Post elezioni, Pazzano: ‘La Strada entra in Consiglio. Saremo un’opposizione dura, ma diversa dal csx canonico’
Il leader del movimento civico indipendente detta le linee guida per una vigilanza rigorosa a Palazzo San Giorgio. Sulla questione Reggina: "La politica resti fuori dalle trattative"
13 Giugno 2026 - 07:42 | di Redazione

All’indomani della proclamazione ufficiale degli eletti in Consiglio Comunale, l’atmosfera politica a Piazza Italia è tutt’altro che tiepida. Tra i protagonisti più attesi del nuovo assetto istituzionale c’è senza dubbio Saverio Pazzano, leader del movimento civico La Strada, entrato a Palazzo San Giorgio dopo un serrato riconteggio.
Dalle elezioni al fotofinish ai rapporti con la neonata amministrazione di centrodestra guidata da Francesco Cannizzaro, passando per le spine della macchina burocratica, il capitolo infrastrutture e le caldissime vicende societarie della Reggina, Pazzano è stato ospite dell’ultima puntata di Live Break, insieme a Massimo Ripepi.
Il caso dei seggi: “Nessun regalo, i numeri del metodo D’Hondt parlano chiaro”
Il primo, attesissimo chiarimento ha riguardato la convulsa attribuzione dell’ultimo seggio. Pazzano ha smontato la narrazione mediatica con una ricostruzione tecnica dettagliata del funzionamento del sistema elettorale:
“Intanto non ci posiziano nel centrosinistra, abbiamo fatto tanto per essere indipendenti, saremo comunque all’opposizione. La questione riguarda le operazioni di voto che si concludono con il verbale dell’ufficio centrale elettorale che sancisce la disposizione dei seggi. Per cui è chiaro che la fotografia del 26 maggio, in quelle ore concitate sembrava diversa, ma soltanto perché i conteggi non erano stati fatti, alcuni voti non erano stati riportati, alcune sezioni mancavano.
Il dato, invece, è questo, la fotografia della volontà popolare dice che La Strada ha superato la soglia del 3% utile alla coalizione per entrare in consiglio comunale all’opposizione”.
Di fronte alle insistenze della controparte sul presunto scarto minimo, Pazzano ha rincarato la dose entrando nei dettagli aritmetici delle coalizioni:
“La questione del riconteggio è importante noi abbiamo recuperato dei voti, grazie ai quali La Strada ha diritto al seggio.
Io mi complimento con Alternativa Popolare che ha fatto un grande risultato, non ho problemi a riconoscerlo, anzi lo avevo detto a Massimo Ripepi in precedenza, quando ci eravamo incontrati.
Però la questione è che con il metodo D’Hondt, se voi guardate i dati della Strada troverete 2711 voti, il seggio però tocca anche a liste che hanno preso molti meno voti della Strada, come Azione, Reset, Casa Riformista, perché poi il meccanismo elettorale all’interno delle coalizioni è diverso e diversificato per quanto riguarda poi l’assegnazione dei seggi.
Io accetto e capisco, ho pienamente rispetto anche delle operazioni e della riflessione che faceva prima Ripepi, però non sono sette voti che ci separano, è una volontà popolare che ha detto che La Strada ha superato la soglia del 3% che è utile alla coalizione ad avere un seggio come coalizione indipendente”.
La strategia della nuova opposizione: “Diversi dal centrosinistra canonico”
Archiviata la passata consiliatura che vedeva La Strada all’opposizione della giunta di centrosinistra, Pazzano spiega come cambierà la posizione del movimento ora che la cabina di regia è passata nelle mani del centrodestra:
“La questione del precedente percorso di opposizione era relativa, soprattutto, alla qualità amministrativa, al funzionamento della macchina; sono questioni queste che chiaramente restano ancora nel campo dell’opposizione. Quello che farò, è cercare di pressare il più possibile la maggioranza a intervenire sui settori strategici dell’amministrazione, che sono quello della pulizia, dell’ambiente, della manutenzione, sicuramente della vicinanza ai territori, a partire dalle periferie. Ci sarà anche un’opposizione anche fondata su elementi che abbiamo toccato con mano in campagna elettorale, che ci dividono dalla posizione di Cannizzaro rispetto ad alcuni interventi ritenuti essenziali in città e che per noi invece porterebbero lontano da ciò che serve alla città. E’ certo che siamo chiamati a fare un’opposizione di alto livello, di alto profilo, anche perché i numeri sono esigui dell’opposizione. E’ chiaro anche che noi ci collochiamo in una posizione diversa rispetto al centrosinistra canonico, quindi per noi la sfida è qualitativamente ancora più importante”.
Alla domanda su possibili punti di contatto o spiragli di dialogo con l’amministrazione Cannizzaro, l’esponente civico ha tracciato una linea metodologica chiara, fondata sulla concretezza degli atti:
“Noi proveremo a fare quello che abbiamo fatto in questi anni, proveremo a portare avanti il nostro programma, entreremo nel merito di opposizione rispetto a quello che non condivideremo della maggioranza, ma proveremo a entrare nel merito delle proposte. E quindi lo faremo attraverso lo schema che abbiamo già fatto, attraverso mozioni, attraverso dossier, cercando di fare pesare non la quantità numerica, perché chiaramente su quello la partita è chiusa, ma la qualità delle proposte rispetto alle quali crediamo, su alcuni punti, che la stessa maggioranza non possa che convenire e che comunque non possa che ascoltare sicuramente.
È chiaro anche che lo faremo con una prospettiva di sinistra, perché per noi il tema centrale è quello delle disuguaglianze sociali e questo anche ci distingue dalla maggioranza e dal centro-destra, cioè da dove si parte. Per noi si parte dalle disuguaglianze sociali e si parte anche dalla qualità ambientale e anche da una certa idea di sviluppo turistico; su questo anche proveremo a capire se la nostra opposizione avrà spazio, ma quello che noi faremo sarà sempre attraverso gli incontri pubblici”.
La macchina amministrativa: “Senza trasparenza la Giunta è destinata al fallimento”
Evitando di impantanarsi nelle spartizioni di potere interne alla coalizione vincente, Pazzano ha focalizzato l’attenzione sull’efficienza degli uffici comunali, lanciando un vero e proprio avvertimento sui rischi di paralisi dell’ente:
“La macchina amministrativa, la trasparenza e il funzionamento della stessa sono una nota dolente di questi anni. Bisogna intervenire su questo aspetto. Innanzitutto ci vuole la possibilità, e questa è una cosa su cui dall’opposizione premeremo, che ci sia una piattaforma di accesso per i cittadini alla pubblica amministrazione e di monitoraggio di tutto ciò che avviene nella macchina amministrativa e anche di valutazione dei dirigenti. Direi che questo era un punto su cui, nei vari incontri che abbiamo fatto, Cannizzaro ha detto che si trovava d’accordo, nonostante fosse un punto del nostro programma.
Senza questo diventa difficile anche la giunta. Chiaramente non entro nelle dinamiche della coalizione e dei partiti, però o avrà questa spinta, questa capacità di incidere sul funzionamento della macchina amministrativa, o altrimenti sarà destinata a scarsi risultati se non al fallimento. Questo sarà il ruolo nostro dell’opposizione: occorre incidere sul funzionamento della macchina amministrativa e sulla capacità di avvicinare il comune alla città. C’è stata una grande distanza; il punto è che invece la città deve essere vicina all’amministrazione, ma non col cappello in mano, nel senso che deve poter accedere a tutto ciò che accade non a Palazzo San Giorgio, ma negli uffici, e tutto ciò anche sull’avanzamento delle opere pubbliche. Serve una grande attività di trasparenza e di comunicazione su questo”.
Il rilancio delle Circoscrizioni e il censimento degli immobili
Sulla gestione del decentramento urbano e la logistica delle cinque circoscrizioni cittadine, il consigliere eletto ha evidenziato la necessità di trasformare i territori in veri centri di aggregazione sociale:
“Incalzeremo subito l’amministrazione su questo tema, per i locali e per quanto riguarda appunto gli uffici, ma non solo. È un punto importante che le circoscrizioni, gli spazi delle circoscrizioni debbano essere soprattutto nelle aree più lontane, apparentemente, da Palazzo San Giorgio. Servono spazi per la socialità, servono spazi per le biblioteche di quartiere, servono spazi per restituire alle persone che vivono soprattutto nelle fasce collinari, ma non solo, degli spazi di incontro con la comunità, con l’amministrazione. E serve prima di tutto quindi che ci sia una immediata ricognizione del patrimonio immobiliare del comune, perché abbiamo tantissimi spazi del comune che sono attualmente chiusi e o in abbandono, per cui questa è una cosa su cui immediatamente incalzeremo l’amministrazione”.
Le grandi opere: “Il “No Ponte” prescinde dalle vicende giudiziarie”
Sollecitato sul delicato tema dell’inchiesta della Procura di Roma in merito alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, Pazzano ha tenuto a precisare che la contrarietà della Strada all’opera poggia su basi strutturali e sociali ben più profonde della cronaca giudiziaria:
“Riteniamo che il tema del no Ponte interessi altre questioni, altre vicende che non sono quelle giudiziarie. È chiaro anche che questo elemento è anche uno degli elementi su cui si erano puntati i fari fin dall’inizio: il fatto che stiamo parlando di un’opera in cui dal punto di vista già documentale e progettuale ci sono tantissime criticità. Questa ipotesi si somma alle altre certezze però: parliamo dunque di un progetto che viene portato avanti nonostante non ci siano le condizioni, nonostante non ci siano le possibilità. Questi sono fatti che stanno in questa cornice, ma la cornice più importante è quella di un’opera che non solo non serve al territorio, ma che è anche irrealizzabile, per cui si stanno spendendo miliardi di fondi pubblici che sarebbero invece più utilmente destinati alle emergenze del territorio”.
Il caso Reggina: “La politica rimanga fuori dalle logiche societarie”
L’intervento conclusivo ha toccato le corde sensibili del calcio cittadino. Di fronte alla frenata della pista americana con Matt Rizzetta e alle indiscrezioni sull’interessamento di Claudio Lotito, Pazzano ha espresso forti riserve sull’esposizione mediatica e diretta della politica nelle trattative private, scatenando un vivace scambio di battute con Massimo Ripepi.
Pazzano ha aperto ponendo l’accento sulle scadenze imminenti e sulla necessità di una programmazione seria:
“Il campionato è domani, bisogna che chiunque sia investa sulle strutture, che investa soprattutto anche sul settore giovanile, ma il campionato è domani e la preparazione di un campionato è una cosa complessa. Sulla questione credo che più la politica resta fuori dal tema, più chance ha la Reggina, la società insomma, di fare un buon lavoro.
Il compito della politica deve essere quello di valorizzare il patrimonio storico, sociale, sportivo che ha la Reggina, come quella di tante altre società sportive della città. Io, insomma, lo ribadisco: lo sport in città si salva insieme, in particolare credo che il tema sia anche quello dei settori giovanili, però ci porterebbe lontano. Su questa cosa spero che la trattativa si concluda, qualunque sia, al più presto e che si concluda anche nella massima trasparenza e nel massimo interesse della società e della città”.
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