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Porto di Reggio, oltre 20 milioni di lavori già in corso: fondali, cold ironing e banchina Margottini

Interventi già operativi su energia, sicurezza e banchine per rendere il porto più competitivo e pronto ad accogliere nuovi traffici

progetto livellamento fondali porto rc

Non tutto il piano per il porto di Reggio Calabria appartiene al futuro. Una parte della trasformazione è già iniziata e riguarda proprio quegli interventi meno appariscenti, ma decisivi per rendere lo scalo realmente competitivo.

Fondali, elettrificazione, sicurezza e adeguamento delle banchine possono sembrare opere tecniche, lontane dall’immagine più immediata del nuovo terminal crociere o della riqualificazione degli spazi aperti alla città. In realtà rappresentano il presupposto necessario per consentire al porto di compiere quel salto di qualità atteso da anni.

Perché un porto può avere nuovi progetti, nuove ambizioni e nuovi collegamenti, ma senza fondali adeguati, infrastrutture sicure, banchine efficienti e sistemi energetici moderni difficilmente può attrarre nuove rotte e nuovi operatori.

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Fondali, un intervento decisivo per aprire davvero alle crociere

Tra i lavori già in corso c’è quello di livellamento dei fondali del porto, un intervento da 340 mila euro che ha un peso molto più importante rispetto al suo valore economico. L’obiettivo è garantire la piena operatività dello scalo e facilitare le manovre delle navi da crociera di medie dimensioni. .

La profondità e la conformazione dei fondali rappresentano infatti uno dei principali limiti per l’ingresso di determinate tipologie di navi. Ed è proprio questo uno degli ostacoli che finora ha contribuito a tenere Reggio Calabria ai margini del grande mercato crocieristico.

Negli ultimi anni alcune unità hanno fatto scalo in città, ma la possibilità di attrarre con continuità navi più grandi passa anche dalla capacità del porto di garantire manovre sicure e fondali adeguati.

Per questo il livellamento assume un valore strategico: non è soltanto una manutenzione, ma un intervento che può contribuire a rimuovere uno dei vincoli fisici che hanno limitato la crescita dello scalo.

In una città che guarda ormai con crescente attenzione al turismo crocieristico, la questione dei fondali diventa quindi centrale. Senza questa base infrastrutturale, parlare di nuove rotte e di un futuro terminal rischierebbe di restare un esercizio teorico.

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Cold ironing, il porto entra nella nuova fase energetica

cold ironing porto rc

Altro intervento di particolare rilievo è quello legato al cold ironing, per il quale la quota destinata a Reggio Calabria ammonta a circa 6,5 milioni di euro.

Il sistema consentirà alle navi ormeggiate di collegarsi alla rete elettrica di terra, evitando di mantenere accesi i motori ausiliari durante la sosta in porto. Il vantaggio è duplice: ridurre le emissioni nelle aree portuali e rendere lo scalo più moderno e più coerente con gli standard ambientali richiesti al settore marittimo.

I lavori comprendono la ristrutturazione dell’ex biglietteria Liberty e la realizzazione della cabina principale nelle aree ex Cementir. La potenza prevista per Reggio Calabria è di 9,5 MW. Anche in questo caso, si tratta di un intervento che va letto oltre il dato tecnico.

Il cold ironing sta diventando uno degli elementi centrali nella trasformazione dei principali porti. Un progetto analogo è in corso, ad esempio, anche nel porto di Gioia Tauro, uno degli scali di maggiore rilievo internazionale.

Per Reggio, dunque, dotarsi di questa tecnologia significa compiere un passo verso un modello portuale più moderno, meno impattante e meglio attrezzato per il traffico futuro.

Non è soltanto una questione ambientale, ma anche di competitività. Le infrastrutture portuali europee stanno andando verso standard sempre più elevati sul fronte energetico e avere un sistema di alimentazione elettrica da terra può diventare un elemento sempre più rilevante anche nella scelta degli scali.

Security, il porto cambia anche sul piano del controllo

progetto sicurezza porto

Un altro cantiere già avviato riguarda la security portuale. L’investimento, pari a circa 3,35 milioni di euro, punta a dotare il porto di un sistema avanzato di controllo e monitoraggio.

Il progetto prevede varchi, protezioni, sistemi di separazione, una centrale operativa e tecnologie ICT per integrare e digitalizzare i dati relativi ai movimenti all’interno dell’area portuale.

Un porto che vuole crescere sul piano turistico e commerciale deve essere in grado di garantire standard elevati di controllo degli accessi, monitoraggio delle persone e dei mezzi e gestione delle aree operative. È una condizione indispensabile soprattutto se aumenteranno i flussi di passeggeri e se lo scalo dovrà accogliere nuove tipologie di traffico.

La conclusione dei lavori è prevista entro il 30 giugno 2027.

Banchina Margottini, oltre 10,7 milioni per consolidare una delle aree strategiche

Il cantiere economicamente più consistente tra quelli già avviati riguarda la Banchina Margottini.

Il quadro economico ammonta a 10.759.694 euro e comprende la completa ristrutturazione della banchina, l’adeguamento sismico, il rifacimento degli impianti e degli arredi e importanti opere di consolidamento. Dal punto di vista tecnico è previsto un nuovo paramento di banchina con una combinazione di pali e palancole, oltre al consolidamento del piede dell’opera mediante colonne di jet-grouting.

La conclusione dei lavori è prevista entro il 31 dicembre 2026.

Casa del Portuale, piccoli interventi dentro una trasformazione più ampia

progetto casa del portuale

Nel quadro dei cantieri in corso rientra anche la riqualificazione della Casa del Portuale, destinata a diventare sede dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto a Reggio Calabria. L’investimento è di 220 mila euro e riguarda la manutenzione dell’edificio e degli impianti. Un intervento più contenuto sul piano economico, ma che si inserisce nella più ampia riorganizzazione funzionale dello scalo.

Prima le fondamenta, poi il salto di qualità

Il dato più interessante, guardando a questi cantieri nel loro insieme, è che il rilancio del porto di Reggio Calabria non passa soltanto dalle opere più visibili. Prima del nuovo terminal crociere, prima dell’aumento dei flussi turistici e prima di una maggiore apertura alla città, servono infrastrutture capaci di sostenere quella trasformazione.

I fondali devono consentire l’ingresso delle navi. Le banchine devono essere solide e adeguate. Il porto deve essere sicuro. Le navi devono poter trovare servizi energetici moderni. Sono interventi che difficilmente finiscono al centro del racconto, ma che rappresentano la condizione necessaria perché il resto possa davvero funzionare. Ed è proprio su questo terreno che il porto di Reggio sta già cambiando. Prima ancora delle grandi opere future, la svolta passa dalle fondamenta.

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