Crociere, Reggio prova il salto di qualità: nuova banchina e terminal da 40 milioni
Obiettivo entrare nel circuito crocieristico mediterraneo. Cannizzaro: "Novità già dal 2027"
06 Ottobre 2026 - 09:49 | di Eva Curatola

Per anni Reggio Calabria ha guardato al traffico crocieristico quasi da spettatrice. Le grandi navi attraversano quotidianamente lo Stretto e fanno rotta soprattutto sulla vicina Messina, dove in alta stagione possono attraccare anche tre unità nello stesso giorno, appartenenti alle principali compagnie internazionali.
A Reggio, seppur lentamente, qualcosa si è mosso. Alcune navi da crociera, soprattutto del segmento luxury, hanno fatto capolinea in città, portando i primi gruppi di passeggeri a pochi passi dal centro storico, dal lungomare e dal Museo archeologico. Ma i numeri restano ancora lontanissimi da quelli registrati sull’altra sponda dello Stretto. Adesso, però, quel salto atteso da anni appare un po’ meno lontano.
Dentro il maxi piano da circa 100 milioni di euro presentato ieri a Palazzo Alvaro c’è infatti uno degli interventi più ambiziosi dell’intera programmazione: la trasformazione della banchina di ponente e la realizzazione del nuovo terminal crociere.
Un progetto che, nelle intenzioni dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto e dell’amministrazione comunale, dovrebbe consentire finalmente a Reggio Calabria di entrare in maniera più stabile nel circuito crocieristico mediterraneo.
A margine della conferenza, il sindaco Francesco Cannizzaro ha indicato anche un primo orizzonte temporale, spiegando che già dal 2027 Reggio potrebbe iniziare a comparire nelle mappe portuali delle maggiori compagnie del settore.
Una nuova banchina per le grandi navi

Il cuore del progetto è la rettifica della banchina di ponente. L’intervento prevede la realizzazione di una nuova superficie di 6.192 metri quadrati, con un fronte di ormeggio lungo 308 metri e 30 stalli per autobus alla radice della nuova banchina. Il valore stimato dell’opera è di 40 milioni di euro.
Gli studi preliminari prevedono la possibilità di ospitare una nave lunga fino a 254 metri, oppure due unità fino a 142 metri ciascuna. La compatibilità con navi ancora più grandi dipenderà invece dalle caratteristiche dei fondali e dagli studi sulle manovre che saranno sviluppati in fase progettuale.
Il terminal si sposta da levante a ponente
La nuova strategia modifica anche quanto era stato immaginato in precedenza. Il terminal crociere era inizialmente previsto sulla banchina di levante, ma la conferenza dei servizi relativa a quel progetto si è conclusa con esito non favorevole. Da qui la decisione di spostare il cuore dell’attività crocieristica sulla banchina di ponente, in un’area vicina al Museo del Mediterraneo.
Le risorse già previste per il vecchio progetto, pari a 5,8 milioni di euro, saranno utilizzate per il nuovo terminal.
Una scelta che punta a concentrare sulla banchina di ponente la nuova vocazione crocieristica del porto, lasciando alla zona di levante funzioni differenti legate ai servizi portuali, alla nautica e alla riqualificazione degli spazi.
Reggio parte da numeri piccoli, ma in crescita
Il punto di partenza resta ancora limitato.
Nel 2024 il porto di Reggio Calabria ha registrato 3 navi da crociera e 638 passeggeri. Nel 2025 le navi sono salite a 10 e i crocieristi a 1.457. Per il 2026, secondo i dati illustrati durante la conferenza e aggiornati al 10 luglio, vengono indicati 9 approdi e 3.594 passeggeri. Per il 2027 la previsione sale a 15 navi, con 3.530 crocieristi.
Numeri ancora modesti se confrontati con le grandi destinazioni crocieristiche, ma che evidenziano una presenza progressivamente più stabile. Ed è proprio su questa base che il nuovo terminal dovrebbe provare a costruire il salto di qualità.
Il vero vantaggio di Reggio: la nave arriva dentro la città
Uno dei punti di forza del porto reggino è la sua collocazione, si trova, infatti, a pochissimi minuti a piedi dal cuore della città. Lungomare, centro storico, Museo archeologico e Bronzi di Riace sono immediatamente raggiungibili. Si tratta di una caratteristica che può avere un peso importante nel mercato, dove la possibilità di sbarcare direttamente dentro una destinazione rappresenta un valore aggiunto.
Non si tratta quindi soltanto di costruire una banchina capace di ospitare più navi. La sfida sarà trasformare l’arrivo dei crocieristi in una ricaduta reale per il territorio, collegando lo scalo con commercio, cultura, ristorazione, escursioni e servizi turistici.
Reggio insieme a Taranto e Agropoli
La strategia guarda anche fuori dai confini cittadini. Reggio Calabria è inserita nel progetto Magna Graecia Coast to Coast, insieme ai porti di Taranto e Agropoli.
L’obiettivo è presentare alle compagnie crocieristiche un itinerario comune del Mediterraneo, costruito attorno a cultura, paesaggio e identità territoriale. Il progetto guarda in particolare ai segmenti premium e luxury, proprio quelli che negli ultimi anni hanno già mostrato interesse verso Reggio Calabria. Studio di fattibilità, sito e identità del progetto sono già stati realizzati e l’iniziativa è stata presentata anche a Miami nel 2026, mentre sono in corso attività di promozione con le compagnie del settore.
Una partita che Reggio attende da anni
La prospettiva, quindi, è chiara.
Reggio Calabria non può ancora essere considerata una destinazione crocieristica strutturata e il confronto con Messina resta oggi impari. Ma per la prima volta il progetto infrastrutturale sembra andare nella direzione necessaria per provare a colmare almeno parte di quel divario.
La banchina da 40 milioni, il nuovo terminal e il lavoro di promozione internazionale rappresentano il tentativo più concreto degli ultimi anni di trasformare la posizione geografica della città in un vero vantaggio competitivo.
Per una città che vede quotidianamente transitare le grandi navi nello Stretto, la possibilità di vederle finalmente attraccare con continuità a Reggio non è più soltanto una suggestione.
La partita è ancora lunga, ma il percorso, almeno sulla carta, è stato tracciato.
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