Cristiano Caccamo e la Calabria sempre nel cuore: ‘Questa terra ha tutto. Che scoperta l’annona…’
Da Taurianova ai set del cinema e della televisione, passando per le scelte coraggiose, il rapporto con il padre e la voglia di sperimentare. L'attore calabrese si racconta a CityNow durante le riprese di “Madre Terra”: un viaggio tra ricordi, passioni e speranze...
12 Ottobre 2026 - 17:38 | di Pasquale Romano

Ci sono ritorni che hanno un sapore diverso. Quello di Cristiano Caccamo in Calabria è uno di questi. Non soltanto perché questa volta è il protagonista di una nuova fiction destinata a Canale 5, ma perché il set lo ha riportato vicino ai luoghi in cui tutto è cominciato. Ovvero le strade di Taurianova, le pasticcerie frequentate da bambino, i ricordi di un’infanzia trascorsa nella provincia di Reggio Calabria, prima di partire alla scoperta del mondo.
Oggi Cristiano è un attore affermato, con una carriera che attraversa cinema, televisione e piattaforme streaming. Ma ascoltandolo raccontare il proprio percorso, emerge soprattutto la curiosità di chi non ha mai smesso di mettersi alla prova. E la consapevolezza che, qualche volta, per trovare la propria strada bisogna avere il coraggio di cambiare direzione.
Lo abbiamo incontrato a Condofuri (uno dei numerosi set della serie in Calabria) durante le riprese di “Madre Terra – Il Segreto delle Origini”, la nuova produzione Mediaset diretta da Cinzia TH Torrini, per parlare del ritorno a casa, della sua carriera, del rapporto con la famiglia e di quella Calabria che oggi, anche grazie al cinema, può offrire nuove opportunità ai suoi giovani.
Il ritorno a Taurianova: le pasticcerie, i ricordi e il sapore di casa
Cristiano Caccamo è nato a Taurianova, dove ha vissuto fino all’età di 15 anni. Poi il trasferimento ad Assisi, gli studi a Roma e una carriera che lo ha portato a lavorare su set diversi, in Italia e all’estero. Eppure, nonostante i numerosi impegni professionali, il legame con la sua terra è rimasto vivo. E questa volta il lavoro gli ha regalato l’occasione di riscoprirlo.
“Io sono della provincia di Reggio, di Taurianova. Quando vivevo qui, arrivare a Reggio Calabria era molto più complicato, c’era una sola corsia e ci voleva molto più tempo. Sono tornato perché non avevo mai girato in Calabria vicino a Reggio.
Avevo già fatto due film nella regione, ma sempre dalle parti di Cosenza. Per me questo ritorno è stato un regalo. Sono andato a ritrovare il mio paese, le mie pasticcerie, tutti quei posti che conoscevo da piccolo”.
Parole semplici, che raccontano il valore di un ritorno. Per chi è partito giovanissimo, ritrovare i luoghi dell’infanzia significa anche misurare la distanza percorsa. E guardare con occhi diversi ciò che un tempo sembrava normale.
Tornare, però, significa anche scoprire qualcosa di nuovo. E Cristiano, con la spontaneità che lo contraddistingue, racconta di essere rimasto sorpreso da un frutto che non conosceva.
“L’annona! Non sapevo dell’esistenza di questo frutto ed è una cosa incredibile. L’ho scoperto proprio qui. Un frutto che cresce in Sud America e anche a Reggio Calabria”.
Un piccolo aneddoto che diventa il simbolo di una Calabria capace di sorprendere persino chi ci è nato.
“Madre Terra”, il bergamotto e una storia d’amore tra segreti familiari
Il ritorno in Calabria coincide con uno dei nuovi impegni professionali dell’attore reggino.
“Madre Terra – Il Segreto delle Origini”, la serie destinata a Canale 5, vede Cristiano Caccamo protagonista accanto a Elda Pardo, con la regia di Cinzia TH Torrini.
Una storia che intreccia sentimenti, misteri e legami familiari, ambientata tra alcune delle località più suggestive della Calabria: dal Lungomare di Reggio Calabria alla Tonnara di Palmi, passando per Pentedattilo, Gerace e i territori della costa ionica.
Nella fiction, Caccamo interpreta Antonio, un bergamotticoltore. Un ruolo che lo lega direttamente a uno dei prodotti simbolo della provincia reggina.
Al centro della narrazione c’è Caterina, una scienziata cresciuta in Germania che torna in Calabria per seguire una sperimentazione legata a un innovativo farmaco antitumorale a base di bergamotto. Il suo ritorno diventa presto un viaggio alla scoperta delle proprie origini e delle verità nascoste nel passato. Una storia nella quale il territorio non è soltanto uno sfondo, ma entra direttamente nella vita dei protagonisti.
“C’è questo ritorno di Caterina, interpretata da Elda Pardo, che rientra in Calabria. Sotto questa storia c’è un giallo, fondamentalmente un dramma familiare. Dalla loro conoscenza nasce una storia d’amore e, attraverso questo rapporto, vengono scoperti tanti segreti nascosti”.
La Calabria sul grande schermo: “Questa terra ha da regalare di tutto”
Negli ultimi anni la Calabria, tramite l’ottimo lavoro svolto dalla Calabria Film Commission, ha ospitato diverse produzioni cinematografiche e televisive di livello nazionale e internazionale, basti a pensare al Sandokan con Can Yaman. Un movimento di immagine e marketing promozionale unico e che, secondo Caccamo, può rappresentare un’occasione importante per cambiare la percezione della regione e valorizzarne le potenzialità.
Alla domanda su quanto sia importante raccontare la Calabria attraverso il cinema, la risposta arriva senza esitazioni.
“Fondamentale. È la pubblicità più grande che può fare una regione. Io, per citarne una, penso alla Puglia Film Commission, che ha fatto la sua fortuna girando film lì. Adesso mi hanno detto che ci sono sei produzioni attive qui in Calabria. Questo aiuterà tantissimo questa terra, che ha da mostrare, da regalare di tutto. Sono felicissimo che stia succedendo”.
“Non sono bravo in tutto, ma voglio continuare a sperimentare”
Il percorso di Cristiano Caccamo è fatto di esperienze differenti. Dopo la formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, il debutto televisivo e i primi ruoli importanti.
Da “Questo è il mio paese” a “Il paradiso delle signore”, passando per “Che Dio ci aiuti” e “Don Matteo”, fino al cinema con “Puoi baciare lo sposo” e alle produzioni per le piattaforme, tra cui “Celebrity Hunted”, che lo ha visto protagonista insieme a Francesco Totti, Fedez e altri personaggi dello spettacolo.
Un curriculum ricco, costruito passando dalla commedia ai ruoli drammatici, senza rinunciare alla voglia di provare qualcosa di diverso. È proprio questa curiosità, più che il successo, a guidarlo.
“È la bellezza di questo lavoro. Alla fine ti permette di spaziare su tante cose, alcune anche fallimentari per me. Non sono bravo in tutto, ho fatto tantissime cose che non mi sono venute bene, ma va benissimo così. Finché me ne danno la possibilità, io sono felice di trovare e scoprire cose nuove di me. È proprio il mestiere dell’attore che ti permette di sperimentare, di fare sempre cose diverse. Ed è il regalo più grande per me”.
Nelle sue parole non c’è la pretesa di riuscire sempre. Al contrario, c’è la libertà di riconoscere gli errori e considerarli parte del percorso. Un approccio che racconta anche l’uomo dietro l’attore: curioso, disponibile a rischiare, poco interessato a rimanere chiuso in un solo ruolo.
Non solo cinema: i ristoranti, la musica e la passione per la scrittura
La recitazione, però, è soltanto una delle tante passioni di Cristiano Caccamo. Negli ultimi anni infatti l’attore ha deciso di investire anche nel mondo della ristorazione, trasformando l’amore per il cibo in un’attività imprenditoriale.
“Anche questo è un altro campo in cui mi sono cimentato. Ho due ristoranti a Roma e presto uno a Milano. È una mia passione, quella per il cibo, e ho deciso di investire proprio nella ristorazione. Per ora è una cosa che mi gratifica molto. Anche perchè -sorride, ndr- non si è mai troppo sicuri di avere un futuro nel mondo dello spettacolo…”.
E non finisce qui. Perché c’è anche la musica, un’altra strada intrapresa con lo stesso spirito di sperimentazione.
“Faccio anche il DJ. Con un mio amico attore, Andrea Arcangeli, abbiamo creato un format. Mi piace anche suonare agli eventi, sperimentare con la musica”.
Attore, imprenditore, DJ. Ma anche autore di un libro. Qualche anno fa Cristiano ha pubblicato “Chiedimi la luna”, una storia dal carattere fiabesco che avrebbe immaginato anche nella forma di un film d’animazione.
Dietro quella scelta c’è ancora una volta una figura fondamentale nella sua vita: il padre, scrittore, che lo ha incoraggiato a cimentarsi con la scrittura.
“Era un libro che ho scritto tanti anni fa, Chiedimi la luna. Non faccio lo scrittore, mio padre fa lo scrittore e lo fa benissimo, molto meglio di me. Anche in quel caso mi è stata data una possibilità. All’inizio avevo rifiutato, poi mio padre mi ha spinto a farlo. Mi sono detto: posso farlo, proviamo, vediamo come va. Bene o male che sia, ho provato una cosa nuova ed è stato divertente per me. È una storia molto fiabesca, quindi si prestava all’idea di farne un cartone, un film d’animazione”.
Quel consiglio del padre che gli ha cambiato la vita
Se oggi Cristiano Caccamo è un attore, una parte importante del merito appartiene proprio al padre. Non perché avesse immaginato per lui una carriera nel cinema. Anzi. Tutto è cominciato quasi per caso, con un suggerimento che avrebbe cambiato il corso della sua vita.
Dopo aver lasciato Taurianova a 15 anni, Cristiano trascorre gli anni successivi ad Assisi, dove frequenta un collegio. A 18 anni si trasferisce a Roma e inizia l’università. La recitazione, fino a quel momento, non rappresentava necessariamente il suo futuro.
“Ho fatto due anni in un collegio ad Assisi, dove sono rimasto fino ai 18 anni. Poi sono andato a Roma e ho iniziato l’università. Mio padre mi ha spinto a provare un corso di recitazione. Mi disse: prova, può essere interessante. Non è che volesse facessi l’attore. Però io poi me ne sono innamorato e ho lasciato l’università”.
Una decisione importante, presa con la convinzione di aver trovato finalmente qualcosa che lo appassionasse davvero.
“A mio padre lo avevo detto: “papà, se mi piace, io lascio l’università e faccio questo”. Lui mi ha risposto: ‘va bene, va bene’. E alla fine ho continuato in quella direzione”.
È forse uno dei passaggi più significativi del racconto di Cristiano. Un padre che suggerisce una possibilità, un figlio che scopre una passione e decide di seguirla. Nessun percorso già scritto, nessuna certezza sul futuro. Soltanto la libertà di scegliere e il sostegno necessario per provarci. Da quella decisione sono arrivati gli studi di recitazione, i primi provini, i set e una carriera che continua a regalargli nuove esperienze.
Il prossimo progetto internazionale: “La mia prima volta a recitare in inglese”
Tra un impegno e l’altro, Cristiano guarda già ai prossimi progetti. Oltre a “Madre Terra”, ha infatti concluso le riprese di una produzione americana girata tra Italia e Grecia. Un’esperienza importante, anche perché lo ha portato a confrontarsi per la prima volta con la recitazione in lingua inglese.
“Ne ho un altro di cui non conosco ancora l’uscita. È un film americano che ho finito di girare a dicembre. Aveva un titolo provvisorio, Eternity, ma non so come verrà chiamato e non so quando uscirà. Abbiamo girato tra l’Italia e la Grecia, con un cast quasi tutto internazionale. È stata la mia prima volta in inglese, quindi non è stato facile per me”.
Il messaggio ai giovani calabresi: “Anche qui si può sognare di lavorare nel cinema”
L’intervista si chiude tornando al punto da cui era cominciata: la Calabria. Una terra che negli ultimi anni ha visto crescere la presenza di artisti, registi e attori (basti pensare, oltre a Caccamo, ai registi Fabio Mollo e Giacomo Triglia, il cantautore Dario Brunori, il giornalista Tommaso Labate) capaci di farsi apprezzare anche fuori dai confini regionali.
Cristiano conosce bene questo mondo e sottolinea un aspetto che spesso rimane lontano dai riflettori: il talento calabrese non si trova soltanto davanti alla macchina da presa.
“Ho tanti colleghi, direttori della fotografia, che sono calabresi e che poi mi ritrovo su tutti i set che faccio. Io sono felice. Ma fare i film qua significa anche creare posti di lavoro. Si inizia a vedere che è un’industria che può funzionare”.
È qui che il discorso assume un significato ancora più profondo. Per chi è cresciuto in una piccola realtà ed è stato costretto a partire per inseguire la propria passione, vedere nascere nuove opportunità nella terra d’origine significa immaginare un futuro diverso per le generazioni che verranno.
“Anche tutti i ragazzi che vivono qua possono sognare di fare questo lavoro. Non soltanto come attori, ma anche nella produzione, nella regia, in tutti i campi che ci sono in questo settore, che sono tantissimi. L’augurio che faccio è che, come me, altre persone, altri giovani, si innamorino di questa mondo affascinante. E che tutto questo possa continuare anche qui in Calabria”.
La storia di Cristiano è anche questa: quella di un ragazzo di Taurianova che a 15 anni è partito, ha scoperto quasi per caso la propria vocazione e oggi torna nella sua terra da protagonista. Ma soprattutto è la storia di qualcuno che non considera il successo un punto d’arrivo. Che continua a cercare nuove strade, ad accettare sfide, a riconoscere i propri limiti e a lasciarsi sorprendere.
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