Gratteri a Rete4: ‘Non sarò mai un uomo libero. La ‘ndrangheta non dimentica’
Il procuratore di Napoli ospite di Bianca Berlinguer a È sempre Cartabianca. Nessun giudizio politico sul Governo Meloni, ma una bocciatura netta delle riforme sulla giustizia. Poi la replica a Forza Italia: "I giudici applicano le leggi che loro fanno"
01 Ottobre 2026 - 18:22 | di Redazione

Una vita sotto scorta e la consapevolezza che anche la fine della carriera da magistrato difficilmente potrà coincidere con il ritorno a una vita normale. Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, ne ha parlato nel corso dell’intervista concessa a Bianca Berlinguer durante la puntata di È sempre Cartabianca andata in onda nella serata del 30 settembre su Rete 4.
Parole nette quelle del magistrato calabrese, che ha affrontato il tema della propria sicurezza, delle riforme della giustizia portate avanti dal Governo Meloni e delle recenti dichiarazioni di Forza Italia sul ruolo dei giudici.
Gratteri: “La ‘ndrangheta non dimentica”
Berlinguer ha chiesto a Gratteri come immagina il giorno in cui non sarà più magistrato e se, dopo tanti anni trascorsi sotto protezione, potrà finalmente tornare a vivere da uomo libero.
La risposta lascia poco spazio alle illusioni.
“Sarà precluso perché intanto questo l’ho fatto io dall’89. Ho fatto tante cose, ho dato tanto fastidio. La ‘ndrangheta non dimentica”, ha spiegato Gratteri. Una frase che sintetizza il peso di una carriera trascorsa in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata e, in particolare, alla ‘ndrangheta.
Il giudizio sul Governo Meloni: “Non posso dare una risposta politica”
Durante l’intervista si è passati poi all’attualità politica. Alla domanda su quale fosse il suo giudizio sugli anni di Governo guidati da Giorgia Meloni, Gratteri ha scelto di non entrare nel terreno della valutazione politica.
“A questa domanda non posso rispondere perché dovrei dare una risposta politica. Posso dare un giudizio sulle riforme e sulla giustizia, certo”, ha precisato.
Ed è proprio sul terreno della giustizia che il procuratore di Napoli ha espresso una posizione molto critica.
“Inutili, dannose, che hanno rallentato il procedimento”, ha detto riferendosi alle riforme approvate negli ultimi anni. Tra gli esempi citati da Gratteri c’è quello dell’interrogatorio preventivo, misura che secondo il magistrato rischia di incidere negativamente sui tempi delle indagini e dei procedimenti.
La replica a Forza Italia: “Dov’è il garantismo?”
Uno dei passaggi più duri dell’intervista ha riguardato il rapporto tra politica e magistratura e le recenti dichiarazioni arrivate da Forza Italia.
Gratteri ha richiamato il principio della separazione dei poteri. “Tu non puoi rivolgerti a un altro potere dello Stato per chiedere collaborazione. I poteri devono essere separati, distinti, proprio perché, come i padri costituenti ci hanno insegnato, c’è il bilanciamento dei poteri”, ha affermato.
Secondo il procuratore non può esistere una sorta di fronte comune tra magistratura ed esecutivo.
“Non c’è un tifo. Non possiamo dire che la magistratura deve stare col potere esecutivo, tutti assieme per risolvere un problema. Non funziona così. La giustizia non è politica, non è amministrazione”.
Poi il riferimento alle critiche rivolte ai magistrati sulla permanenza in carcere delle persone arrestate.
“Poi lui dice che i giudici dovrebbero tenere di più in carcere i ceffi. Ripeto: dov’è il garantismo in questo momento di Forza Italia?”, ha osservato Gratteri.
La conclusione è affidata a un passaggio altrettanto netto, nel quale il procuratore rimanda al Parlamento e al legislatore la responsabilità delle norme applicate nelle aule di giustizia.
“Intanto i giudici applicano le leggi che loro fanno, che loro hanno scritto. Tranquillamente possono modificare la norma e dire che per quei reati il carcere è obbligatorio. Punto”.
Un intervento che conferma la posizione critica di Gratteri sulle recenti modifiche alla giustizia, ma anche la scelta di tenere distinta la valutazione tecnica delle riforme da un giudizio politico complessivo sull’azione del Governo.
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