglio una città come Reggio Calabria.
E aggiunge, con una battuta legata alla vicinanza fisica della sua abitazione rispetto a Palazzo San Giorgio:
‘Ho la fortuna di abitare davanti al Consiglio comunale. Starò a vigilare. Li voglio vedere venire qua e lavorare come facciamo tutti’, afferma con un sorriso.
‘Reggio riparte solo da turismo e servizi essenziali’
Zagami non nasconde le difficoltà che attendono la nuova amministrazione. Rifiuti, acqua, manutenzione, decoro urbano. Sono i temi quotidiani che più hanno inciso sulla percezione dei cittadini.
‘Avrà un compito difficilissimo. Bisogna partire dalle cose piccole per arrivare alle cose grandi. In centro molte volte non c’è l’acqua, dobbiamo servirci della la cisterna. È un paradosso’.
Ma la prospettiva, per Zagami, deve essere più ampia. Reggio deve tornare a costruire una visione.
‘Reggio riparte solo in un modo: con il turismo. Ho amici che vengono dall’estero e si innamorano della città. Gli piace l’aria pulita, gli piace come si mangia, gli piace la vista straordinaria che abbiamo.
Persone che hanno viaggiato per il mondo intero rimangono sconvolte dalla bellezza di Reggio tanto che per molte di loro il trascorrere una settimana a Reggio d’estata è diventata una abitudine’.
Secondo l’avvocato, la città ha già molte carte in mano. Serve completare ciò che è fermo e costruire un’identità riconoscibile.
‘Basta far rinascere il Miramare, finalizzare il Museo del Mare, fare qualche altro hotel, creare un brand. Reggio ha un porto che potrebbe attrarre le crociere di lusso, il nuovo aeroporto che magari potrebbe servire voli intercontinentali, il lungomare, un clima straordinario.
Alla fine manca poco. Ci sono potenzialità enormi e sono convinto che Cannizzaro saprà riconoscerle e valorizzarle appieno. Sogno il Corso e la via Marina strapieni di turisti.
Il punto, secondo Zagami, è l’entusiasmo.
‘Quello che manca oggi, e che prima c’era, è l’entusiasmo. Sono convinto che con l’entusiasmo si possa veramente riprendere la città.
E’ innegabile che nella prima decade di questo secolo durante il governo di Peppe Scopelliti, a Reggio c’era tantissimo entusiasmo: ecco, sarebbe bello se ritornasse”.
Le grandi opere e il progetto Falduto
Nella campagna elettorale del centrodestra non sono mancate proposte ambiziose. Dal tunnel sul lungomare alla funivia, fino alle piattaforme sul mare. Idee definite da alcuni visionarie e coraggiose, da altri irrealizzabili.
Zagami invita a distinguere.
‘Sono sicuramente realizzabili, ma non conosco l’impegno di spesa che verrebbe chiesto all’amministrazione pubblica.
Il Mediterranean Life è un progetto bellissimo, spero davvero si possa realizzare. Lo dico anche da pellarese di origine.
Reggina, l’amarezza di Zagami
L’intervista tocca anche la Reggina, tema caldo in città dopo anni di difficoltà e con quello che sembra l’imminente cambio di proprietà.
Zagami parte da un paragone vicino a livello territoriale, quello con il Catanzaro di Floriano Noto.
‘Ho lavorato due o tre anni con il mio amico Floriano Noto in Italia Futura. È una persona straordinaria, che fa calcio e lo fa benissimo, senza spese folli. Mi chiedo: se lo ha fatto lui a Catanzaro, perché non si può fare anche a Reggio Calabria?’.
Il giudizio sulla situazione amaranto è netto.
‘Fare tre anni in Serie D con una città di 180 mila abitanti, una provincia da 500 mila, uno stadio da 28 mila posti, una storia di nove anni in serie A ed un aeroporto internazionale è assurdo Bisogna tornare al più presto nel mondo del professionismo’.
Zagami non conosce personalmente Ballarino né Rizzetta, ma osserva con attenzione ciò che accade.
‘Il professor Ballarino mi dicono essere persona molto per bene. Ho tanti amici dentro la società. Però i fatti dicono questo: tre anni in Serie D, per una città come Reggio, non vanno bene.
Per questo credo che la attuale proprietà debba mettersi una mano sulla coscienza e fare il prima possibile un deciso passo indietro riconoscendo di non avere raggiunto gli obiettivi sportivi.
Amici mi dicono che forse non sarà Rizzetta a gestire in prima persona la Reggina. Certo è che mi sembra molto interessato, dall’altra parte vedo il silenzio totale dell’attuale proprietà. Questa cosa un pò mi stupisce, vedremo come finirà’.
La chiusura è ancora sul nuovo sindaco. Per Zagami, Cannizzaro ha scelto Reggio rinunciando a prospettive politiche nazionali più comode.
‘Cannizzaro può ribaltare la città’
Infine, Zagami torna sul nuovo sindaco e la scelta di scendere in campo in prima persona.
‘Aveva probabilmente davanti anche un percorso da sottosegretario. Non lo fa per convenienza e tanto meno per denaro. Ha detto che aveva il sogno di diventare sindaco di Reggio e sono convinto che sia sincero.
Sono convinto che sarà sul campo tutti i giorni, sul corso, a dirigere e governare la città. Come lui stesso ha detto Deve dare a Reggio un brand internazionale, perché è quello che la città merita.
Cannizzaro ribadisco che sino ad oggi ha parlato con i fatti e sono convinto che continuerà a farlo. E’ la persona giusta come certificato da tanti ministri, sottosegretari e personaggi delle Istituzioni che in più riprese lo hanno accreditato e legittimato. Gli auguro con il cuore ogni bene per lui e naturalmente per la nostra Reggio‘.
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