Reggina: Giacchetta sulla storia amaranto, Lotito come il Manchester City, i due momenti indimenticabili e gli allenatori migliori
"Reggina significa rappresentare una storia ovunque e va gestita bene"
29 Settembre 2026 - 09:15 | di Michele Favano

Nel corso del lungo intervento a “Zona Amaranto” in onda su CityNow, l’ex capitano Simone Giacchetta ha parlato anche del tifo, dei suoi indimenticabili momenti, dei due grandi allenatori: “Per quello che ho vissuto allo stadio, posso dire che è la solita Reggina, quella che aggrega, che sa trascinare, l’ha dimostrato anche in passato e lo sta dimostrando adesso. C’è grandissima fame di calcio, c’è voglia di essere uniti attorno a qualcosa che ci rappresenti al meglio. La Reggina è stata sempre questa e sarà questa anche in futuro. Allo stato attuale da super squadra qual è aggrega tanti tifosi che con piacere ritornano allo stadio”.
I continui ritorni al passato
“I continui riferimento al passato, fanno parte di una bellissima storia e la storia non la puoi togliere né dimenticare. Però in questo momento credo sia più opportuno parlare del presente visto che è un presente positivo, bisogna essere contenti di avere una proprietà di questo tipo, bisogna essere vicini alla squadra, sostenere i calciatori, l’ambiente, perché far pesare la storia a questi giocatori oggi rischierebbe solo di metterli in difficoltà. Vestire la maglia della Reggina significa rappresentare una storia ovunque, va gestita bene, ma questi ragazzi vanno aiutati ad alleggerirsi da questa responsabilità”.
La forza della proprietà, i ricordi, gli allenatori
“La proprietà è determinante. Se ti chiama la Reggina di Lotito è come se ti chiamasse il Manchester City della Serie D, non puoi dire di no. Vai a vivere potenzialmente una stagione da protagonista, per vincere e vai in una città importante che si immerge, vive di calcio.
I ricordi più belli? C’è sempre Torino, sia per il finale dell’ultima giornata di Serie B che ci regalò la storica promozione in A, sia la prima in Serie A contro la Juventus. E poi ricordo il percorso dei primi due anni difficilissimi a Reggio, quella vittoria con un mio gol ad Ischia che evitò la retrocessione in C2 e forse anche il peggio.
I due allenatori che voglio ricordare perchè lo meritano sono Enzo Ferrari e Franco Colomba. Uno mi ha fatto svoltare e l’altro mi ha consacrato”.
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