Cannizzaro è sindaco, la folla: ‘Era ura’. Ma adesso Reggio vuole risposte
Il tempo degli alibi è finito. A Cannizzaro e alla squadra che verrà il compito di risollevare Reggio Calabria
05 Giugno 2026 - 10:41 | di Vincenzo Comi

La fascia tricolore è sulle spalle di Francesco Cannizzaro. Da oggi Reggio Calabria ha ufficialmente il suo nuovo sindaco. La proclamazione, nella gremita Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, ha avuto il sapore dei grandi appuntamenti. Ma anche quello, più popolare e meno ingessato, di una città che si aggrappa e spera in una nuova stagione.
Qualcuno intona, con audacia, “Era ura”. Altri gridano: “Vai Ciccio!”. Il tifo dei “Cannizzaro Boys” rompe per qualche istante la solennità della cerimonia. Il presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Campagna, storce il naso. Poi la lettura di rito, il passaggio formale e il momento più atteso. Cannizzaro indossa la fascia tricolore.
“È la vostra fascia, è di tutti voi”.
Sono le prime parole del neo sindaco. Accanto a lui la famiglia, presenza costante nei passaggi politici e personali più importanti. Una scena che racconta molto del Cannizzaro politico, ma anche dell’uomo: persona che ha costruito consenso con presenza, passione, relazioni, appartenenza.
Fuori da Palazzo San Giorgio, però, la cerimonia diventa più ‘intima‘. Davanti al portone del Comune, il nuovo sindaco incontra i suoi sostenitori. È un bagno di folla, con tanti giovani che per ore hanno atteso l’insediamento del primo cittadino.
“Ci sarò sempre per voi, ci sarò per questa città che amo profondamente. Una città che risorgerà. Reggio rinascerà, e camminerà sempre col sorriso. A Reggio in tutti questi anni, tra le tante cose, è mancato il sorriso. Noi ridaremo il sorriso così come questo tramonto…”.
Parole che alzano le aspettative. Ma da oggi, per Cannizzaro, inizia la parte più difficile.
La campagna elettorale è finita. Gli applausi restano, certo. L’entusiasmo pure. Ma adesso Reggio, giustamente, vuole risposte. E le vuole subito. Perché la città non ha bisogno solo di visioni, slogan o grandi prospettive. Ha bisogno prima di tutto di normalità.
Prima delle funivie, dei tunnel, prima dei grandi progetti, ci sono i servizi essenziali. La raccolta dei rifiuti. L’acqua che manca. Le strade dissestate. La manutenzione. L’illuminazione. Il verde pubblico. Il decoro urbano. La pulizia. La sicurezza.
È qui che si misurerà davvero il nuovo sindaco. Non nei proclami, ma nella capacità di far funzionare la macchina amministrativa. Non nei titoli, ma nelle risposte quotidiane. Non nelle promesse, ma nei risultati.
Cannizzaro non può permettersi di sbagliare. Perché ha vinto con una spinta forte, netta, evidente. E perché attorno a lui c’è una grande attesa. Reggio vuole cambiare passo. Vuole vedere ordine, presenza, interventi concreti. Vuole sentire che il Comune c’è.
Il primo nodo sarà la squadra. La città attende la Giunta. Da lì si capirà molto. I nomi scelti, le competenze, le professionalità e la capacità di lavorare insieme saranno decisivi. Perchè un sindaco, da solo, non va lontano. Serve una squadra capace, presente, concreta. Serve gente che conosca i problemi e sappia affrontarli senza perdere tempo.
Il successo della nuova amministrazione dipenderà anche da questo. Dalla qualità delle scelte. Dalla capacità di tenere insieme politica, competenza e operatività. Reggio non può più permettersi giunte deboli, assessorati decorativi o deleghe senza peso reale.
E allora oggi la città incrocia le dita. Perché Reggio ha bisogno di ripartire. Ha bisogno di crescere. Ha bisogno di uscire da anni di stanchezza, disillusione e occasioni mancate.
Il sorriso evocato da Cannizzaro è una bella immagine. Che dà speranza. Ma dovrà diventare presto qualcosa di concreto.
Il sorriso per un marciapiede pulito. Per una strada illuminata. Per un quartiere sicuro. Per un servizio che funziona. Un cittadino sorride se non si sente abbandonato.
Buon lavoro, sindaco. Reggio aspetta. E incrocia le dita.
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