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INGV: 69 scosse di terremoto in 3 giorni nel Tirreno Meridionale

La sequenza sismica è iniziata il 20 ottobre. I dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La scossa più intensa è stata avvertita anche a Reggio

Sismografo a tamburo con la penna che traccia le oscillazioni di una scossa su carta millimetrata

Non si ferma l’attività sismica nel Mar Tirreno Meridionale. Dopo la forte scossa di terremoto registrata ieri, venerdì 23 ottobre, alle 12:19, avvertita chiaramente anche a Reggio Calabria, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha diffuso un aggiornamento sulla sequenza che da diversi giorni interessa il tratto di mare a nord delle Isole Eolie.

I numeri restituiscono la portata del fenomeno: 69 terremoti di magnitudo pari o superiore a 2.0 localizzati dal 20 ottobre fino alle ore 19 del 23 ottobre 2026. Una serie di eventi concentrati nella stessa area, con diverse scosse di intensità significativa.

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Terremoti nel Tirreno: i dati dell’INGV

Secondo il riepilogo diffuso dall’INGV, sono tre gli eventi di maggiore intensità registrati nella giornata di venerdì 23 ottobre:

  • Magnitudo Mw 5.5, alle ore 12:19;
  • Magnitudo Mw 5.0, alle ore 15:55;
  • Magnitudo Mw 4.8, alle ore 11:51.

L’ultimo evento riportato nell’aggiornamento delle 19 è invece una scossa di magnitudo ML 3.1, registrata alle 18:58.

ingv

La scossa più forte avvertita anche a Reggio Calabria

Il terremoto più intenso, quello delle 12:19 del 23 ottobre, ha raggiunto una magnitudo momento Mw 5.5, con ipocentro localizzato a circa 9 chilometri di profondità.

L’epicentro è stato individuato in mare, a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, nell’arcipelago delle Eolie.

La scossa è stata avvertita distintamente in diverse zone della Sicilia settentrionale e in Calabria, compresa Reggio Calabria e il territorio provinciale. Il movimento sismico è stato percepito anche nel Vibonese.

Secondo quanto illustrato dall’INGV, il terremoto ha prodotto uno scuotimento stimato fino al quinto grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg nelle Isole Eolie e in una vasta area della Sicilia settentrionale.

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Un’area già interessata da terremoti in passato

La sequenza di questi giorni interessa una zona nella quale l’attività sismica non rappresenta una novità.

Come evidenziato dall’INGV nel proprio approfondimento, nello stesso settore del Tirreno Meridionale si sono verificati diversi terremoti di magnitudo superiore a 4.0 anche negli anni precedenti.

Nel marzo 2026, poco più a sud rispetto all’area attualmente interessata, era stata registrata un’altra sequenza con oltre 50 terremoti e un evento principale di magnitudo Mw 4.7.

I dati storici ricordano inoltre i terremoti del maggio 1957 e quello del 28 maggio 1980, di magnitudo Mw 5.7, che provocò danni sull’isola di Alicudi.

La zona delle Eolie è infatti classificata tra quelle a elevata pericolosità sismica.

La situazione continua a essere seguita dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV, che registra e localizza gli eventi. La successione delle scosse non consente, tuttavia, di prevedere con certezza come evolverà la sequenza né se potranno verificarsi terremoti di magnitudo superiore.

I dati aggiornati sui singoli eventi sono consultabili sul portale ufficiale terremoti.ingv.it

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