Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI ACCEDI

Dializzati a Reggio, dalla crisi alle prime risposte: il retroscena dell’incontro con Occhiuto

Rubens Curia racconta a CityNow il lavoro svolto lontano dai riflettori: dall'incontro con Occhiuto ai 10 nuovi posti dialisi autorizzati dalla Regione

rubens curia comunità competente

La sanità di prossimità non può essere soltanto un principio da richiamare nei programmi e nei documenti istituzionali. Deve tradursi in servizi accessibili, risposte concrete e, soprattutto, nella possibilità per i cittadini di curarsi vicino casa. Una necessità che a Reggio Calabria, nelle ultime settimane, è diventata una vera e propria emergenza per decine di pazienti dializzati.

Mentre i malati affrontavano turni notturni al Grande Ospedale Metropolitano e le associazioni denunciavano una situazione ormai insostenibile, un’altra attività si svolgeva lontano dai riflettori, attraverso incontri istituzionali e interlocuzioni dirette con i vertici della sanità regionale.

A raccontarla ai microfoni di CityNow è il dott. Rubens Curia, portavoce di Comunità Competente, la rete civica da anni impegnata nella difesa del diritto alla salute e nel rafforzamento della medicina territoriale calabrese.

Un impegno che Curia rivendica senza nascondere le criticità di un sistema che, a suo giudizio, avrebbe dovuto affrontare la carenza di posti dialisi già molti anni fa.

Leggi anche

Una crisi che parte da lontano: Reggio penalizzata rispetto a Cosenza e Catanzaro

L’emergenza esplosa nei primi giorni di ottobre, dopo l‘interruzione dei trattamenti per i pazienti reggini al Centro San Giorgio di Pellaro, ha portato alla luce una situazione strutturale denunciata da tempo.

Circa trenta pazienti si sono ritrovati improvvisamente senza il proprio abituale punto di riferimento. Per garantire la continuità delle terapie, il GOM ha dovuto organizzare un turno aggiuntivo serale e notturno, con trattamenti anche dalle 21 all’una.

Una soluzione indispensabile nell’immediato, ma estremamente pesante per persone già fragili e per le loro famiglie.

È in questo contesto che Comunità Competente ha intensificato il proprio intervento, partendo da una questione precisa: la distribuzione dei servizi di dialisi nelle principali città calabresi.

“Abbiamo lavorato in silenzio e concretamente per dare risposte alle persone dializzate della città di Reggio Calabria che ha un solo Centro Dialisi per giunta Ospedaliero contro i due Centri di Cosenza ed i tre di Catanzaro; questa errata programmazione si trascinava dal 2018”, spiega Curia.

Una disparità che, secondo il medico, dimostra quanto sia necessario ripensare l’organizzazione dell’assistenza nefrologica sul territorio.

Per chi deve sottoporsi più volte alla settimana alla dialisi, infatti, la distanza dai luoghi di cura non è un dettaglio organizzativo. Significa spostamenti frequenti, difficoltà per gli accompagnatori e un ulteriore carico fisico e psicologico.

Leggi anche

L’incontro con Occhiuto e le tre richieste per la sanità calabrese

La svolta nel percorso istituzionale arriva mercoledì 14 ottobre, quando una delegazione composta da Comunità Competente e Cittadinanzattiva Calabria, guidata da Pino Corrado, incontra il presidente della Regione Roberto Occhiuto.

Al tavolo anche il dirigente generale del Dipartimento Tutela della Salute, Ernesto Esposito, e la direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria, Maddalena Berardi.

Un confronto durante il quale Rubens Curia porta all’attenzione dei vertici regionali tre richieste che riguardano non soltanto l’emergenza reggina, ma più in generale il futuro dell’assistenza ai pazienti nefropatici.

La prima, e più urgente, è l’incremento dei posti dialisi nella città di Reggio Calabria, per garantire cure vicine al domicilio dei pazienti. Le altre due riguardano la ripresa dei trapianti di rene presso l’Azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza e il potenziamento della campagna regionale per la donazione degli organi.

Tre questioni collegate da un unico obiettivo: migliorare l’accesso alle cure, rafforzare la rete sanitaria e offrire nuove prospettive ai pazienti.

Dal confronto arrivano impegni precisi.

Secondo quanto riferito da Curia, Occhiuto manifesta la disponibilità a portare l’incremento dei posti dialisi alla prima seduta utile della Giunta regionale. Esposito si impegna a convocare entro cinque o sei settimane il Comitato tecnico scientifico nefrodialitico, mentre Berardi assicurava l’invio della richiesta formale di incremento dei posti entro venerdì 16 ottobre, così come avvenuto.

Il primo risultato: la Regione approva 10 nuovi posti rene

Cinque giorni dopo l’incontro, lunedì 19 ottobre, arriva il primo provvedimento concreto. La Giunta regionale, su proposta del presidente Occhiuto, autorizza l’incremento straordinario di 10 posti rene destinati all’Asp di Reggio Calabria, da attivare nel territorio comunale. Una decisione che dà seguito al primo impegno assunto durante il confronto istituzionale.

Un primo cambiamento di rotta, anche se non coincide ancora con la piena risoluzione dell’emergenza.

I prossimi passi: la revisione della rete dialitica e il monitoraggio degli impegni

La prossima tappa è la convocazione del Comitato tecnico scientifico nefrodialitico regionale, per il quale il dirigente Ernesto Esposito ha assunto l’impegno di procedere entro cinque/sei settimane dall’incontro del 14 ottobre.

Un passaggio che dovrà consentire di affrontare in maniera più ampia la programmazione della rete, valutando il fabbisogno e la distribuzione delle postazioni nelle diverse aree della Calabria.

Ma c’è soprattutto un impegno che Comunità Competente assume nei confronti dei pazienti: non fermarsi al primo provvedimento approvato e verificare che ogni promessa trovi una concreta attuazione.

“Come formichine silenziose e laboriose continueremo a seguire tutti i vari step della problematica dializzati e non solo, perché ricordo che noi siamo una “Comunità Competente””.

Per Comunità Competente, il percorso avviato nelle scorse settimane dimostra l’importanza del dialogo tra cittadini, associazioni e istituzioni. Ma la misura dei risultati, adesso, sarà la capacità di garantire ai dializzati cure accessibili.

Perché è proprio qui che la medicina di prossimità smette di essere un principio astratto e diventa un diritto da garantire.

Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

Segui CityNow su Google

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?